Le competenze “di base”

Loredana Mercadante

 

 

Ø      Competenza linguistica e comunicativa

 

Ø      Competenza logico-matematica

 

Ø      Come rilevare le competenze

Ø       Obiettivi e metodologia

 

Ø       Descrizione della griglia

Ø      Osservazione delle competenze del bambino di 12/18 mesi 

Ø      Osservazione delle competenze del bambino di 18/24 mesi 

 

Ø      Osservazione delle competenze del bambino di 24/36 mesi

 

 


Competenza   linguistica e comunicativa

 

Secondo Chomsky la competenza linguistica si esprime nell’idea di Grammatica Universale, cioè nell’insieme di principi e di regole che governano tutte le lingue umane, indipendentemente da come queste vengono poi utilizzate.

La competenza linguistica dovrebbe quindi descrivere la lingua per capire come nelle rappresentazioni mentali si associano forme e significati. L’essere competenti in una lingua significa saper generare frasi che siano riconosciute come tali dagli altri membri di quella lingua.

Si possono distinguere due concetti sottesi al linguaggio:

-         il linguaggio interno, cioè la proprietà della mente che attraverso la competenza grammaticale esprime la conoscenza innata, quale sistema interiorizzato di conoscenze, attraverso la quale un parlante sa di una lingua, anche a livello inconsapevole, poiché la sa parlare. Questo sapere linguistico permette al parlante di creare un’infinità di frasi, di distinguere le ambiguità e di esprimere giudizi di accettabilità o meno sulla grammatica di una frase

-         è una conoscenza astratta, interiorizzata che guida la conoscenza della lingua.

-         il linguaggio esterno cioè l’uso della lingua nel comunicare attraverso la competenza comunicativa o pragmatica attraverso la quale il parlante sa come usare concretamente la lingua in situazioni per conseguire determinati scopi

-         è la capacità di usare la conoscenza  in accordo con le convenzioni e il contesto.

 

Le competenze comunicativo-linguistiche sono l’insieme delle capacità astratte di un sistema,  vincolate dalle conoscenze già acquisite. Consideriamo quali sono queste conoscenze:

Competenza esplicita =  è  ciò che una persona sà di sapere o crede di sapere o sul mondo o su

altre persone.

                          Questa conoscenza è consapevole, esprimibile linguisticamente poiché  può essere oggetto di riflessione.

La relazione tra le conoscenze esplicite e il mondo è quella che esiste tra una teoria e il suo  modello.

Competenza tacita = è l’insieme del bagaglio esperito ed ereditato che gli permette di interagire col mondo, è leggibile nelle regole di produzione, è l'espressione del saper come agire in una determinata situazione. E' per la maggior parte costituita da procedure automatiche, senza controllo o attenzione, non consapevole, riconoscibile solo a posteriori.

                          E' l’azione, o conoscenza procedurale, che genera risultati espliciti, in cui la persona sa come deve agire ma non è detto che sia anche capace di esplicitare che cosa l'ha portata ad agire in quel modo.

 

La relazione tra le conoscenze tacite ed esplicite corrisponde al rapporto che c'è tra il vissuto e il simbolico, cioè dalla conoscenza tacita si può costruire una teoria proposizionale come dalla conoscenza esplicita si può strutturare una conoscenza procedurale. Esempio, posso leggere un libro su come si cavalca., e poi applicare i principi al mio modo di cavalcare , controllando le procedure generate finchè non le immagazzino in modo efficiente, oppure viceversa.

L’intreccio tra i due tipi di conoscenza costituiscono le teorie (Bara/Colombetti/Airenti, 1980), che vengono rappresentate nei modelli mentali, (script,  frame, schemi narrativi) attraverso dati e procedure, cioè attraverso la parte di conoscenza che si sta effettivamente adoperando - saper che cosa e, saper come –

La dialettica tra esplicito e tacito realizzata nell’interazione con l’ambiente  fa porre particolare attenzione agli interventi educativi che devono realizzare situazioni formative utili a far emergere nel soggetto le sue abilità potenziali implicite, trasformandole in comunicabili.

 

Vediamo ora come i bambini molto piccoli hanno una teoria generale del discorso, appropriato alla loro comunità; teoria che sviluppano al pari di altre conoscenze tacite nel condurre e interpretare la vita associativa e il loro adattarsi al mondo.

