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Una streghetta buona insegna le lingue ai bambini

Alla scuola dell'infanzia "J.J. Rousseau" di Torino, l'apprendimento precoce di una seconda lingua straniera viene proposto attraverso un progetto Comenius sullo story telling sviluppato in collaborazione con un ampio partenariato

L’idea di coinvolgere la scuola dell’infanzia torinese  “J.J. Rousseau” nei processi di rinnovamento e avvicinamento alle culture europee nacque e si sviluppò negli anni in cui si dibatteva sull’avvio dell’Autonomia delle Istituzioni scolastiche. Nel nostro circolo, nel tentativo di dare risposte esaustive all’utenza (iniziavano a frequentare in modo significativo i bambini extracomunitari portatori di altre culture e di altre lingue) si faceva di tutto per insegnare la seconda lingua europea, anche con gravi sacrifici organizzativi e al di là di una interpretazione restrittiva della norma vigente.


In continuità con la scuola elementare, si è attivata una sperimentazione relativa all’approccio all’apprendimento precoce della lingua inglese. Da quel momento, grazie anche alla costante formazione delle insegnanti coinvolte nel progetto, l’insegnamento della lingua inglese è entrato a fare parte della nostra offerta formativa.


Storicamente la nostra scuola dell’infanzia ha iniziato ad occuparsi della sensibilizzazione dei bambini verso la lingua straniera dall’anno scolastico 1998/99. L’esperienza in questione ha assunto una valenza più interessante e stimolante allorché la scuola dell’infanzia “J.J.Rousseau” (annessa al Circolo Didattico Toscanini di Torino) si inserì nel progetto Comenius “Apprendimento precoce di una seconda lingua straniera”, avente come altri partner altre scuole dell’infanzia della Bulgaria, Finlandia, Germania, Malta, Polonia, Romania, Slovenia e Spagna. Il Progetto Comenio, che negli anni si è articolato in numerosi incontri di progettazione nei vari paesi, si concluderà con l’anno scolastico 2004/05.

Le attività comuni per il 2° anno del Progetto Comenius prefiguravano un percorso sullo Story telling, con creazione di un “multilanguage book”, nel quale raccogliere le storie inventate dalle insegnanti (come nel nostro caso) e/o tratte da leggende della tradizione locale. Le storie scelte per questa raccolta sono state scritte in lingua madre, tradotte in inglese e nelle lingue dei paesi partners e presentate in Power Point.


La nostra scuola ha prodotto la storia "Wendy a little nice Italian witch", inserita in un CD, nella versione illustrata dai bambini e in quella presentata con i quadri d’autore; in questo modo i bambini hanno potuto “rileggere” le avventure della loro amica Wendy e condividere la sua storia con i genitori.

Per rispondere all’evidente necessità di avere del materiale strutturato che facesse da stimolo ad ogni episodio del racconto che si andava a sviluppare con i bimbi, si è scelto e proposto un percorso relativo alla lettura delle “opere d’arte”, in quanto ritenute fonti preziose per favorire l’osservazione e la riflessione su ambienti, colori, numeri ecc…, contenuti che facevano parte della nostra programmazione.


Questo percorso privilegiato era certamente più rispondente, rispetto ad altre forme artistiche, per creare “cultura vissuta”, vista come formazione al gusto estetico, ottimo veicolo di comunicazione e conoscenza precipua per il superamento di stereotipi.


Attraverso la comparazione delle opere, i bimbi hanno potuto “cogliere” stili e tecniche artistici diversi, portandoli anche a ricercare quale messaggio l’artista volesse trasmettere.
Il percorso si è snodato attraverso le seguenti fasi:

  • osservazione e comparazione libera delle opere d’arte;
  • discussione spontanea tra gli alunni in lingua madre ;
  • discussione in lingua inglese (ovviamente con l’aiuto dell’insegnante) di alcuni semplici e significativi dati emersi.

Si è scelto come mediatore linguistico la “Streghetta Wendy”: un pupazzo tramite il quale i bambini hanno sentito pronunciare le prime parole in lingua inglese, comprendendo quindi la necessità di apprendere questo nuovo linguaggio per poter comunicare con Wendy.

La scelta della streghetta buona come personaggio principale è stata motivata anche dalla possibilità che offriva di festeggiare un personaggio vicino ai bimbi durante la festa di Halloween. Da qui e dalla possibilità che dava, attraverso i suoi “voli”, di conoscere la nostra città - la mole Antonelliana, il castello del Valentino, il fiume Po ecc….- è nato il racconto “Wendy the little Italian witch”, strutturato in episodi.

Prima del racconto di ogni episodio i bambini, attraverso giochi ed attività di T.P.R., acquisivano in inglese il lessico relativo ai contenuti programmati: vocaboli inerenti a colori, animali, numeri e piccole strutture linguistiche.

In un secondo momento i bambini venivano invitati ad osservare le riproduzioni dei quadri e, sempre in Lingua inglese si scoprivano e si comparavano alcuni elementi in essi contenuti; in seguito s’improvvisavano pittori e rivisitavano con tecniche diverse i quadri utilizzati per la storia.

Alcune opere particolarmente interessanti per i bambini hanno offerto spunti per piccole drammatizzazioni, utili a rinforzare le micro strutture linguistiche acquisite. La scelta del finale affidata ad ogni bimbo ha infine permesso ad ognuno di esprimere la propria emotività ed affettività.

Si ritiene che questa scelta metodologica e didattica abbia favorito l’interdisciplinarietà tra la lingua straniera e altre aree formative. Ogni percorso annuale di approccio alla seconda lingua viene raccolto in un CD che contiene anche disegni dei bambini, alcuni materiali didattici provenienti dai Paesi partenrs del Progetto Comenio, cantilene, canzoni, fotografie che documentano i momenti più significativi e che il bambino può rivedere e riascoltare autonomamente.

A conclusione del terzo ed ultimo anno del Progetto Comenio, su proposta del Dirigente della Scuola Toscanini, si sta operando affinché tutti i lavori, relativi alle fiabe dei Paesi partners del Progetto Comenio, possano essere raccolti in un CD interattivo, contenuto nella pubblicazione di un libricino, edito da “ Il Capitello”. 



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