11. Il sito web degli alunni


La scuola offre uno spazio web per le pagine degli studenti. Come parte della politica scolastica di Internet, gli studenti hanno l’opportunità di pubblicare il proprio materiale.
Il materiale da pubblicare può essere, per esempio, connesso all’argomento che si sta studiando o a una materia scolastica, in relazione alla programmazione di classe o ad un’attività scolastica.

Anche il comitato studentesco potrebbe avere un sito web; ci si chiede se:


è giusto dare agli studenti l’opportunità di pubblicare ciò che vogliono?
la scuola è responsabile di ciò che viene pubblicato?
chi dovrebbe controllare il contenuto delle pagine?
rientra nei compiti della scuola quello di “censurare” opinioni o idee non desiderate?
è giusto dare agli studenti l’opportunità di creare links che colleghino le loro pagine web al sito della scuola?
deve essere controllato anche il contenuto delle pagine riservate agli studenti?

Vi è un importante quesito di tipo etico, la scuola deve proteggere lo studente evitando di fargli presentare se stesso in un modo che potrebbe avere effetti negativi. In tale caso la scuola dovrebbe proteggere lo studente non in maniera “soft” ma con un controllo attento e dettagliato.
Se le pagine web private degli studenti sono accessibili dal sito web della scuola, si può pensare che siano parte del sito web della scuola, o quanto meno che il loro contenuto sia stato approvato dalla scuola. Tutto ciò vuol dire che è importante considerare se dare agli studenti l’opportunità di creare links tra il loro sito e quello della scuola.

D’altra parte ci sembra giusto che allo studente sia data l’opportunità di avere uno spazio sul sito della scuola. Sarebbe naturale che, ad esempio, lo studente pubblicasse i verbali e le decisioni delle assemblee del comitato studentesco in modo da stimolare uno scambio di opinioni. La
sfida che deve affrontare la scuola è di promuovere la sicurezza e contemporaneamente la qualità delle pagine. Bisognerebbe enfatizzare la funzione dell’insegnante di riferimento come ruolo guida.

Non ci sono regole particolari da applicare in materia di pubblicazione delle pagine web su Internet – le regole che la scuola applica per altre situazioni vengono applicate qui.
Il problema è se la scuola è responsabile (o può ritenersi responsabile) di quanto gli studenti pubblicano. È un problema che può presentarsi in diverse situazioni:
1. lo studente pubblica materiali usando il server della scuola e lo fa a scuola nelle ore di lezione;
2. lo studente pubblica materiali su un altro server e lo fa a scuola nelle ore di lezione;
3. lo studente pubblica materiali su un altro server al di fuori delle ore di scuola
.
Pubblicare sul server della scuola
C’è qualche differenza tra una scuola che permette agli studenti di pubblicare il loro materiale sul proprio server e tutti gli altri provider? Ci sono molti servizi gratuiti disponibili oggi sul mercato ed è facile trovare qualche altro posto in cui pubblicare. Come è già stato detto, le responsabilità editoriali non si possono applicare ai mezzi elettronici. Chi si limita ad offrire uno spazio web, non sarà ritenuto responsabile, come pure il fruitore di quello spazio.

Per quanto riguarda la scuola, vi è una sostanziale differenza. Essa infatti ha doveri che vanno al di là di quelli che generalmente ha un Internet Provider. L’uso di Internet durante le ore di scuola può essere connesso ad attività didattiche e gli alunni vorranno pubblicare questo materiale su Internet. C’è quindi un diretto collegamento tra Internet e ciò che la scuola insegna; di conseguenza è difficile per la scuola sottrarsi alle proprie responsabilità.

Una sostanziale differenza che va enfatizzata tra la scuola e un Internet Service Provider è che la prima ha un rapporto giornaliero con i propri alunni e quindi una conoscenza profonda [questa relazione tra insegnanti e studenti è più forte a livello di scuola primaria e secondaria che non a livello universitario], cosa che non può esserci nel secondo caso. Se da un punto di vista legale le conseguenze sono diverse nei due casi, non possono esserlo da un punto di vista etico.