Questa osservazione è utile al docente-ricercatore in quanto l’insegnamento della lingua riguarda tutti i docenti, in quanto è  una competenze di base. Di conseguenza è opportuno far esplicitare la conoscenza che il parlante ha della propria lingua, e la competenza esercitata, in modo tale che sia consapevole del collegamento che intercorre tra la conoscenza appresa e l’abilità sottesa.

 


 

Competenza logico-matematica

 

Parallelamente alle azioni che si rifanno alle competenze comunicativo-linguistiche il bambino compie operazioni logico-matematiche poiché tali azioni corrispondono all’infrastruttura del pensiero utile a prefigurare i successivi comportamenti conoscitivi. (Piaget, 1980). L’azione spontanea è importante perché passa dalle percezioni dell’oggetto all’astrazione dello stesso tramite ragionamenti ipotetico-deduttivi. La logica si costruisce nelle azioni cognitive mediante la manifestazione di atti equilibrati che conducono alla riflessione, alla formulazione di ipotesi, alla convalida dei dati, alla dialettica; quindi all’organizzazione e riflessione da parte del soggetto sul suo stesso pensiero. Un quadro operazionale di riferimento per trattare, ordinare, ragionare, dedurre e organizzare le informazioni, oltre che pensare coerentemente con la propria logica all’interno delle proprie strutture mentali, come un sistema autoorganizzante.

E’ possibile vedere nelle osservazioni successive queste operazioni logico-matematiche presenti nei bambini molto piccoli. Operazioni utili poiché sottese alla capacità narrativa del soggetto, che gestisce più o meno flessibilmente le conoscenze tacite nell’interazione con il suo adattarsi all’ambiente.

 


Come rilevare le competenze?

 

 

Occorre fare una considerazione inerente alle seguenti domande:

Come dare l’educazione giusta al momento giusto visto il duro colpo inferto all’idea dello sviluppo per tappe evolutive?

Quando e come si matura una capacità linguistica o una competenza e come si rileva?

 

L’attuale paradigma sostiene di correlare le attività della mente con gli stimoli esterni, i quali hanno il compito di anticipare, ma non tanto, la padronanza delle capacità cognitive  attraverso l’osservazione dei procedimenti diversi (eterodossi) al fine di avviare una educabilità cognitiva (Demetrio).

Questa visione ci presenta nuovi comportamenti umani, ove l’infanzia, l’adolescenza, l’età adulta e la vecchiaia convivono, si intrecciano e si confondono nelle anticipazioni o posticipazioni.

Come descrivere allora i passaggi cronologici dell’esperienza umana?

 

Una risposta possibile è quella di descrivere percorsi. Infatti i percorsi rivelano la storia di ogni soggetto, nella loro originalità biografica di scelte, di attese, di ricerca di sé, di anticipazioni e posticipazioni di questa o quella esperienza. Un percorso quale viaggio aperto ad ogni eventualità, una storia in continua costruzione o decostruzione, una storia di variazioni e scoperte, di rimessa in scena di cose già rappresentate ma ogni volta mutate, nei personaggi, nei ruoli, nei contesti. Un viaggio per percepirsi in corso d’opera e per definire gli altri nelle loro potenzialità non ancora manifestate e nella loro possibilità di emancipazione personale e sociale.

Nel descrivere i percorsi è possibile individuare storie degne di attenzione poiché differenti e uniche, è possibile riscoprire in una relazione a due che chi ascolta la storia dell’altro lavora sul potenziale cognitivo e contemporaneamente rivisita la propria storia, quindi va ben oltre al semplice concetto di fornire un servizio educativo. E’ un co-percorso, un viaggio alla scoperta delle reciproche differenze, un patrimonio di risorse per ciascuno. Una relazione a due il cui domandare e rispondere è solo per entrare nell’altrui percorso di vita.

Occorrono allora nuovi metodi per conoscere senza classificare, visto che solo il viaggiatore sa come ha messo insieme sé stesso, quali le cose che lo interessano o perché ha fatto quella determinata azione o scelta.

