I circoli di apprendimento
Margaret Riel
AT&T Learning Network, San Diego (CA), USA
Da Tecnologie Didattiche N.2, Autunno 1993, pag. 18-29
Un esempio di apprendimento collaborativo, basato su rete
telematica, fra classi scolastiche distanti
Introduzione
Nella storia dell'uomo non ha
nessun riscontro l'assunto che gli insegnanti siano in grado di creare e
mantenere le condizioni che rendono stimolanti l'apprendimento e la vita
scolastica per i bambini senza a loro volta godere delle stesse condizioni
(Sarason, 1976, pp. 123-124).
Dewey (1916) era preoccupato
per il crescente divario fra esperienza diretta e apprendimento astratto di
concetti, che costituiva la prassi nelle scuole dell'epoca. Egli sosteneva che
l'esperienza scolastica avrebbe dovuto assimilare nel suo tessuto quei valori,
quell'ordine sociale ed quei processi che si propone di sviluppare, anziché
limitarsi semplicemente ad insegnarli. L'apprendimento collaborativo viene
attualmente promosso come un modo di trasformare l'esperienza scolastica degli
studenti nella direzione e nello spirito del principio fondamentale
dell'esperienza diretta proposto da Dewey. I principi dell'apprendimento
collaborativo, sostiene Sharan (1986), creano un sistema formativo a misura
d'uomo, stimolante e sociale, che probabilmente saprà meglio aiutare i futuri
adulti ad assumere ruoli responsabili e attivi nel modificare creativamente
l'ambiente circostante.
E' stato rilevato che le
strategie di apprendimento collaborativo accrescono le capacità scolastiche,
sviluppano le abilità sociali, facilitano l'accesso all'istruzione normale da
parte degli studenti portatori di handicap, riducono le tensioni etniche ed
aumentano l'autostima degli studenti (Slavin, 1983; Sharan, 1984; Kagan, 1986).
Quando gli insegnanti passano da lezioni rivolte all'intera classe a ricerche
in piccoli gruppi o progetti in cooperazione, si ottiene un miglioramento
dell'insegnamento e dell'apprendimento che promuove modelli pro-sociali di
interazione e relazione fra compagni.
Osservando i benefici che
hanno sui bambini gli ambienti di apprendimento collaborativo, siamo portati a
chiederci: gli insegnanti possono imparare a creare ambienti di apprendimento
collaborativo restando isolati nel modello scolastico tradizionale? O si tratta
invece di un'idea che, secondo l'affermazione di Sarason citata all'inizio di
questo studio, non trova dimostrazione alcuna nella storia umana?
L'apprendimento
collaborativo per gli insegnanti
I più ferventi sostenitori
dell'apprendimento collaborativo descrivono le comunità scolastiche - di
studenti - come una preziosa risorsa didattica che potrebbe essere impiegata
per modificare l'istruzione. E gli insegnanti? Non sono forse anch'essi una
preziosa risorsa didattica gli uni per gli altri? Possono gli insegnanti
offrirsi a vicenda lo stesso livello di sviluppo professionale che
l'apprendimento collaborativo in gruppi fornisce agli studenti?
Crescente professionalità
nell'insegnamento
Una delle esortazioni
contenute nello studio sull'istruzione "Nation at Risk", condotto
negli Stati Uniti, fu quella di migliorare lo stipendio e lo stato
professionale degli insegnanti. Questa tendenza verso una maggiore
professionalità offre una soluzione al problema individuato da Sarason. Alcuni
provvedimenti legislativi di vari stati, come ad esempio quelli che prevedono
maggiori titoli per insegnare, oppure incentivi finanziari per corsi di
aggiornamento, o ancora iniziative volte al riconoscimento del ruolo di
"esperto", in modo tale che venga certificato il valore dei migliori
insegnanti, ebbene tutti questi esempi testimoniano un tentativo di migliorare
lo stato sociale degli insegnanti.
Tuttavia si tratta di attività sporadiche e di breve respiro rispetto
alla realtà quotidiana della classe. Sebbene molte di queste iniziative abbiano
avuto indubbiamente un effetto positivo sugli insegnanti, esse si limitano solo
ad accrescere i contatti fra insegnanti al di fuori del contesto
scolastico.
Gruppi
insegnanti-ricercatori
Sempre di più ricercatori che
si occupano di didattica lavorano in collaborazione con insegnanti per la
progettazione, la realizzazione e la verifica di nuovi programmi didattici. Gli
insegnanti sono stati coinvolti in tutte le fasi delle ricerche, spesso anche
come coautori di pubblicazioni e co-presentatori a conferenze nazionali. Al
termine di questi progetti, per i docenti spesso è difficile tornare all'isolamento della propria aula.
In molti casi essi lasciano l'insegnamento scolastico, alcuni per coltivare i
propri interessi di ricerca seguendo corsi accademici, altri per approfondire,
a livello di scuola, locale o nazionale, argomenti proposti dalla ricerca. Nelle
loro relazioni, questi insegnanti parlano di un senso di crescita personale e
del desiderio di cogliere prospettive esterne alla scuola per proseguire il
proprio sviluppo.
La collaborazione con altri
colleghi in campo didattico appare molto avvincente in contrapposizione
all'isolamento dell'insegnamento scolastico. Tuttavia, per la maggioranza degli
insegnanti le opportunità di ricerca sono scarse e se il risultato di questo
lavoro addirittura è l'abbandono della scuola allora questo approccio non serve
a promuovere l'apprendimento collaborativo tra insegnanti. Vi è quindi bisogno
di un sistema che crei prospettive di apprendimento collaborativo rimanendo
all'interno della scuola.
L'insegnamento
collaborativo
Fino a poco tempo fa era
estremamente difficile per gli insegnanti lavorare assieme in un contesto di
classe. In effetti, essendo impegnati a tempo pieno a seguire un grande numero
di alunni, gli insegnanti a scuola hanno poco tempo a disposizione per scambi
professionali. Una soluzione alternativa per risolvere il problema è
l'insegnamento collaborativo. In alcuni casi, gli insegnanti hanno unito le
rispettive classi cercando di lavorare assieme nel contesto creato. Più di
frequente, l'insegnamento collaborativo è impostato seguendo un altro sistema,
in cui i docenti di due o più classi condividono l'incarico di insegnamento per
le diverse materie. Ad esempio, un insegnante insegna matematica a due classi
di studenti mentre un secondo insegnante insegna materie umanistiche ad
entrambe le classi. Gli studenti si scambiano le aule ma gli insegnanti
rimangono isolati nella propria aula. Le difficoltà che nascono dal lavorare
con 60 bambini nello stesso spazio rendono "l'insegnamento
collaborativo" una soluzione problematica per gli insegnanti che desiderano
cooperare con i colleghi nella stessa classe.
