Bologna Process
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IL PROCESSO DI BOLOGNA

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Comunicato di Bergen (2005)


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L’Area Europea dell’Istruzione Superiore –
Conseguire gli Obiettivi

Comunicato della Conferenza dei
Ministri Europei Responsabili dell’Istruzione Superiore,
Bergen, 19-20 maggio 2005
(traduzione italiana)

Noi, i Ministri responsabili dell’istruzione superiore nei Paesi partecipanti al Processo di Bologna, ci siamo incontrati per effettuare una verifica di metà percorso nonché per definire gli obiettivi e le priorità del cammino verso il 2010. In questa conferenza abbiamo salutato con vivo piacere l’adesione di alcuni nuovi partecipanti al Processo di Bologna: si tratta di Armenia, Azerbaigian, Georgia, Moldova e Ucraina. Ad accomunarci è la condivisa valutazione dei principi, degli obiettivi e degli impegni relativi a questo processo contenuti nella Dichiarazione di Bologna e nei successivi comunicati emanati in occasione delle Conferenze Ministeriali di Praga e Berlino. Desideriamo pertanto confermare i nostri sforzi volti a coordinare le nostre politiche attraverso il Processo di Bologna al fine di costituire entro il 2010 l’Area Europea dell’Istruzione Superiore (EHEA) impegnandoci ad assistere i nuovi partecipanti a conseguire gli obiettivi del Processo.

I. Azioni di partenariato
Desideriamo sottolineare il ruolo centrale degli istituti di istruzione superiore, del loro personale e dei loro studenti nell’implementazione del Processo di Bologna. Questo ruolo diviene tanto più importante ora che le riforme legislative richieste sono state in larga parte realizzate. A tali istituzioni va quindi il nostro incoraggiamento a continuare e a intensificare i propri sforzi per la costituzione di un’Area Europea dell’Istruzione Superiore. Esprimiamo il nostro compiacimento per l’evidente impegno degli istituti di istruzione superiore di tutta Europa a favore del Processo di Bologna, pur dovendo ammettere che occorre del tempo per ottimizzare l’impatto dei cambiamenti strutturali sui curricula, assicurando così l’introduzione dei processi innovativi di insegnamento e apprendimento di cui l’Europa ha bisogno.
È altresì viva la nostra soddisfazione per il sostegno proveniente dalle organizzazioni che rappresentano le parti sociali ed economiche, con le quali auspichiamo una più approfondita cooperazione per il raggiungimento delle finalità previste dal Processo di Bologna. Siamo infine grati alle istituzioni e alle organizzazioni internazionali coinvolte nel Processo per il fattivo contributo da esse fornito.

II. Un momento di verifica
Prendiamo atto dei significativi progressi compiuti verso il raggiungimento dei nostri obiettivi, così come traspare dal General Report 2003-2005 del Gruppo di Follow-up, dal rapporto Trends IV dell’EUA e dal rapporto Bologna with Student Eyes dell’ESIB.
Nel meeting di Berlino abbiamo chiesto al Gruppo di Follow-up di eseguire una verifica di metà percorso incentrata su tre priorità: l’articolazione degli studi accademici, la valutazione della qualità e il riconoscimento dei titoli e dei periodi di studio. Abbiamo constatato con soddisfazione i considerevoli passi in avanti compiuti in questi tre ambiti prioritari, che il rapporto evidenzia con chiarezza.
Poiché ora appare importante garantire che tali progressi vengano registrati omogeneamente in tutti i Paesi partecipanti, desideriamo ribadire l’esigenza di una maggiore condivisione delle esperienze maturate e delle competenze acquisite, al fine di favorire lo sviluppo di capacità sia a livello di istituti che di governi.

L’articolazione degli studi accademici
Abbiamo constatato con soddisfazione che l’articolazione su due cicli degli studi accademici è ormai diffusa su larga scala, tanto da coinvolgere oltre metà degli studenti in gran parte dei Paesi. È tuttavia innegabile che vi siano ancora ostacoli nell’accesso tra un ciclo e l’altro. Occorre favorire un maggiore dialogo
in materia coinvolgendo governi, istituti universitari e parti sociali, al fine di accrescere l’occupabilità di chi possiede un diploma di primo ciclo, prevedendo al riguardo anche adeguati sbocchi occupazionali all’interno delle amministrazioni pubbliche.
All’interno dell’Area Europea dell’Istruzione Superiore vengono quindi adottati un quadro generale di riferimento per i titoli accademici comprendente tre cicli (con la possibilità, all’interno dei contesti nazionali, di titoli intermedi), dei descrittori generici per ogni ciclo basati sugli esiti formativi e le competenze e un sistema di crediti per il primo e il secondo ciclo. Ribadiamo il nostro impegno a elaborare entro il 2010 dei quadri nazionali per i titoli che risultino compatibili con il quadro generale di riferimento. Un’azione concreta in tal senso dovrà partire entro il 2007; chiediamo pertanto al Gruppo di Follow-up di riferire in merito alla realizzazione e all’ulteriore sviluppo di tale quadro generale.
Sottolineiamo l’importanza di garantire la complementarità tra il quadro generale di riferimento per i titoli accademici e il più ampio quadro, peraltro già proposto, dei titoli relativi all’istruzione permanente, comprendendo in tale contesto sia i titoli derivanti da un percorso formativo generale che quelli legati a contesti di formazione e addestramento professionalizzante attualmente in essere sia in ambito UE che all’interno dei Paesi partecipanti. Chiediamo alla Commissione Europea di procedere, col progredire dei lavori, ad approfondite consultazioni con tutte le parti coinvolte nel Processo di Bologna.