Occorre rendere visibile:

¨      il processo e la valutazione  del processo stesso,

¨      la consapevolezza dei punti di partenza e di arrivo

¨      i processi sottesi alle conoscenze disciplinari, quali strumenti conoscitivi e valoriali

 

Ne derivano nuovi modi per valutare per dare l’educazione giusta al momento giusto, per rilevare la maturazione di una capacità linguistica o una competenza. Un metodo che si avvalga della metacognizione e dell’autobiografia unito all’ascolto/documentazione dei possibili intrecci della relazione di formazione-apprendimento.

Come afferma Boscolo,

E’ opportuno quindi creare un clima di collaborazione/condivisione ove la negoziazione risulta vincente per imparare le discipline e le cose sulle discipline, oltre che indicare non solo le cose da sapere ma anche l’idea delle attività

e l’idea degli strumenti da usare.. Usare non solo termini quantitativi, ma anche qualitativi su come sanno le cose.

Il pensiero della conoscenza è sapere ciò che sò. Nella valutazione i ragazzi devono verificare quello che hanno fatto, poiché non si può pensare di costruire competenze senza che i ragazzi partecipino. Costruire apprendimenti vuol dire far si che i ragazzi valutino ciò che hanno appreso e se stessi.

In tal modo si producono documenti che costituiscono il pertfolio dello studente, documenti che narrano le sue scelte, il suo percorso, i suoi interessi, le sue capacità, le sue competenze; documenti che certificano.

 

In sintesi con il temine di:

-          competenza, intreccio di conoscenze che rende possibile lo svolgimento di attività sia le sue abilità nell’uso dei sistemi semiotici

-          capacità, si intende  la possibilità che un parlante ha di richiamare le conoscenze adeguate a quel contesto, traducendole in comportamenti concreti. E’ l’insieme delle condizioni psicofisiche e delle conoscenze che permettono comportamenti concreti. La capacità viene definita dall’attività stessa.

-          abilità, si intende l’uso di un sapere specifico, delimitato e verificabile, utile al saper far fronte a compiti determinati. E’ l’uso effettivo delle sue capacità

 

 

Obiettivi e metodologia

 

 

 

 

Attraverso una serie di strumenti, obiettividerivati dalle ricerche sull'età evolutiva, è possibile accompagnare i processi di sviluppo :

 

q       emotivo-relazionali

q       cognitivo-linguistici,

q       e comunicativi

 

In particolare osservare:

 

Þ    la Competenza cognitiva, caratterizzata dalla percezione visiva, dalla costruzione della realtà, dalla comparsa del gioco, del disegno e del linguaggio

 

Þ    la Competenza comunicativa,   caratterizzata dalle Intenzioni gestuali e verbali

 

Þ    la Competenza linguistica,  caratterizzata dal meccanismo mentale di assemblaggio delle conoscenze-esperienze

 

Þ    la Competenza testuale, caratterizzata da vari processi differenziati ma complementari quali le immagine scriptiche, gli schemi concettuali, l'interazione linguistica

 

 

 

 

I risultati qualitativi di queste osservazioni

permettono alle educatrici

di interagire col bambino su un piano di

 

maggiore consapevolezza teorico-pratica,

 

sia a livello affettivo-comunicativo,    sia a livello di prevenzione

 

 

 

 

 

La METODOLOGIA La METODOLOGIA privilegia un rapporto

basato sulla massima disponibilità

    dell'educatore che:

Ø     osserva il costituirsi della Mente del bambino,

Ø     rileva, nei linguaggi differenziati, snodi  tra MONDO INTERNO & MONDO ESTERNO, i processi che caratterizzano ogni soggetto,

Ø      creare contesti variegati in base ai dati rilevati dall’osservazione,

Ø     favorisce la realizzazione del bambino secondo la sua natura di soggetto unico e irripetibile!

                     


DESCRIZIONE DELLAGRIGLIA DI OSSERVAZIONE

 

 

 

 

Il Contesto

 

 

 

E' un luogo privilegiato che:

 

·                                        favorisce l'espressione e l'espansione delle complesse manifestazioni emozionali del bambino

 

·                                        realizza un'interazione percettivo-motoria coi materiali, che pertanto favorisce  l'interiorizzazione delle conoscenze più diversificate

 

·                                        consente l'interpretazione delle proprie Intenzioni del bambino e il ruolo che gli altri svolgono nel medesimo spazio

 

·                                        favorisce l'immersione in una simulazione naturale complessa

 

·                                        realizza la pluralità della Persona attraverso la realizzazione di un gioco personale e collettivo

 

 

E' quindi un luogo complesso, aderente alla natura composita del bambino quale:

 

q       scopritore-sperimentatore, oltre che

q       operatore sociale intelligente (Bruner)

 

 

 

Il Materiale

 

 

 

 

I materiali soddisfano il bisogno del bambino, se ben pensato ed equamente distribuito.