Le riunioni professionali, le
relazioni insegnanti-ricercatori e l'insegnamento collaborativo rappresentano
strategie diverse per affrontare il problema dell'isolamento degli insegnanti.
In questo articolo viene esaminato un quarto modo di affrontare il problema
individuato da Sarason: l'estensione dei principi dell'apprendimento
collaborativo nell'esperienza scolastica degli insegnanti attraverso i
collegamenti differiti in rete telematica.
L'apprendimento collaborativo
tra le classi
Le telecomunicazioni
differite su reti di computer rappresentano uno strumento che ben si adatta
alle necessità degli insegnanti. Un computer collegato ad una linea telefonica
permette all'insegnante di comunicare costantemente con il mondo esterno senza
interrompere l'attività scolastica. Quando gli insegnanti e gli studenti sono
pronti a ricevere i messaggi, li trovano in attesa sul computer. Quando gli
studenti sono pronti per trasmettere messaggi anche il computer è pronto per
l'invio. I messaggi inviati verranno memorizzati in altri computer, pronti ad
essere utilizzati da insegnanti e studenti di altre località secondo le proprie
esigenze. Questo nuovo mezzo di comunicazione contribuisce a ridurre
l'isolamento degli insegnanti e degli studenti all'interno delle classi.
Sono attualmente in
progettazione svariati modelli di rete, sia realizzati da insegnanti che per
loro uso (per un confronto fra quattro grandi reti didattiche vedi Riel, 1989).
Le scelte effettuate dai docenti nell'avvicinarsi alla telematica derivano
spesso dal loro modo di intendere questa nuova forma di comunicazione.
Taluni insegnanti vengono
attratti dal mondo della telematica appena si rendono conto della velocità ed
dell'efficienza della trasmissione fra computer. La loro prima esperienza di
collegamento telematico riguarda spesso la ricerca di un indirizzo di posta
elettronica (e-mail) dal computer di classe ad un altro situato a distanza in
un scuola "associata". Il loro scopo è quello di associare ad ogni
studente un "amico di computer" con cui condividere interessi e
scambiare idee. Questo scambio a due è suggerito dal confronto fra la posta
elettronica e l'uso che si fa comunemente del telefono e del servizio postale.
La comunicazione informatica è considerata come un modo di accelerare la
corrispondenza ed eliminare i problemi di fascia oraria legati al telefono.
Altri insegnanti restano
invece colpiti dalla capacità dei computer di rete di mettere in comune le
informazioni. Per loro è più probabile che l'esperienza telematica cominci con
un collegamento a qualche servizio di bacheca elettronica (BBS) o di
comunicazione, per leggere o 'estrarre' notizie, informazioni meteorologiche,
annunci, software, programmi di eventi e altre informazioni. In scuole di ogni
parte del paese, i computer sono stati collegati alle linee telefoniche ed
utilizzati come bacheche elettroniche che immagazzinano e visualizzano
informazioni di cui possono usufruire a distanza altri insegnanti e studenti.
Tra i BBS e la posta elettronica
scambiata fra due utenti si stende un'ampia regione inesplorata di relazioni
sociali emerse di recente. In questo studio, sosterrò che il potere didattico
della telematica consiste non tanto nell'essere in grado di sostituire il
telefono o il servizio postale, o di fornire un sistema efficiente di
distribuzione di massa, ma bensì nella sua capacità di realizzare nuove forme
di interazione collettiva. I progettisti telematici cercano analogie e metafore
che catturino questi modelli emergenti di organizzazione sociale. Esistono
dibattiti telematici, conferenze via computer, gruppi di interesse specifico
(Special Interest Groups - SIGS), sale insegnanti, conversazioni e feste. Gli
eventi sono organizzati e sovrintesi da addetti chiamati operatori di sistema
(SYSOPS), coordinatori, moderatori, organizzatori e conduttori.
Ma come si forma un nuovo
gruppo nello spazio telematico? E soprattutto, come possono gli insegnanti
trovare una comunità didattica che riesca ad ampliare l'insegnamento
scolastico? Come verranno affrontati gli obiettivi didattici tradizionali da
parte di questi nuovi gruppi? E si possono utilizzare le reti telematiche per
creare condizioni di apprendimento collaborativo anche per gli insegnanti,
oltre che per gli studenti?
La struttura dei gruppi
telematici
La costruzione di una rete
viene affrontata frequentemente come un problema tecnico. Si stabiliscono i
collegamenti telematici e si attende che si evolvano nuovi modelli interattivi.
Gli utenti restano delusi quando il gruppo, altrettanto di frequente, non
riesce a sopravvivere come entità (Riel e Levin, 1990). Un raggruppamento di
persone che hanno solo in comune la possibilità di comunicare tra loro non
costituisce di per sé un gruppo, in quanto mancano l'organizzazione e lo scopo
comune. L'importanza di questi due fattori è altrettanto fondamentale nella
sfera telematica quanto lo è nelle situazioni di contatto diretto. I
progettisti delle reti devono considerare attentamente la struttura del gruppo
e gli obiettivi comuni dei partecipanti prima di riuscire a progettare una
struttura telematica che aiuti gli utenti a raggiungere i loro scopi. Molte
reti sono fallite perché c'è stata confusione fra affollamento e costituzione
di gruppi.
Lo sviluppo in via telematica
di modelli didattici collaborativi tra classi si fonda sulle stesse tematiche
che caratterizzano l'apprendimento nell'ambito delle classi. Le reti possono
essere impostate come esperienze di apprendimento dell'intero gruppo, con un
moderatore (l'insegnante) che dirige l'attività ricevendo i contributi dei vari
partecipanti (gli studenti). Ma è anche possibile applicare i principi
dell'apprendimento collaborativo suddividendo il gruppo in unità lavorative più
piccole che partecipino congiuntamente ad un incarico globale. Le reti permettono
la creazione di gruppi altamente interattivi di studenti ed insegnanti che
rimangono fisicamente e temporalmente separati. La capacità delle reti
telematiche di favorire le comunicazioni collettive fra classi ed
insegnanti sta allargando gli orizzonti della scuola per versi che Dewey non
avrebbe mai immaginato. La telematica costituisce uno strumento capace di
ridurre il divario fra le esperienze dirette e l'istruzione convenzionale.
Confronto fra apprendimento
collaborativo nell'ambito della classe e fra più classi
Le reti telematiche
permettono di realizzare programmi didattici che portano studenti ed insegnanti
ad intrattenere rapporti reciproci di lavoro. Questi programmi fra più
classi si avvicinano molto ai programmi di apprendimento collaborativo
destinati alla singola classe. Vi sono tuttavia differenze di notevole rilievo.
