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SI
APRE IL DIBATTITO NELLE "AULE APERTE"
di Paolo Manzelli
Le intelligenze multiple, sono una realtà ed una ricchezza per la comunicazione interattiva
poiché tramite il grado elevato di interattività, internet le fa sbocciare e differenziare come in una
favolosa esplosione di brillantissime stelle.
L'educazione tradizionale troppo spesso ha tentato di modellare, uniformandola,
la ricchezza emergente della diversità genetica che e' propria di ciascuno di
noi e che può trovare la sua libera espressione solo e soltanto in un ambiente di rispetto reciproco e di
volontà di attenzione e comprensione del diverso.
L' età mentale di ciascuno di noi è infatti condizionata dalla
possibilità di esprimersi in un ambiente capace di intendere ed apprezzare la
diversità , in caso contrario l'intelligenza non può divenire un fattore correlato alla coscienza creativa e
può rivolgersi al male.
"La violenza e' l' ultima ragione " diceva un proverbiale antico detto.
Il cervello infatti si forma entro strategie di comunicazione evolutiva che implicano vari stadi
temporali e percorsi cerebrali di integrazione, i quali caratterizzano l'espressione sincronica
delle varie funzioni cerebrali ; quest' ultime possono essere sommariamente distinte in tre livelli
corrispondenti alla intelligenza razionale, emotiva e volitiva.
Il non rispetto della diversa articolazione delle funzionalità delle aree cerebrali, comprime la
capacità per ciascuno di noi, di condurre a consapevolezza i processi di integrazione sinergica ed
armonica delle varie funzioni cerebrali, deprimendo il nostro "ego" ad un groviglio di emozioni,
volontà e razionalità, che può risultare incontrollabile, generando comportamenti psicotici di
reazione, in quanto deprivati di ogni possibile naturale sistema di auto-coscienza.
In tali casi l' intelligenza compressa e distorta si rivolge e si rinforza entro comportamenti
indirizzati verso il male e la violenza.
In particolare la violenza viene a dipendere dall'incapacità di rimuovere le emozioni
(nome che proviene dal latino exmovere) , che tanto caratterizzano positivamente
l'intelligenza emotiva, la più correlata alla relatività della significazione temporale , quella
cioè che associa le nostre azioni alla significazione degli avvenimenti osservati.
In particolare l'incomprensione dell'intelligenza emotiva provoca una compressione dei tempi di
comportamento della risposta che, anziché articolarsi nell'integrazione armonica delle funzioni
cerebrali, si inviluppa entro strategie che al limite sfociano in atteggiamenti caratteristici di forte
depressione o addirittura provocano effetti di sindrome demenziale che fa perdere definitivamente,
alla costruzione cosciente dell' "ego", ogni carattere di umanità.
Data l'importanza sempre più fondamentale di sintonizzare armonicamente intelligenze multiple
e creatività cosciente per attuare il necessario progresso dello sviluppo
socio-economico contemporaneo, mi auguro che il dibattito delle "aule aperte" in rete del DIPARTIMENTO
delle Intelligenze Multiple del LRE/EGO-CreaNET, possa contribuire effettivamente nel diminuire i
fattori di rischio presenti nelle attività di "terrorismo" che
purtroppo caratterizzano questo inizio del II° MILLENNIO.
Auguro a tutti un buon lavoro.
Paolo Manzelli
Direttore LRE/EGO-CreaNET - Universita' di Firenze
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