Esso permette:

 

·                                        di consolidare schemi di azioni

 

·                                        di sperimentare le azioni-operazioni logico-matematiche

 

·                                        di inventare nuove situazioni

 

·                                        di sperimentare varie combinazioni

 

Oltre che comprendere e interiorizzare le proprietà dei materiali stessi.

 

 

 

 

 

Griglia delle competenze comunicativo-linguistiche

 

NIDO

osservazioni sulle COMPETENZE – LINGUISTICHE

 

osservazioni sulle COMPETENZE COMUNICATIVE o intenzioni,

 

osservazioni sulle CAPACITA’ per raggiungere SCOPI

AZIONI

 

Questo bambino ha la struttura semantica della frase corretta e coerente con la propria età.

 

 

Si nota che le dichiarazioni comunicative sono principalmente:

 

-                  centrate sulle conoscenze che il bambino ha del mondo

 

-                  accompagnate da gesti

 

Per quanto riguarda questo soggetto le sue richieste sono principalmente di attenzione.

 

 

-          è possibile notare come nei bambini molto piccoli queste azioni siano frammentate

 

-          via via tali azioni si consolidano sino a raggiungere gli scopi;

 

-          infine tali SCHEMI MENTALI si concatenano in sequenze sempre più complesse

 

ciò sta a rappresentare lo sviluppo del corrispondente SCHEMA MENTALE dal quale poi si evolve la successiva conoscenza

 

Presenta una struttura semplice :

galoppa

 

 

il cavallo

Presenta una struttura con l’avverbiale:

quando si muove

 fa

 

 

l’automobile        Bruuumm

 

 

 

È possibile trasferire questa teoria,

espressa nelle voci della griglia,

in ogni ordine scolastico?


1- Osservazione 12-18                      2- Azioni concatenate                  3- Atti comunicativi

 

4- linguaggi verbali e non          5- Griglia Intenzioni Comunicative              6- I concetti

 

OSSERVAZIONE  DI  UN  BAMBINO DI   12 - 18 mesi
 

 

 


               

CONTESTO

LINGUAGGI

¨       Una educatrice e 3 bambini      

¨       Libri con foto reali

¨       Spazio delimitato e tranquillo

¨       Seduti sul tappeto, un bimbo in braccio all'educatrice,  L. seduto di fianco con un libro in mano

 

Atti comunicativi

 

Azioni concatenate

 

Non verbale

Verbale

 

(concetti)

 

           L. prende il libro, prende una pagina con le due dita e la gira, alla foto che raffigura un     cavallo

lo indica,  poi     saltella sui glutei.. 

Prende una pagina e la gira, alla foto di un cane

punta il dito  e dice “UUUU”

      

               

 

lo indica

 

punta il dito

 

 

 

saltella sui glutei

 

“UUUU”

Gira ancora la pagina, vede una carrozzina,

la indica,  dice “U”,

Gira  le pagine in senso contrario, (torna all'inizio del libro).

Si mette in ginocchio,

quando arriva alla foto del cane, la guarda, (non fa e non dice niente) .

Gira la pagina, alla foto che rappresenta una automobile    la indica e fa      brrrrummmm… e

guarda l’educatrice,

poi gira la pagina,

alla foto del  cavallo  alza il dito e   saltella sui glutei,

si ferma,  guarda in giro.

Continua a sfogliare le pagine del libro, lo chiude,

lo riapre, sfoglia velocemente le pagine (cerca) e si ferma (ha trovato)       alla foto del     cavallo, 

   saltella sui glutei,      è contento.

 

la indica

 

 

 

 

 

indica l'automobil

guarda l'educatric

alza il dito

guarda in giro

 

 

 

“U”

 

 

 

 

“brrrrummm…..”