Gruppi di studio
nell'ambito della classe
Sharan e Hertz-Lazarowitz
(1979) hanno sviluppato una procedura per l'organizzazione di gruppi di studio
nell'ambito della classe. Per impostare proficuamente l'apprendimento a gruppi
occorre coordinare quattro dimensioni della vita scolastica:
1. La strutturazione della classe in un "raggruppamento di
gruppi";
2. L'uso di mansioni formative variegate nello studio collaborativo
per gruppi;
3. Il ricorso a comunicazioni multilaterali fra studenti e lo stimolo
a sviluppare capacità attive di apprendimento;
4. Scambi fra l'insegnante e ciascuno dei gruppi.
In questo schema,
l'insegnante forma i gruppi suddividendo la classe in unità più piccole e
determina una mansione specifica. I gruppi di studenti collaborano alla
progettazione e all'esecuzione dell'incarico, quindi preparano un resoconto da
presentare alla classe per la discussione e la valutazione. L'insegnante opera
con i singoli gruppi impartendo istruzioni. I gruppi sottopongono il resoconto
finale all'insegnante ed alla classe nell'insieme. Mentre i componenti dello
stesso gruppo lavorano a stretto contatto, l'interazione fra i vari gruppi è
limitata. In alcuni schemi di apprendimento collaborativo, i gruppi sono spesso
in concorrenza fra loro.
Circoli di apprendimento
fra più classi
La struttura del Circolo di
Apprendimento della Rete Didattica AT&T è analoga al modello di studio a
gruppi proposto da Sharan, in quanto applica simili procedure fra più
classi. Un Circolo di Apprendimento è formato da un numero limitato di
classi che interagiscono telematicamente per il conseguimento di un obiettivo
comune. Ciascuna classe del Circolo di Apprendimento costituisce un gruppo a sé
che contribuisce al risultato finale complessivo.
L'interazione col Circolo di
Apprendimento si svolge su un arco di tempo di quattro mesi ed è articolata
nella seguente serie di fasi:
1. Formazione del Circolo di Apprendimento. Gli insegnanti e
gli studenti scelgono un argomento del Circolo di Apprendimento e vengono quindi
associati ad altre classi. Insegnanti e studenti si riuniscono telematicamente
scambiando novità ed informazioni varie. Vengono inoltre scambiate notizie
generali sugli studenti, la loro scuola e la società in cui operano; queste
vengono preparate dagli studenti in appositi "fascicoli di benvenuto"
inviati attraverso il servizio postale convenzionale.
2. Pianificazione del progetto da parte delle classi. Gli
insegnanti e gli studenti di ciascuna classe individuano un compito per il
Circolo e elaborano un progetto per la sua esecuzione. Sottopongono quindi il
progetto al Circolo di Apprendimento per ricevere commenti dai gruppi, a loro
volta contribuendo a mettere a punto i progetti proposti dalle altre classi
(gruppi di studenti ed insegnanti).
3. Realizzazione del compito. Gli studenti lavorano a stretto
contatto sia con i compagni di classe che con quelli distanti e vengono
indirizzati ed incoraggiati dagli insegnanti delle altre località e dal
coordinatore del Circolo di Apprendimento (insegnante).
4. Redazione della pubblicazione. Ciascuna classe del Circolo
di Apprendimento raccoglie, analizza ed organizza tutto il materiale che viene
scambiato in relazione a proprio progetto. La relazione prodotta viene messa
insieme a quelle delle altre classi ed inserito nella pubblicazione collettiva
del Circolo di Apprendimento.
5. Condivisione e valutazione della pubblicazione. Le relazioni
o pubblicazioni finali sul lavoro svolto vengono inviate a tutti i partecipanti
del Circolo di Apprendimento, nonché inserite nella Biblioteca della Rete
Didattica. I lavori particolarmente significativi sono ristampati nelle
pubblicazioni della Rete Didattica AT&T.
Nel Circolo di Apprendimento,
la successione delle attività è molto simile a quella del modello di apprendimento
collaborativo relativo alla classe. Tuttavia, i Circoli di Apprendimento si
discostano per due importanti aspetti dal modello di apprendimento
collaborativo basato sulle ricerche di gruppo: in primo luogo, per il ruolo
dell'insegnante e secondariamente per l'interazione fra i gruppi.
Nei Circoli di Apprendimento,
le "squadre", o gruppi, sono le singole classi. I 6-8 gruppi di un
Circolo di Apprendimento sono composti dagli insegnanti e dagli studenti. Gli
insegnanti lavorano fianco a fianco con gli studenti alla progettazione delle
attività. Ciò determina un cambiamento nei rapporti di autorità all'interno
della classe. L'insegnante si unisce alla classe per imparare a sua volta e per
risolvere eventuali problemi. Gli insegnanti delle singole classi non hanno il
controllo globale sull'indirizzo che prenderà il progetto; non sapendo in
dettaglio come contribuiranno al lavoro gli studenti e gli insegnanti delle
altre località, anch'essi possono godersi le occasioni inattese di
apprendimento che si evolvono dall'interazione. Il sincero entusiasmo dei
docenti per la possibilità di apprendere a distanza da terzi è percepito
chiaramente dagli studenti. Per questi ultimi, l'emozione manifestata
dall'insegnante alla scoperta di nuove informazioni è prova dell'alto valore
attribuito all'apprendimento. L'esultanza degli insegnanti stimola gli studenti
ad imparare.
La seconda differenza
riguarda i modelli di comunicazione. I Circoli di Apprendimento promuovono la
comunicazione fra gruppi (classi) in misura maggiore di quanto accade
usualmente nel modello di apprendimento collaborativo. Ogni classe sviluppa un
progetto e si incarica di redigere il rapporto o pubblicazione finale da
sottoporre al gruppo, analogamente a quanto avviene nello schema di studio a
gruppi descritto da Sharan. Per eseguire il progetto, però, gli studenti
richiedono l'aiuto di altre classi ed insegnanti (gruppi) del proprio Circolo
di Apprendimento ed in cambio offrono aiuto sui relativi progetti. Svolgendo il
progetto proposto, quindi, ogni classe (gruppo) contribuisce simultaneamente al
lavoro di altre classi del Circolo.