La valutazione della qualità
Quasi tutti gli Stati hanno ormai adottato dei provvedimenti per l’adozione di un sistema di valutazione della qualità basato sui criteri espressi nel Comunicato di Berlino e caratterizzato da un alto grado di cooperazione e interazione. Ma la strada è ancora lunga, in particolare per quanto riguarda il coinvolgimento degli studenti e la cooperazione internazionale. Esortiamo quindi gli istituti di istruzione superiore a proseguire nei propri sforzi per migliorare la qualità delle proprie attività attraverso l’introduzione sistematica di meccanismi interni di valutazione direttamente correlati ad analoghe procedure esterne.
Per quanto riguarda la valutazione della qualità nell’Area Europea dell’Istruzione Superiore, si ritiene opportuno adottare gli standard e le direttive proposti dall’ENQA. Ci impegnamo a introdurre il modello proposto per la peer review delle agenzie di garanzia della qualità su base nazionale, nel rispetto delle direttive e dei criteri comunemente accettati. Valutiamo positivamente l’idea di un registro europeo degli organismi di valutazione basato su scala nazionale. Chiediamo all’ENQA, in collaborazione con l’EUA, l’EURASHE e l’ESIB, di approfondire gli aspetti pratici della questione, riferendo al riguardo tramite il Gruppo di Follow-up. Desideriamo infine ribadire l’importanza della cooperazione tra organismi riconosciuti su base nazionale in vista di un più agevole riconoscimento reciproco delle decisioni in materia di accreditamento o di valutazione della qualità.

Riconoscimento dei titoli e dei periodi di studio
Abbiamo notato che, su 45 Paesi partecipanti, 36 hanno già ratificato la Convenzione di Lisbona sul Riconoscimento dei Titoli. Sollecitiamo pertanto chi non lo avesse già fatto ad aderirvi senza ulteriori indugi. Dal canto nostro, ci impegnamo a garantire la piena attuazione dei principi di tale Convenzione, che dovranno essere recepiti nel modo più opportuno all’interno delle legislazioni nazionali. Chiediamo inoltre a tutti gli Stati partecipanti di affrontare i problemi legati al riconoscimento individuati dalle reti ENIC/NARIC. Stileremo anche, su base nazionale, dei piani d’azione finalizzati a migliorare la qualità del processo di riconoscimento dei titoli di studio di altri Paesi. Questi piani verranno inseriti nel rapporto nazionale che ciascuno Stato redigerà per la prossima Conferenza Ministeriale. Esprimiamo la nostra approvazione verso i testi ausiliari alla Convenzione di Lisbona, esortando tutte le autorità nazionali e i portatori di interessi a riconoscere i titoli congiunti rilasciati da due o più Paesi all’interno dell’Area Europea dell’Istruzione Superiore.
Lo sviluppo dei singoli quadri nazionali e di un più generale quadro europeo di titoli accademici è, a nostro avviso, un’opportunità per radicare ancor più profondamente la formazione permanente in seno all’istruzione superiore.
Lavoreremo quindi con gli istituti di istruzione superiore e con gli altri organismi interessati per promuovere il riconoscimento dei periodi di apprendimento pregressi, includendo, laddove possibile, l’apprendimento non-formale e informale nell’accesso ai programmi di istruzione superiore e quale loro elemento costitutivo.