 

 

saltella sui glutei

 

 

 

 

saltella sui glutei

 


AZIONI CONCATENATE

 per raggiungere SCOPI:

leggere
 

 

 

 

 

 


       PRENDE     un libro

       PRENDE     una pagina con due dita

       GIRA          la pagina                                   
     

        PRENDE    una  pagina                                  - ripete -

        GIRA            la pagina                                     

        

        GIRA          le pagine in senso contrario               (vuole tornare all'inizio)

        GIRA            una pagina alla volta,

        GIRA CERCA l’immagine del  cavallo

       

        SFOGLIA   le pagine

        CHIUDE     il libro

        RIAPRE      il libro

       

        SFOGLIA VELOCEMENTE                       - CERCA -

        TROVA       il cavallo (saltella contento)      

 

 

Osservazione sulle:

Azione concatenate per raggiungere SCOPI

 

 

-         è possibile notare come nei bambini molto piccoli queste siano frammentate

 

-         via via tali azioni si consolidano sino a raggiungere gli scopi;

 

-         infine tali SCHEMI MENTALI si concatenano in sequenze sempre più complesse, quali i Piani di Azioni

 

ciò sta a rappresentare lo sviluppo del corrispondente SCHEMA MENTALE dal quale poi si evolve la successiva conoscenza


 

ATTI

COMUNICATIVI

 

Espressione delle  Intenzioni del bambino

 

       
       INDICA l'immagine                 = riconosce il cavallo

       PUNTA il dito sull'immagine   = riconosce l’immagine raffigurata

       INDICA l'immagine                 = riconosce la macchina

       GUARDA l'educatrice             = vuole comunicare all’educatrice che           

conosce la macchina

        ALZA il dito                            = vuole richiamare l'attenzione

        GUARDA in giro                    = cerca consenso (?)

 

 

 

LINGUAGGI:

 

NON VERBALE                                        VERBALE

 

 

Casella di testo: Vede il cane e dice:

           “UUUU”

Vede la carrozzina e dice:

                “U”
	                   
Vede l'automobile e dice:
                     
     "Brrrrrummmm.."

             Vede il cavallo e fa l'azione:

 

                  "Saltella sui glutei"    

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Griglia delle Intenzioni Comunicative

 

 

RICHIESTE DI

azione

Informazione

attenzione

 

 

8 - guarda   l'educatrice

 

 

10 - alza il dito

 

 

12 - guarda in  giro

 

 

DICHIARAZIONI SU

 

Mondo

Soggetto

Affermazioni di sapere

Descrive propria azione

Esprime desideri

1- indica il cavallo

 

 

 

2 - saltella   sui glutei (come fa il cavallo)

 

 

 

3 - punta il dito

 

4 - UUUU

 

5 -  indica la carrozzina    6- "U"

 

 

 

7 - indica l'automobile

 

 

 

9 - Brrumm  Brrumm

 

 

 

11 - saltella (come fa il cavallo)

 

 

 

13 - saltella

 

 

 

 

OSSERVAZIONI sulle Intenzioni Comunicative, dedotte dalla griglia

 

Si mota che in questa fascia di età le dichiarazioni comunicative sono principalmente:

-                  centrata sulle conoscenze che il bambino ha del mondo

-                  accompagnata da gesti

 

Per quanto riguarda questo soggetto le sue richieste sono principalmente di attenzione.


I concetti

 


    

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Dall'osservazione:

"Il bambino quando vede la figura del cavallo:

 

SALTELLA SUI GLUTEI 

 

 

 

 

 


Questa manifestazione è l'espressione delle funzioni che hanno permesso al bambino la costruzione del concetto di CAVALLO; concetto composto da altre esperienze da lui fatte, quali:

         

v      io saltello sulle ginocchia del papà che canta ...trotta trotta cavallin...

 

v      io ascolto il suono che fa il papà quando imita il rumore del cavallo che trotta, ..

 

v      io ascolto il suono che fa la mamma quando leggiamo le 

  immagini nei libri degli animali.

 

 

v      io HO imparato CHE il cavallo saltella, trotta .


 

 

 

 

 


                                                                                                            

 

 

 

 

Dall'osservazione:

"Il bambino quando vede la figura dell'automobile dice:

 

"Brrrrrrruummmmmmm".