La struttura della
comunicazione telematica differita permette agli studenti di interagire con
diversi gruppi contemporaneamente, senza generare lo stato di confusione che
risulterebbe se il tentativo fosse condotto nell'ambito della classe. Ciascuno
dei 6-8 progetti del Circolo di Apprendimento rappresenta il lavoro collettivo
di tutti i partecipanti e viene riassunto nella relazione della classe che lo
ha presentato. Questa impostazione crea collaborazione all'interno di un gruppo
in modo analogo al contesto di apprendimento collaborativo, ma produce altresì
schemi di lavoro collaborativo tra i gruppi.
Il Coordinatore del Circolo
facilita l'organizzazione del gruppo ma, poiché ciascun gruppo (classe) include
una persona esperta (l'insegnante) che presta assistenza nella preparazione dei
contributi, vi è minore necessità di quel controllo centralizzato e severo che
spesso caratterizza i programmi di classe. Le reti telematiche si offrono
quindi come un metodo nuovo per organizzare l'apprendimento collaborativo nell'ambito
della classe ed fra più classi. Forniscono infatti uno strumento che
aiuta sia gli studenti che gli insegnanti a collaborare con i propri compagni e
colleghi in località remote.
I Circoli di Apprendimento
nella Rete Didattica AT&T
Diversi studi hanno
documentato i cambiamenti che avvengono nelle capacità di lettura,
composizione, scientifiche e di risoluzione di problemi degli studenti che
lavorano in rete telematica con compagni residenti in località remote (Newman,
1984; Riel, 1985; Mehan, Moll e Riel, 1985; Naiman, 1988; Cohen e Riel, 1989).
Minore attenzione si è invece incentrata sul cambiamento degli insegnanti che
collaborano fra loro in modo analogo.
L'istruzione è un processo
interattivo attraverso cui le menti pensanti raggiungono nuove conoscenze
grazie all'interazione. Se l'insegnante agisce meccanicamente, diffondendo
informazioni senza riflettere, si può dire che il risultato sia quello di
istruire? Il sistema tradizionalmente usato per verificare la qualità
dell'istruzione è di valutare il cambiamento avvenuto nello studente. Un altro
indicatore della qualità dell'istruzione potrebbe essere il cambiamento
avvenuto nell'insegnante. Che cosa ha imparato dall'interazione con gli
studenti o, nel nostro caso, con insegnanti e studenti remoti?
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Più o meno qui la diapositiva 1
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Mi sono occupata di fornire
sostegno didattico a centinaia di insegnanti che si sono inseriti nel nuovo
contesto didattico dei Circoli di Apprendimento. In questi Circoli, in media
sette classi svolgono in comune un'attività didattica. Ho letto i messaggi scambiati
tra insegnanti e studenti che interagivano nel proprio Circolo di Apprendimento
telematico. Ho anche scambiato messaggi direttamente con gli insegnanti,
fornendo loro supporto mentre imparavano ad operare nel nuovo ambiente. Ritengo
che un indirizzo importante per lo studio delle reti didattiche sia quello di
documentare il cambiamento degli insegnanti che collaborano in un ambiente di
insegnamento cooperativo e di esaminarne le correlazioni con l'apprendimento
degli studenti. Per promuovere questo indirizzo di ricerca, userò esempi presi
dalle interazioni fra insegnanti appartenenti ai Circoli di Apprendimento della
Rete Didattica AT&T. Lo scopo sarà quello di illustrare le proporzioni del
loro apprendimento negli ambienti collaborativi tra classi.
I cambiamenti degli
insegnanti che partecipano ai Circoli di Apprendimento ricalcano quelli
rilevati da altri ricercatori sugli studenti inseriti in contesti di
apprendimento collaborativo (Slavin, 1983; Sharan, 1984; Kagan, 1986).
Analogamente agli studenti, anche gli insegnanti acquisiscono nuove conoscenze,
sviluppano strategie di insegnamento-apprendimento, acquistano una maggiore
stima di sé e costruiscono rapporti significativi con i propri colleghi.
Illustrerò ciascuno di questi cambiamenti attraverso esempi tratti dalla Rete
Didattica AT&T.
L'acquisizione della
conoscenza
Gli insegnanti che usano la
rete telematica sono spesso disposti ad ammettere le proprie carenze su un dato
argomento, nonché a collaborare con gli studenti al reperimento di informazioni.
Questo atteggiamento contrasta con le lezioni scolastiche, in cui gli
insegnanti sono considerati, e spesso si autoconsiderano, altrettanto preparati
quanto gli esperti. Quando i vari argomenti sono proposti da colleghi in
località distanti, l'insegnante non si pone più come un esperto. Ad esempio,
sebbene gli insegnanti scolastici residenti al di fuori della Germania avessero
qualche nozione sulla situazione agricola del proprio stato o paese, non erano
per nulla al corrente della lotta condotta in Germania nel 1988 dalle piccole
imprese agricole. Un'altra novità per gli insegnanti e gli studenti degli altri
paesi fu la descrizione delle caratteristiche comportamentali del vombato, del
diavolo orsino e del koala, animali originari dell'Australia. Gli insegnanti si
affiancano agli studenti nel ruolo di chi apprende.
Le ricerche curate dagli
studenti attraverso i confini culturali hanno offerto una ricca fonte di
informazioni su una serie di argomenti - ad esempio, come una comunità che vive
sottoterra abbia risolto il problema delle riserve idriche; l'effetto che hanno
il clima e i fattori stagionali sulla vita quotidiana in varie parti del mondo;
in quale misura i mass media influenzano la vita dei bambini; il problema delle
bande criminali; la sensibilità verso i problemi ambientali. Quando i progetti
sono proposti per via telematica, gli insegnanti si uniscono agli studenti nel
fornire informazioni ed apprenderne altre da studenti remoti. Entusiasmandosi
per quanto apprendono, i docenti modellano il proprio entusiasmo a beneficio
degli alunni.
Talvolta un avvenimento
locale pone una classe nel ruolo di esperti riguardo una situazione che ha
rilevanza nazionale o mondiale. In seguito al terremoto di San Francisco nel
1989, gli studenti che risiedevano a Los Gatos, in California raccontarono in
modo estremamente vivido che cosa significasse per un bambino fare una tale
esperienza. Quando cadde il muro di Berlino in un crescendo di avvenimenti che
nessun leader mondiale avrebbe potuto predire, negli ultimi mesi del 1989,
alcuni studenti di Berlino Ovest si trasformarono in cronisti che fornivano
giornalmente racconti personali dei drammatici avvenimenti, trasmessi
successivamente a tutti gli utenti dei Circoli di Apprendimento.