Come bisognerebbe monitorare? Non risulta del tutto chiaro perché la scuola dovrebbe monitorare il contenuto pubblicato nel web. Uno dei motivi potrebbe essere che – specie nelle classi degli alunni più giovani – i ragazzi non sono in grado di misurare le conseguenze delle loro azioni.
La scuola si trova comunque in una condizione in cui la pubblicazione del materiale sottende comunque ad un’attività di controllo delle pagine web pubblicate. Tuttavia essa dovrebbe anche creare una sorta di scala di intensità dell’attività di monitoraggio, secondo l’età degli alunni.

E’ opportuno che la scuola sia consapevole di tutto ciò che di illegale c’è sul server della scuola e che è già stato pubblicato dagli alunni. In casi come questi, la scuola è obbligata a monitorare questo materiale e a rimuovere le pagine dal contenuto “offensivo”? La nostra opinione è che se ci sono motivate ragioni la scuola dovrebbe impegnarsi a monitorarne le pagine. Tutto ciò è molto impegnativo, ma è l’unica possibilità per concedere agli studenti l’uso del server della scuola.

C’è un’intera gamma di materiali illegali. C’è anche il problema di materiale inidoneo, ma non necessariamente illegale. Se la scuola si da delle regole interne per l’uso di tali pagine (vedi sopra), tutto sarà più facile da gestire. Le regole dovrebbero contenere informazioni su come la scuola dovrebbe comportarsi in queste situazioni. In assenza di tali norme la scuola ha l’autorità di prendere tutte le necessarie decisioni. Ciò si può tradurre nella rimozione del materiale, rimozione delle pagine, un esame più dettagliato dei materiali, e, nei casi in cui sia necessario, anche in sanzioni disciplinari nei confronti degli alunni. Se appare scontata l’illegalità del materiale, la scuola è tenuta alla rimozione immediata del materiale “offensivo”. Se l’illegalità delle pagine non è così scontata, non è molto chiaro perchè la scuola avrebbe il dovere di supervisionare.

Pubblicare su un altro server nelle ore di lezione
Ciò dipende in qualche modo dal contesto. Ci potrebbe essere un collegamento diretto con la scuola: un insegnante potrebbe ad esempio spiegare come pubblicare i materiali su Internet. Oppure si potrebbe collegare all’uso che lo studente fa del PC e del relativo collegamento Internet dalla biblioteca della scuola. È anche possibile pubblicare materiali anonimamente. Nessuno può pretendere o sperare che la scuola “indaghi” su tutto ciò che viene pubblicato su Internet in tali casi. Gli insegnanti potrebbero operare una sorta di controllo, ma a questo proposito i limiti non sono ben chiari.

Pubblicare su un altro server al di fuori delle ore di scuola
È perfettamente chiaro che la scuola non ha alcuna responsabilità su ciò che gli alunni fanno nel loro tempo libero. È ipotizzabile che la scuola incoraggi gli studenti a pubblicare progetti su altri server, e che questo venga fatto al di fuori delle ore scolastiche.
Può darsi che la scuola non abbia spazio sul proprio server, o che non voglia dare agli studenti lo spazio esistente su un particolare computer. Abbiamo un ultimo esempio che può sembrare paradossale, ma che tuttavia può essere realistico. È possibile immaginare il caso in cui un dirigente scolastico non voglia dare il permesso agli studenti di pubblicare il risultato dei propri lavori per paura che si possa anche pubblicare materiale non idoneo. Si può verificare il caso in cui un insegnante della stessa scuola non sia d’accordo con la decisione presa e consigli agli studenti di pubblicare i risultati del loro lavoro su altri computer, anche al di fuori della scuola.



Ringraziamenti: traduzione e adattamento per EU di un capitolo del libretto “Internet in Schools – Ethics and Law” pubblicato nel maggio 2000 e usato in molte scuole norvegesi.