 

 

 

 

 

 


Questa manifestazione è l'espressione delle funzioni che hanno permesso al bambino la costruzione del concetto di AUTOMOBILE; concetto composto da altre esperienze da lui fatte, quali:

 

v      io vado a passeggio sull'automobile con la  mamma e il papà

 

v      io guido la macchina con il nonno

 

v      io sento il rumore del motore delle automobili che passano per la strada

 

v      la mamma mi tiene stretto per la mano quando attraverso la strada, perché le automobili passano veloci 

 

v      io vedo le corse che fanno le automobili alla televisione

 

v      io gioco con le mie automobiline

 

v      io so che le auto si muovono

 

 


Osservazione 18-24

 

 

 


        

CONTESTO

LINGUAGGI

¨     Una educatrice e 3 bambini      

¨     Spazio dei travestimenti, delimitato

¨     Materiali: vestiti di vario tipo, cappelli, bambole, passeggino, specchio.

 

 

Atti comunicativi

 

Non verbale

Verbale

 

    Prende dal cesto dei travestimenti un cappello,

lo mette in testa,

raccoglie un bambolotto,

lo mette nel passeggino,

poi prende una borsetta

e la mette a tracolla.

Spinge il passeggino e va a passeggio per il salone tutta sorridente,

e dice: “Adesso vado al parco”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Adesso vado al parco”

 

 

Griglia delle Intenzioni Comunicative

 

RICHIESTE DI

azione

informazione

attenzione

 

 

 

4 - Mi guarda

 

 

DICHIARAZIONI SU

Mondo

Soggetto

Affermazioni di sapere

Descrive propria azione

Esprime desideri

 

 

 

 

1 - ride

 

2 - ride (perché) si è riconosciuta (?)

 

 

 

 

 

3 - si sorride allo specchio

 

 


1-Osservazione 24/36              2- Azioni concatenate               3- Atti comunicativi  

                    

             4- linguaggi              5- Le operazioni logico-matematiche  (Torna inizio)

 

OSSERVAZIONE  DI  UN  BAMBINO DI   24 - 36 mesi
 

 

 


TIPO DI GIOCO

 

v     Imitazione differita “ faccio finta di…”

v     Gioco simbolico

v     Creazione di situazioni simboliche complesse

v     Sostituzione o invenzione di oggetti

 

LINGUAGGI

 

Spazio: CUCINA

Oggetti: TAZZINE, PIATTINI, POSATE,  

              PENTOLE, CAFFETTIERA..

Educatrice e tre bambini

 

Non verbale

Verbale

 

 

Atti comunicativi

      

    G. prende un bricco ed una tazza,

mette la tazza sul tavolo e versa dal bricco nella tazza.

Mi guarda, mi porge la tazzina e mi dice:

"Eh, eh ..."

 

Educatrice: “mi vuoi offrire il caffè?”                             

G. risponde: "Si" e annuisce con la testa           

                                                                      

Poi G. indica con il dito un’altra educatrice      (che si trova fuori dallo spazio cucina)

 

Educatrice: "vuoi offrire il caffè anche ad Elisa?"

G. risponde: "Si"         

                                                                                                            

G. versa dal bricco nella tazza, esce dalla cucina e va verso Elisa. Le porge la tazza, poi ritorna nello spazio cucina.

Educatrice a G: “Elisa ha bevuto il caffè? ”

G. risponde: "no thè"                                                                  

         

G. riprende il bricco che era sulla tavola e lo mette sul fornello.

Educatrice: “stai facendo il caffè?”

G. risponde: "no thè"                                                                                                             

G. prende tre tazze e le mette sul tavolo, poi prende il bricco e versa il thè nelle tre tazze, imitando con la voce il rumore del liquido.  

 

Porge una tazza a ciascuna delle educatrici, poi G.  beve dalla sua tazza.

      

 

 

    

Eh.. eh..