Tuttavia, anche avvenimenti
meno drammatici portano ad approfondire le proprie conoscenze, come nel
seguente esempio. L'insegnante Barbara Hughes ed i suoi studenti di Oceanside,
in California, volevano saperne di più sulle città rappresentate nel loro
Circolo di Apprendimento e proposero l'indagine "Città in
transizione", che fu inviata a tutti per il completamento. Allo scopo di
evidenziare subito qualche elemento di diversità, chiesero agli studenti di
"guardare fuori dalla porta della scuola" e descrivere come appariva
loro il mondo da quella visuale. Alcuni studenti californiani vedevano il
cortile della scuola, altri vedevano classi, case, alberi e l'oceano. Ecco qui
di seguito la risposta al messaggio da parte di alcuni studenti tedeschi.
Da: !luitpold (Herr
Rauschmeier)
A: !places:m4
Oggetto: Guardate fuori dalla porta
Come vi invidiamo! Palme e cieli blu ci fanno pensare all'estate e alle vacanze...
Ecco cosa vediamo noi qui a Monaco, non fuori dalla porta delle classi (che danno su lunghi corridoi) ma dalle finestre:
1. Siamo vicini ai Giardini Inglesi, un grande parco che ospita i campi sportivi della scuola.
2. Vediamo gli alberi del cortile della scuola. Ora stanno perdendo le foglie quindi riusciamo a vedere anche le macchine nella strada.
3. Da qualche classe si vede anche il 'giardino della scuola', progettato e curato da un gruppo di studenti.
4. Dalle aule del quarto piano si ha una splendida vista su Monaco.
5. Dall'altra parte della strada c'è il museo preistorico, dove attualmente è allestita una mostra interessante sulla cultura persiana.
L'insegnante e gli studenti
tedeschi si meravigliarono del fatto che nelle scuole californiane le aule
avessero una sola parete in comune e, su due lati, porte che davano su aree
esterne di ricreazione. L'insegnante e gli studenti californiani non avevano
invece mai immaginato una scuola situata in un ambiente urbano a fianco di un
museo.
La scoperta delle differenze
evidenzia che la comunicazione telematica si discosta dall'interazione diretta
per un aspetto interessante. Quando ci si incontra faccia a faccia con gente di
altre culture o altre terre, le differenze emergono immediatamente, talvolta
accompagnate da un senso di "impatto culturale". La diversità è
palese e di conseguenza la parte iniziale della conversazione spesso diventa
una ricerca di basi comuni, di idee, esperienze o circostanze ambientali
analoghe.
Gli scambi di corrispondenza
su rete telematica, invece, iniziano col presupporre, tacitamente e spesso a
priori, una certa somiglianza. Le differenze diventano palesi soltanto
attraverso lo scambio di messaggi. Le conversazioni telematiche implicano
quindi una ricerca più attiva dei punti di divergenza fra le rispettive idee,
esperienze e circostanze ambientali.
Questo diverso orientamento
fa della telematica un sistema ideale per esplorare argomenti che risultano
ardui quando i partecipanti si trovano faccia a faccia.
Ad esempio, i partecipanti di
un Circolo di Apprendimento compresero che alcuni studenti del Circolo erano
non udenti solo quando questi ultimi inviarono notizie su cassette audio a
tutte le scuole collegate. Scoperta la diversità, si generò un interesse
immediato da parte degli studenti senza problemi per comprendere meglio quel
che significasse essere non udenti. Il seguente messaggio contiene considerazioni
molto efficaci inviate da una studentessa non udente al mondo degli udenti ed
ha avuto una funzione educativa sia per gli studenti che per gli insegnanti del
Circolo di Apprendimento.
Da: !fanelli (Dianne Fanelli)
Data: Lun. 12 dic 14:32 GMT `988
A: !mind:p1
Oggetto: Essere non udenti
Agli amici del circoli,
COME VEDO LA MIA CONDIZIONE DI SORDITÀ IN UN MONDO DI UDENTI
Non è facile essere sordi nel mondo degli udenti perché si possono incontrare molti problemi. Ad esempio, a volte i non udenti vengono trattati come se fossero diversi o anormali. Talvolta qualcuno che non sa nulla della sordità si comporta come se avessimo problemi di comprensione. Ad esempio, c'è chi dà per scontato che non abbiamo facoltà di parola e che usiamo solo il linguaggio gestuale. Oppure c'è chi ci considera inermi ed incapaci di condurre una vita soddisfacente da adulti.
.....
Esistono non udenti che preferiscono usare il linguaggio
gestuale ed altri che, come la sottoscritta, preferiscono parlare. Io mi sento
come una persona udente che non riesce a sentire. Non mi considero sorda.
In tutti questi esempi, è
evidente che sia gli insegnanti che gli studenti sono esposti alle fonti di
conoscenza provenienti dall'esterno della classe. L'insegnante impara assieme
agli alunni.
Lo sviluppo di nuove
strategie didattiche
La cooperazione in Circoli di
Apprendimento offre agli insegnanti un secondo vantaggio, connesso al
precedente, che è quello di potersi aiutare a vicenda nello sviluppare nuove
tecniche didattiche. Per molti insegnanti, lavorare con colleghi in località
remote significa esporsi a nuove idee sull'organizzazione scolastica e sulle
prassi didattiche. Talvolta le informazioni si riferiscono direttamente
all'insegnamento del programma: ad esempio, gli insegnanti richiedono, o
ricevono, idee e suggerimenti sui propri progetti didattici. In un caso simile,
una classe decise di promuovere un lavoro di composizione sul tema
dell'adolescenza. Invitarono quindi le classi partecipanti ad inviare
composizioni libere di ogni tipo sull'argomento. L'insegnante di una delle
altre classi del Circolo di Apprendimento, Judy Vihonski di Oakland, in New
Jersey, replicò dicendo che i suoi studenti avevano avuto bisogno di maggiore
struttura e che quindi li aveva aiutati creando una lista con 13 spunti per una
composizione sull'argomento dell'adolescenza. La lista venne poi utilizzata
anche dagli altri insegnanti del suo circolo. Gli spunti per la composizione
contribuirono così alla definizione di un altro progetto dell'insegnante. Ma la
lezione andò al di là di questo specifico compito: il cambiamento fu nella
condivisione della strategia creativa di un insegnante per aiutare
"scrittori un po' riluttanti"
a cominciare a lavorare su un compito.
Gli insegnanti accomunarono
anche le proprie idee sull'organizzazione scolastica e sui metodi per integrare
la telematica nelle classi. Nella parte finale del seguente messaggio di Sandi
Norgaard della Scuola Elementare Hilton di New York, l'insegnante risponde ad
una domanda su come ha organizzato l'invio e la ricezione di messaggi nella
propria classe.
(... altri argomenti...)
RISPOSTA ALLA DOMANDA: CHI SE NE OCCUPA?