III. Altre sfide e priorità
L’istruzione superiore e la ricerca
Desideriamo ribadire l’importanza dell’istruzione superiore in una più incisiva promozione della ricerca e l’importanza della ricerca a sostegno di un’istruzione superiore mirante allo sviluppo economico e culturale delle nostre società e alla coesione sociale, notando che l’impegno a introdurre cambiamenti strutturali e a migliorare la qualità dell’insegnamento non deve andare a discapito degli sforzi compiuti a sostegno della ricerca e dell’innovazione. Sottolineiamo pertanto l’importanza della ricerca e della formazione alla ricerca al fine di consolidare e migliorare la qualità dell’Area Europea dell’Istruzione Superiore rafforzandone la competitività e l’attrattiva. Per conseguire risultati migliori occorre affinare le sinergie tra il settore dell’istruzione superiore e gli altri settori della ricerca nei singoli Paesi nonché tra l’Area Europea dell’Istruzione Superiore e l’Area Europea della Ricerca.
Per far ciò si dovrà avere piena corrispondenza tra i titoli di dottorato e i titoli del quadro generale di riferimento usando un approccio basato sugli esiti formativi.
Caratteristica fondamentale della formazione di dottorato è l’avanzamento del sapere attraverso l’originalità della ricerca. Considerando l’esigenza di programmi di dottorato strutturati nonché la necessità di processi trasparenti di supervisione e valutazione, notiamo che il normale carico di lavoro del terzo ciclo nella maggior parte degli Stati corrisponde a 3-4 anni di impegno a tempo pieno. Esortiamo le università a garantire programmi di dottorato che promuovano la formazione interdisciplinare e lo sviluppo di competenze trasferibili, rispondendo in tal modo alle esigenze di un più ampio mercato del lavoro. Occorre conseguire un aumento generalizzato del numero dei partecipanti ai programmi di dottorato che intraprendano un’attività di ricerca nell’ambito dell’Area Europea dell’Istruzione Superiore. I partecipanti ai programmi di terzo ciclo vanno visti in parte come studenti e in parte come giovani ricercatori. Chiediamo quindi al Gruppo di Follow-Up di invitare l’EUA e le altre parti interessate a stilare, sotto la responsabilità del Gruppo di Follow Up, una relazione sull’ulteriore sviluppo dei principi di base in materia di programmi di dottorato da sottoporre al vaglio dei Ministri nel 2007. Per i programmi di dottorato, comunque, occorre evitare una iperregolamentazione.

La dimensione sociale
La dimensione sociale del Processo di Bologna è parte costitutiva dell’Area Europea dell’Istruzione Superiore e condizione necessaria per la sua attrattiva e competitività. Rinnoviamo pertanto il nostro impegno a garantire a tutti pari opportunità di accesso a un’istruzione superiore di qualità, sottolineando la necessità di condizioni appropriate per gli studenti, tali da consentire loro di terminare i propri studi senza incontrare ostacoli dovuti alla propria estrazione socio-economica. La dimensione sociale comprende le misure adottate dai governi per aiutare gli studenti – in particolare quelli provenienti da gruppi socialmente svantaggiati – dal punto di vista economico e finanziario, garantendo loro servizi di consulenza e assistenza finalizzati all’ampliamento delle possibilità di accesso.

Mobilità
Consapevoli che la mobilità di studenti e personale universitario tra tutti i Paesi partecipanti resta uno dei principali obiettivi del Processo di Bologna e consci delle sfide tuttora esistenti e che occorre vincere, riconfermiamo il nostro impegno ad agevolare la portabilità di prestiti e sussidi, ove occorra attraverso adeguate azioni congiunte, al fine di rendere realmente possibile la mobilità all’interno dell’Area Europea dell’Istruzione Superiore. Intensificheremo i nostri sforzi per rimuovere gli ostacoli alla mobilità facilitando la concessione di visti e di permessi di lavoro e incoraggiando la partecipazione ai programmi di mobilità. Sollecitiamo gli istituti e gli studenti a sfruttare al meglio tali programmi, auspicando il pieno riconoscimento dei periodi di studio effettuati all’estero nel corso del loro svolgimento.

L’attrattiva dell’Area Europea dell’Istruzione Superiore e la cooperazione con le altre parti del mondo
L’Area Europea dell’Istruzione Superiore deve essere aperta alle altre parti del mondo e deve esercitare su di esse un’attrattiva. Il nostro contributo a un’istruzione accessibile a tutti deve basarsi sul principio dello sviluppo sostenibile e deve armonizzarsi con le attività in corso a livello internazionale per lo sviluppo di linee guida per una educazione transfrontaliera di qualità.
Desideriamo in tal senso ribadire il concetto che, nella cooperazione accademica internazionale, sono i valori accademici a dover prevalere.
Riteniamo poi che l’Area Europea dell’Istruzione Superiore debba essere un partner per i sistemi di istruzione superiore delle altre regioni del mondo; essa deve stimolare lo scambio armonioso di studenti e personale accademico e favorire la cooperazione tra gli istituti universitari. Sottolineiamo pertanto l’importanza della comprensione e del rispetto interculturale auspicando una più approfondita comprensione del Processo di Bologna negli altri continenti, che potrà avvenire attraverso una condivisione delle nostre esperienze dei processi di riforma con le regioni vicine. Vi è dunque l’esigenza di rafforzare il dialogo su temi di reciproco interesse e di individuare regioni partner con cui intensificare lo scambio di idee e di esperienze. Chiediamo quindi al Gruppo di Follow-up di elaborare una strategia condivisa in materia di relazioni esterne.

