Ho sempre pensato ai paesi Baltici come a immensi spazi verdi e blu dove
volano le cicogne. Mentre sorvolavo la Lituania tutto mi appariva come lo avevo
immaginato, forse ancora più bello e interessante. Curiosità, gioia,
trepidazione si miscelavano ad un po’ di preoccupazione per la mia disabilità e
per la prima uscita ufficiale in "lingua inglese". Amalia ed Agostino, che
affrontavano insieme a me quell’esperienza mi rassicurarono e, dopo tre ore di
volo, atterrammo a Vilnius, nel tepore del giugno lituano.
Ci attendevano
all’aeroporto dei simpatici ragazzi con un enorme cartellone con su scritti i
nostri nomi. L’albergo era uno stupendo palazzo medievale situato nella
bellissima e vecchia Pilies street. Di fronte alla finestra della mia stanza
torreggiava il campanile della St Johns’ Church, mentre sulla strada un bimbo
biondo allietava il passeggio dei passanti col il suo flauto, raccogliendo le
monetine in un cappello rovesciato. E questo avvenne ogni giorno.
Ci
ritrovammo per la cena nelle splendide "cantine"dell’hotel.
Noi Italiani
decidemmo di non parlare la nostra lingua evitando di fare "gruppo a sé".

Mi ritrovai così seduta vicino ad una
simpatica inglese di nome Helen, con la quale mi cimentai nell’impresa ardua
della comunicazione. Ma, alla fine non fu difficile intendersi anche con gli
altri colleghi: Shirley da Malta, Maria e Petros da Cipro, M.Cristina dal
Portogallo, Carmen e suo marito dalla Spagna, Sari dalla Finlandia. La buona
tavola, soprattutto, ci aiutò a superare le difficoltà iniziali e dopo una
serata tra presentazioni, sorrisi, curiosità e molta stanchezza, ce ne andammo
tutti a letto.
La finestra della stanza era irresistibile. C’era un’aria magica, quieta.
Nessun rumore di auto, nessuno schiamazzo. Echeggiavano solo i passi di persone
frettolose che ritornavano a casa. Il cielo nordico era ancora chiaro nonostante
l’ora.
La mattina dopo, nella sala congressi, ci accolsero calorosamente la
coordinatrice nazionale dell’agenzia Socrates, Grazina Kaklauskiene, la
direttrice del "Modern Didactics Center", Daiva Penkauskiene, l’amministratrice
Jurgita Balaisiene, la lettrice Asta Gudzinskiene e la relatrice della facoltà
di pedagogia dell’università di Vilnius, Lina Staisiunaite. "Strategies for
promoting critical thinking" è stato il tema che ci ha visti impegnati per
molti giorni in una full immersion appassionante, mai noiosa. Le tecniche,
semplici ma di grande efficacia, adoperate dalle relatrici per creare un gruppo
omogeneo e affiatato ci hanno fatto riflettere molto sul nostro comportamento di
educatori.
Noi tutti rappresentavamo un campione eterogeneo di "allievi" con culture,
tradizioni e abitudini diverse, eppure siamo riusciti a formare un gruppo di
lavoro sostenendo e applicando il processo della democratizzazione. Lo scopo del
corso era quello di aiutare noi insegnanti all’introduzione di nuovi metodi
didattici destinati ad aiutare gli allievi a leggere e scrivere "pensando
criticamente", a capire la logica delle discussioni, ad ascoltare attentamente,
a dibattere spontaneamente, a lavorare in cooperazione. Nei momenti di libertà
discutevamo di quanto appreso durante le lezioni, anche perché le relatrici
avevano escogitato alcuni "giochi" che ci tenevano impegnati piacevolmente
soprattutto durante il tempo libero.
Una sera abbiamo cenato insieme al direttore del reparto di istruzione
generale del Ministero della Scienza e dell’Educazione della Repubblica Lituana
Arunas Pliksnys. Su questo signore "importante" devo spendere qualche parola per
la sua eccezionale capacità comunicativa. Ad un certo punto non solo ha
partecipato, divertendosi molto, ad un gioco di gruppo, ma con modi garbati e ci
ha servito il caffè. Uno per uno… L’umiltà e la nobiltà di animo l’ho letta nei
visi e nei gesti di ogni lituano. In occasione della visita al Parlamento, il
Seimas of the Republic of Lithuania, ci ha accompagnato il direttore Pliksnys,
mentre il prof. Rolandas Povilionis presidente del comitato per la Formazione,
la Scienza e la Cultura ci ha illustrato la situazione dell’istruzione in
Lituania.
Il corso ci ha insegnato molto. Avete mai provato a "segmentare" la lezione
ed a dividere i vostri alunni in più gruppi eterogenei ed assegnare ad ogni
gruppo lo studio di un solo segmento? Questo metodo si chiama
Jigsaw:ogni gruppo illustra i propri apprendimenti ai restanti gruppi
ed in poco tempo la lezione è svolta. E’ chiaro che questo lavoro richiede molto
impegno da parte degli insegnanti nella preparazione, ma il risultato è davvero
straordinario.
Un altro metodo è il Venn diagram. Quando si è davanti ad una nuova
situazione si possono "cercare" rapidamente gli elementi più importanti e le
caratteristiche che hanno in comune, nonché le loro differenze. Si può
schematizzare il tutto su tre cerchi sovrapposti e analizzare così le varie
zone. E’ stata approfondita anche la tassonomia di Bloom che da sola talvolta
risulta "sterile", poiché non tiene conto della sfera affettiva dell’allievo, ma
che, associata a queste nuove strategie, risulta davvero efficace.
La visita a Trakaj, antica capitale della Lituania, ha dimostrato ancora una
volta la sensibilità del popolo lituano. Il castello gotico cinquecentesco di
Trakaj è ubicato sul lago Galve in un’oasi naturalistica ricca di laghi e
minuscole isolette. Per giungere al castello si deve percorrere una lunghissima
passerella. Olvidius, uno dei ragazzi che ci aveva prelevato all’aeroporto, per
non farmi ulteriormente stancare, senza esitazione ha noleggiato una barca e a
forza di remi mi ha trasportato da una riva all’altra sia all’andata che al
ritorno. Ed è con questa immagine di solidarietà e gentilezza d’animo che voglio
chiudere il mio racconto. Gli spazi verdi e blu, e quella cicogna che sorvolava
le terre e le acque mi sono rimasti negli occhi e nel cuore.
Grazie – A·i·- Lituania.
Teresa Sirianni
IPSIA Acri -
Cosenza