In passato, per problemi di modem e di software, mi sono occupata io dell'estrazione dei messaggi. Li stampavo a casa, li portavo a scuola e poi facevo 27 o più copie, che venivano lette e discusse collettivamente nell'ambito del programma umanistico. Ero ancora io ad occuparmi dell'inserimento dei messaggi da casa.
Questa volta spero invece di delegare l'incarico di ricevere e stampare i messaggi ad un gruppo di dieci alunni scelti a rotazione, nonché il compito di inviare i messaggi finiti, preparati a gruppi di due. Per questo semestre il gruppo sarà formato dagli addetti alla distribuzione del giornale scolastico. Non so se l'esperimento funzionerà perché dipende da quanto spesso gli altri avranno bisogno del GS o del modem, nonché dal funzionamento del modem, da come si comporta il software e dalle condizioni delle linee telefoniche, speriamo che non ci siano interferenze!
Assieme all'intero gruppo, leggeremo, discuteremo e valuteremo possibili articoli per il nostro giornale, così come fatto in passato. Dopo la lettura, etc. inseriremo ciascun articolo in una bacheca elettronica, nella sezione appropriata per l'eventuale pubblicazione. Ci procureremo anche una cartina geografica su tabellone per appendervi il materiale dei 'fascicoli di benvenuto' e vedere così dove abitano i nostri amici.
Invierò altre notizie venerdì.
Sandi
Attualmente l'insegnante in
questione ha delegato tutte le mansioni di comunicazione telematica ai suoi
studenti ed è felice di condividere il metodo da lei sviluppato con altri
insegnanti del Circolo di Apprendimento.
Gli insegnanti imparano in
modo indiretto anche leggendo le descrizioni di avvenimenti che hanno luogo in
altre classi. Consideriamo ad esempio l'ultima parte del seguente messaggio,
inviato da Lois Kaczar di Syracuse, nello Stato di New York, al proprio Circolo
di Apprendimento.
.... Provate a immaginare dieci studenti di quarta seduti qua e là sul pavimento della Biblioteca con materiale svariato proveniente dal 'fascicolo di benvenuto' della British Columbia. Il gruppo è intento alla lettura di opuscoli, cartine, ritagli, ecc. La comunicazione è fitta perché i ragazzi si lanciano a vicenda le notizie che ritengono interessanti. C'è anche qualche diverbio su chi prenderà cosa dopo aver finito di leggere la propria parte. Ora due ragazzi tirano fuori il mappamondo per confrontare la posizione geografica della British Columbia e di Syracuse e si discute a lungo delle differenze di clima.
Altri due ragazzi prendono un atlante, guardano una cartina, poi mettono via l'atlante e ne prendono uno 'migliore'. Non hanno nessun problema a trovare la cartina che volevano né la città che stavano cercando.
Una ragazza arriva con una lavagnetta e scrive le domande che i
compagni le dettano e che saranno usate nel prossimo messaggio alla Rete
Didattica. Due insegnanti girano fra gli studenti rispondendo qua e là alle
domanda ma soprattutto facendo a loro volta domande esplorative e indicando
argomenti da esaminare in maggior dettaglio.
L'attività continua per mezz'ora e dovrà essere interrotta solo perché un altro
gruppo vuole usare lo spazio. A malincuore, gli studenti mettono via il
materiale ma la conversazione continua.
"Perché ..."
"Che ne dite di ..."
"Hai visto ..."
"Bèh, io penso che ..."
Col 'fascicolo di benvenuto' saldamente in mano ad uno degli studenti, il gruppo esce un po' rumorosamente dalla biblioteca dirigendosi verso la sala di lettura. Questi alunni così intenti, così attivamente partecipi, entusiasti e pronti a lavorare non sono altro che un gruppo 'reticente alla lettura', che di solito ha cose molto più interessanti da fare che non perder tempo a studiare. Ma quando si trovano con l'insegnante di lettura, che ha fatto collegare la classe alla Rete Didattica, questi ragazzi diventano i migliori lavoratori e pensatori che abbia visto da un bel po'. Scrivono, leggono, fanno domande, imparano e si divertono persino!
Per oggi è tutto...
Lois da una Syracuse nuvolosa.
Lo scopo immediato del
messaggio di Lois era condividere con gli altri il suo entusiasmo per
quell'apprendimento 'su iniziativa dello studente' che osservava nei suoi
ragazzi intenti ad elaborare le informazioni ricevute da altre classi nei
"fascicoli di benvenuto". Ma, indirettamente, l'insegnante suggeriva
ai colleghi modi efficaci di organizzare i vari incarichi. Altri insegnanti
adottarono quel che avevano appreso dalla "visita" telematica alla
classe di Lois per organizzare la distribuzione del lavoro svolto nelle proprie
classi sui "fascicoli di benvenuto".
Accrescere la stima in se
stessi
Così come il lavoro in
piccoli gruppi all'interno della classe ha mostrato di accrescere l'autostima
degli studenti, anche gli insegnanti che collaborano con più classi aumentano
l'autostima in se stessi. La maggiore ricompensa di un lavoro ben fatto è
spesso il riconoscimento e l'elogio che viene dai propri colleghi. La bellezza
di una lezione ben condotta spesso sfugge agli studenti. Chi lavora con
professionalità desidera che i colleghi siano testimoni delle sue idee
innovative e le apprezzino. L'interazione telematica può aprire una finestra
sulle attività scolastiche.
Scegliendo i progetti per la
rete, spesso i docenti mettono in mostra alcune fra le loro lezioni migliori.
Le reazioni degli altri insegnanti possono essere molto gratificanti.
Un'insegnante di sesta, Jackie Hurst della Scuola Elementare Manor di Del Paso,
inviò le poesie dei suoi studenti ad altre classi che partecipavano al Circolo
di Apprendimento "Opere della mente". Le sette poesie apparivano
straordinarie per degli studenti di sesta.
Le risposte degli insegnanti
del circolo si rivolgevano agli studenti ma anche ai colleghi. I docenti sono
consapevoli del fatto che una buona prestazione degli studenti sta generalmente
ad indicare la buona prestazione degli insegnanti. Tale convinzione appariva
evidente in molte delle risposte.
Da: !carriebrower (Carrie Brower)
Data: Ven. 21 ott. 21:40 GMT 1988
A: !mind:p1
Oggetto: T:Fantastico, Jackie!
Jackie,
Sono semplicemente senza parole per le stupende poesie scritte dai tuoi studenti. E' difficile credere che non siano ancora state abbondantemente pubblicate. Sei proprio sicura che questi piccoli poeti siano solo di sesta???? Se lo sono, gli scritti rivelano la presenza di una Super Insegnante - e non saresti per caso T-U?