IV. Monitorare i progressi in vista del 2007
Diamo incarico al Gruppo di Follow-up di portare avanti e di approfondire il processo di monitoraggio, riferendo al riguardo in tempo utile per la prossima Conferenza Ministeriale. Ci attendiamo che tale azione di monitoraggio trovi fondamento in una metodologia appropriata e si espleti in ambiti quali l’articolazione degli studi accademici, la valutazione della qualità e il riconoscimento dei titoli e dei periodi di studio; per il 2007 avremo in larga parte completato l’attuazione di queste tre priorità intermedie.
Più in dettaglio, esamineremo progressi ed evoluzioni in materia di:
• attuazione degli standard e delle direttive per la valutazione della qualità
contenute nel rapporto ENQA;
• attuazione dei quadri nazionali relativi ai titoli di studio;
• conferimento e riconoscimento di titoli congiunti, anche a livello di dottorato;
• creazione di opportunità per percorsi formativi flessibili a livello di istruzione superiore, che comprendano tra l’altro le procedure per il riconoscimento dei periodi formativi pregressi.
Incarichiamo inoltre il Gruppo di Follow-up di presentare dati raffrontabili sulla mobilità del personale accademico e degli studenti dei Paesi partecipanti oltre che sulla situazione socio-economica di questi ultimi. Tali dati, che costituiranno la base delle future azioni di revisione e monitoraggio, dovranno essere elaborati in tempo utile per la prossima Conferenza Ministeriale. Il prossimo momento di revisione dovrà prendere in considerazione la dimensione sociale in precedenza definita.

V. Prepararsi al 2010
Basandoci sui risultati sin qui conseguiti dal Processo di Bologna, desideriamo costruire un’Area Europea dell’Istruzione Superiore basata sui principi della qualità e della trasparenza. Dobbiamo valorizzare la ricchezza del nostro retaggio e la nostra diversità culturale contribuendo alla costruzione di una società del sapere. Ribadiamo il nostro impegno a sostenere il principio della responsabilità pubblica per l’istruzione superiore nel contesto delle moderne società complesse. L’istruzione superiore, situata al punto di intersezione tra ricerca, formazione e innovazione, costituisce la chiave alla competitività dell’Europa. Mentre ci avviciniamo al 2010, ci impegnamo a garantire che gli istituti di istruzione superiore godano dell’autonomia necessaria per porre in essere le riforme concordate, riconoscendo la necessità della sostenibilità del loro finanziamento.
L’Area Europea dell’Istruzione Superiore è strutturata in tre cicli e ogni livello ha la funzione di preparare lo studente per il mercato del lavoro, per l’ulteriore sviluppo delle proprie competenze e per la cittadinanza attiva. Ulteriori caratteristiche fondamentali della struttura dell’Area Europea dell’Istruzione Superiore sono il quadro generale di riferimento per i titoli accademici, una serie di standard e direttive condivise a livello europeo in materia di valutazione della qualità e il riconoscimento dei titoli e dei periodi di studio.
Esprimiamo il nostro sostegno alla struttura di follow-up istituita a Berlino, di cui fanno parte, come membri consultivi, l’EI (Education International Pan- European Structure), l’ ENQA (European Association for Quality Assurance in Higher Education) e l’ UNICE (Union of Industrial and Employers’ Confederations of Europe).
Man mano che il Processo di Bologna ci avvicina alla costituzione dell’Area Europea dell’Istruzione Superiore, dobbiamo valutare le disposizioni necessarie a portare avanti questi progetti oltre il 2010. Chiediamo quindi al Gruppo di Follow-up di esplorare e approfondire tali tematiche.
La prossima Conferenza Ministeriale avrà luogo a Londra nel 2007.


I Paesi che prendono parte al Processo di Bologna e sono membri del Gruppo di Follow-Up sono 45: Albania, Andorra, Armenia, Austria, Azerbaigian, Belgio (comunità fiamminga e comunità francese), Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, "la ex Repubblica Jugoslava di Macedonia", Federazione Russa, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Islanda, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Moldavia, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Romania, Santa Sede, Serbia e Montenegro, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia e Ucraina. Nel Gruppo di Follow-Up è inoltre presente, come membro avente diritto di voto, la Commissione Europea.
Sono membri consultivi del Gruppo di Follow-Up: il Consiglio d’Europa, l’ESIB (National Unions of Students in Europe), l’EI (Education International Pan-European Structure), l’ENQA (European Association for Quality Assurance in Higher Education), l’EUA (European University Association), l’EURASHE (European Association of Institutions in Higher Education), il Centro Europeo di Istruzione Superiore UNESCO-CEPES e l’UNICE (Union of Industrial and Employers’ Confederations of Europe).
(Trad. Raffaella Cornacchini)