 

 

Si, annuisce con la testa

 

 

 

 

Si

 

 

 

 

no, thè 

 

 

 

no, thè

 

imitando suono del liquido

 

 

 

mi guarda,

mi porge

 

 

 

 

indica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


AZIONI CONCATENATE

in PIANI DI AZIONI

per raggiungere PIÙ SCOPI:

 

 

preparare il thè
offrire o invitare
 

 

 

 

 

 


       PRENDE  un bricco

 

       PRENDE una tazza

 
       METTE la tazza sul tavolo
     

       VERSA dal bricco nella tazza                                   PORGE la tazza all'educatrice

 

 

 

       VERSA dal bricco nella tazza

 

        VA verso l'educatrice                                                  PORGE la tazza all'educatrice

                                                    

         RITORNA nello spazio cucina

 

         RIPRENDE il bricco

 

         METTE il bricco sul fornello                                                               

 

         PRENDE tre tazze

 

         METTE le tazze sul tavolo                          

 

         PRENDE il bricco                                         

 

         VERSA il thè                                                          PORGE una tazza a una educatrice

 

        PORGE un'altra tazza a un'altra  

                       educatrice

 

                                                                                           PRENDE la tazza per lui

 

                                                                                           BEVE il thè dalla sua tazza

 

 


ATTI COMUNICATIVI

 

 

Espressione delle

Intenzioni del bambino

 

GUARDA l'educatrice                                 = richiama la sua attenzione

 

PORGE          la tazza all'educatrice            = vuole che partecipi al suo gioco

 

 

GUARDA l'educatrice                                =    vuole comunicarle  la

e                            

INDICA con il dito un'altra educatrice =       sua intenzione di VOLER   

                                                                            offrire il thè all'altra   educatrice                                       

 

 

 

LINGUAGGI:

 

NON VERBALI

E VERBALI

 

 

EH…               EH..!          Richiede l’attenzione dell’educatrice

 

SI!                                                                 

Annuisce con                     Conferma l'azione

la testa        

 

SI!                                      Conferma la sua intenzione

 

 


NO,     THE!

Coerente nel suo gioco simbolico

NO,     THE!


Le operazioni

logico-matematiche

che il bambino esprime

 

 

Il bambino attraverso AZIONI-OPERAZIONI

costruisce nel suo vissuto e nelle sue esperienze concetti matematici

 

Dall'osservazione:

"Il bambino prende un bricco e una tazza….

Mi guarda e mi porge la tazza …

Poi indica un'altra educatrice, … le porge la tazza

Prende tre tazze poi versa il thè nelle tre tazze…

Porge una tazza a ciascuna educatrice e lui beve dalla sua"

 

 

Questa manifestazione è l'espressione del concetto di NUMERO che il bambino sta costruendo attraverso alcune AZIONI-OPERAZIONI quali:

-         prepara una tazza e la porta a una persona:

     fa corrispondere una tazza con una persona

 

 

 

 

 

 

 

 

 


-         prepara la tazza (la stessa) e la porta a un'altra persona

     fa nuovamente corrispondere una tazza con una persona

 

Sta realizzando che ci vuole una tazza per ogni persona, che le persona in gioco sono 1+1+1,

pertanto prepara tre tazze

     fa una corrispondenza termine e termine, ossia 1 per 1 per 1

 

 

I Concetti Matematici vengono sperimentati dai bambini nei loro giochi e nei loro vissuti quotidiani, quali:

 

v      la mamma, quando prepara la  tavola, mette un piatto per il papà, un piatto per la mamma e un piatto per il suo bambino

 

azione-operazione = corrispondenza

 Quando sparecchia mette i piatti tutti insieme, le posate

 tutte insieme. . .

 

azione-operazione = raggruppamento

 

v      io quando mi vesto, mi mette una calza in un piede, un'altra calza nell'altro piede

 

azione-operazione = corrispondenza

 

v      il nonno mi da tante caramelle, la mamma mi da una caramella

 

azione-operazione = discriminazione tanto/poco

 

v      quando io gioco con le mie automobiline:

-                                          metto tutte le auto rosse  insieme,

-                                          metto tutte le auto uguali insieme

 

azione-operazione = raggruppamento    

costruito in base a certe caratteristiche percettivo-fisiche

 

Ø      metto le auto in fila, la prima, la seconda, la terza ...

 

azione-operazione = costruzione del concetto numerico

 

v      quando infilo le palline in una scatola vuota, la riempio, poi la svuoto; poi prendo le palline una alla volta e le rimetto nella scatola..

 

azione-operazione = raggruppamento costruito sul concetto di quantità: tanto/poco e  pieno/vuoto