Allora, vorrei non solo leggere molte altre delle loro poesie, ma anche che mi dessi qualche lezione sull'insegnamento delle arti della poesia. Che ne pensi, Jackie?
Ti auguro un buon weekend, Jackie, e grazie ancora per avere contribuito in maniera così splendida al nostro fascicolo comune.
Carrie Brower (mind:p1 coordinator)
Sebbene il corso pratico
simultaneo sull'insegnamento della poesia non abbia avuto luogo, l'insegnante
ottenne il riconoscimento dei colleghi per il suo operato scolastico. Gli altri
docenti riconobbero senza esitazioni che una dimostrazione di talento fuori dal
comune da parte degli studenti rivela la presenza di insegnanti di talento
eccezionale.
Gli insegnanti che lavorano
in collaborazione amano rendere partecipi gli altri dell'andamento delle
lezioni collettive nelle proprie classi. Nell'esempio seguente, un'insegnante
lanciò un progetto per la creazione di "opuscoli di viaggio"
geografici e storici da parte degli studenti. Apprendere come si sia evoluta
l'idea in scuole di paesi diversi è per un insegnante fonte di entusiasmo ed
appagamento. Consideriamo questa risposta:
Da: !jeanterry (Jean Terry)
Data: Mar. 6 dic. 13:35 GMT 1988
A: !placesp4
Oggetto: T/Resoconto settimanale
Salve!
Abbiamo finalmente ricevuto tutte le informazioni riguardanti i due questionari inseriti nel computer. Ve li invieremo assieme a questo messaggio. I nostri fascicoli di viaggio sono quasi ultimati e saranno inseriti a partire da oggi. Volevamo prima ricevere i risultati del sondaggio.
Ho condiviso i fascicoli con tutti quanti. Devo ammettere che per un mese abbiamo dedicato quasi tutte le ore di Materie Umanistiche ai fascicoli
MA...
in vent'anni di insegnamento, non ho mai visto bambini impegnati così seriamente in un esercizio di composizione! Hanno scritto, riscritto, riletto, riscritto, rivisto e riscritto! E senza lamentarsi! Il loro entusiasmo non è mai calato per tutta la durata del programma di lavoro. Sicuramente la differenza sta nel sapere che il loro lavoro è messo in comune con bambini di altre scuole. Nel frattempo sono diventati bravi ad usare il sistema di videoscrittura e il controllo ortografico. Penso che sia stato tempo ben speso! ... Ora concludo per inviare questo messaggio e vedere se c'è posta in arrivo.
Continuate a scrivere in abbondanza!
Jean
Le Hague
Quel che traspare
ripetutamente dai messaggi provenienti da queste classi è che quando gli
insegnanti si sentono stimolati da un progetto didattico, gli alunni
partecipano all'entusiasmo e la qualità del loro lavoro aumenta. In qualche
caso i presidi hanno riferito un cambiamento radicale nell'atteggiamento degli
insegnanti verso ogni aspetto del lavoro.
Sviluppo di rapporti
professionali e personali
L'abilità di un insegnante è
spesso riconosciuta all'interno della scuola e magari nel distretto scolastico
ma, contrariamente ad altre categorie professionali, i docenti hanno poche
occasioni per conquistarsi una reputazione a livello nazionale. La
partecipazione a Circoli di Apprendimento li mette in contatto con colleghi di
tutto il mondo. In qualche caso, questi rapporti hanno dato luogo a viaggi
presso le scuole associate e ad inviti in veste di relatori a conferenze
regionali e nazionali.
Mary Jacks della Lincoln
Middle School della California descrive alcune esperienze precedenti di rete
didattica al suo nuovo Circolo di Apprendimento. L'esperienza fatta con
educatori australiani, sovietici e californiani ha avuto sull'insegnante un
effetto sia professionale che personale. Attualmente studia russo per
continuare ad approfondire i suoi interessi generali.
Da: !lincolncas2 (Mary Jacks)
Data: Mer. 8 feb. 21:11 PST 1989
A: !mindm1:cir
Oggetto: Un circolo formidabile
Salve Amici del Circolo di Apprendimento,
Sono qui seduta al computer e non sto più nella pelle per tutti gli avvenimenti entusiasmanti che nascono dal nostro circolo. CHE GRUPPO FORMIDABILE ABBIAMO! Spero che il nostro entusiasmo non si spenga mai. Sia io che i miei studenti abbiamo fatto esperienze davvero magnifiche grazie alla telematica e sono fermamente convinta che il POTERE nelle nostre mani sia enorme - potere di formare amicizie da una nazione all'altra, in tutto il mondo.
Vorrei condividere, con chi non ne fosse al corrente, l'avvenimento più straordinario che mi sia mai successo. Lo scorso 16 giugno il nostro computer AT&T era in diretta con l'Expo '88 (il padiglione delle Nazioni Unite). Un sovietico, il signor Kundria, comunicava in diretta con i genitori, gli insegnanti e gli alunni della scuola, parlando delle similarità e delle differenze tra il sistema formativo americano e quello sovietico. Il Sun News australiano inviò una collega (Barbara Hughes) e uno studente a conoscerlo di persona... (io non sono potuta andare perché ero nel mezzo degli esami estivi, accidenti). Dunque, il signor Kundria tornò poi a Mosca e scrisse un articolo sugli scambi telematici, grazie a cui la scuola cominciò a ricevere da dieci a trenta lettere alla settimana inviate da amici sovietici in ogni angolo del paese!!!! L'intera scuola è coinvolta in una campagna di corrispondenza e riceviamo così tante lettere che non riusciamo a farvi fronte! In biblioteca c'è una grande cartina su cui segnaliamo tutte le località di provenienza, e la cartina è stracolma!!!
Attualmente ci stiamo attivando con alcuni membri della comunità per far partire un programma di contatti ravvicinati con una scuola sovietica. Ci piacerebbe molto avere uno scambio simultaneo ma per il momento non è possibile.
Un altro avvenimento travolgente accaduto la scorsa estate è stato la partecipazione della scuola alla poesia di pace, nata in un angolo remoto della Tasmania e finita in Unione Sovietica. La poesia è passata di rete in rete - Source, Mix e AT&T - tutti hanno contribuito al risultato!!!
E questo è solo un esempio di tutte le cose bellissime e straordinarie che possiamo mettere in atto per stringere amicizie in tutto il mondo. Teniamo alto il nostro entusiasmo!!!!!!!!!!!!
Mary
Nella primavera del 1990,
Mary Jacks portò davvero un gruppo di studenti in Unione Sovietica, ospiti di
una delle scuole conosciute durante lo scambio.
Mantenere rapporti stretti
con colleghi e compagni di altre zone giova sia agli studenti che agli
insegnanti. Nancy Graham, insegnante di un minuscolo villaggio eschimese sul
fiume Yukon in Alaska, spiegò che la cooperazione telematica con altre classi
aveva aperto "una finestra sul mondo" a lei ed ai suoi studenti. Dato
il basso numero di studenti in ogni livello scolastico, l'interazione con altri
insegnanti era generalmente minima. Sulla rete invece interagiva abitualmente
con sette docenti che condividevano molti dei suoi interessi.
Gli insegnanti usavano anche
la rete per scambiare informazioni sulla propria vita. Un'insegnante residente
in una fattoria-caseificio canadese era solita scrivere i messaggi alle 3 di
mattina dopo il controllo notturno della stalla. I messaggi contenevano
resoconti regolari delle nascite e dei primi mesi dei vitelli. Un'insegnante
della Lousiana, scoprendo di aver vinto un premio nazionale per un suo progetto
inerente al programma scolastico, inviò un messaggio esultante al Circolo di
Apprendimento, spiegando come fosse importante poter condividere la notizia con
un gruppo di insegnanti seriamente votati all'istruzione. Disse che i colleghi
del Circolo avrebbero compreso meglio di chiunque altro quel che significasse
per lei il riconoscimento. (Fra gli altri argomenti spesso trattati dagli
insegnanti vi sono anche le condizioni meteorologiche insolite, le inondazioni,
i cicloni, e forti venti o piogge).
Ciascuno degli esempi citati
dimostra come tanti insegnanti abbiano utilizzato la rete per condividere
esperienze sia professionali che personali.
Conclusioni
In passato la scuola non è
riuscita a comprendere il significato che riveste l'interazione sociale per lo
sviluppo di abilità intellettuali. Da quando le scienze sociali hanno accettato
più ampiamente il ruolo dei fattori sociali nello sviluppo cognitivo (Norman,
1980; Cole, 1981; Lave, 1988; Wertsch, 1985), gli educatori stanno diventando
sempre più consapevoli dell'importanza dell'interazione sociale nella scuola.
Le strategie di apprendimento collaborativo rappresentano tecniche efficaci per
lo sviluppo di abilità sociali ed intellettuali fra colleghi e compagni e sono
una valida risorsa didattica per migliorare l'apprendimento scolastico.
Non si può tuttavia chiedere
agli insegnanti di riorganizzare la scuola per offrire questo tipo di
esperienza agli alunni quando la loro condizione resta quella di isolamento nell'istruzione
tradizionale. La telematica permette agli insegnanti di stringere rapporti di
lavoro con docenti di tutto il mondo. Insegnanti e studenti formano legami fra
le classi e cooperano per tentare di risolvere problemi reali, per condividere
prospettive culturali ed imparare a vicenda. Questo tipo di apprendimento
collaborativo fra più classi può cambiare la vita degli insegnanti e con essa i
loro metodi per educare gli studenti. Quando si chiede agli insegnanti
impegnati nelle reti didattiche di classificare i vantaggi della telematica di
tipo formativo, si constata ripetutamente che essi considerano il proprio
apprendimento, e non tanto quello dei propri alunni, come il risultato più
importante del programma. Così facendo, confermano in modo empirico
l'affermazione di Sarason secondo cui il cambiamento dell'istruzione non può
prescindere dagli insegnanti.
Il lavoro da me descritto è
il risultato della collaborazione a distanza fra studenti ed insegnanti e
rappresenta solo l'inizio dei nuovi rapporti di lavoro che si rendono
possibili. La telematica può inoltre consentire a diverse categorie sociali di
accedere alle classi scolastiche. I Circoli di Apprendimento devono essere
estesi per inglobare quegli adulti che attualmente non partecipano al ciclo
dell'istruzione. Per molte categorie - bancari, cronisti, dottori, costruttori,
produttori, scienziati, giornalisti, politici ed altri - potrebbe rivelarsi
produttivo stringere relazioni di lavoro con studenti ancora inseriti nel
contesto scolastico. In alcuni casi gli adulti potrebbero partecipare ai
progetti collaborativi elaborati dagli studenti, aggiungendovi la proprie
competenze e direttive. Ma, nella stessa misura, agli studenti potrebbero
essere affidati incarichi che abbiano valore per gli adulti della comunità in
cui vivono. Le reti informatiche permettono agli studenti di agire come membri
di una "task-force telematica" che affronti molte delle problematiche
a cui il mondo adulto è quotidianamente esposto.
Gli studenti possono
raccogliere dati, condurre sondaggi, eseguire indagini, analizzare cifre e
creare materiali che diano un contributo effettivo alla società degli adulti.
Attraverso queste 'task-force telematiche' composte di adolescenti ancora
inseriti nella scuola, si potrebbe cominciare a restituire a questo gruppo
sociale parte di quell'autostima che è andata persa con l'isolamento
scolastico. Gli studenti potrebbero tornare a far parte della società
produttiva restando però nell'ambito protettivo della scuola. Gli insegnanti
non sarebbero più gli unici educatori scolastici ma si unirebbero ad istruttori
in visita alle classi da ogni settore della società. Gli studenti e gli
insegnanti non sono più costretti a rimanere completamente isolati dalla
comunità degli adulti ed il nostro modo di interpretare il termine
"pubblica istruzione" potrebbe esserne modificato notevolmente.
Ma queste sono prospettive
future. Attualmente, abbiamo solo cominciato ad esplorare il dominio sociale
che le telecomunicazioni sono in grado di generare. Tutti gli insegnanti da me
citati in questo articolo e molti altri perseguono attivamente la telematica
come una soluzione al problema dell'isolamento professionale e personale.
Yvonne Andres, insegnante
della Jefferson Jr High della California, che trascorre gran parte del tempo
libero aiutando altri insegnanti ad imparare ad usare il nuovo strumento
didattico, è saldamente convinta che "la telematica sia la cosa migliore
per il settore dell'educazione apparsa da molto tempo a questa parte". Se
esigiamo che gli insegnanti creino contesti didattici significativi e
stimolanti per i propri studenti, dobbiamo trovare un modo di aiutarli a
proseguire la propria crescita intellettuale fra le pareti della scuola.
Ringraziamenti
1. Per ulteriori informazioni
sulla Rete Didattica AT&T, scrivere a AT&T LN, Box 4012, Bridgewater,
NJ 08807-4012 - oppure telefonare al numero 1-800-367-7225- interno 4158.
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[Traduzione a cura di Stella De Robertis]