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Un'esperienza entusiasmante



di Fabrizia Alemanno
Liceo Statale "F. Capece" - Maglie (LE)

A Survival Kit for European Projects Management
Austria
Insegno inglese da 7 anni presso il Liceo Statale "Francesca Capece" di Maglie (LE) e circa due anni fa la mia collega Antonella, responsabile per gli scambi culturali, mi propose di richiedere insieme a lei una borsa di studio per la formazione in servizio. Accettai subito con interesse essendo profondamente convinta che l'aggiornamento all'estero
possa apportare molto alla nostra formazione.

Decidemmo di richiedere un corso in Gran Bretagna e tra le tante proposte, ne scegliemmo uno dal titolo A Survival Kit for European Projects Management;il Survival Kit è un manuale che contiene tutte le informazioni necessarie per la gestione dei progetti internazionali. Ritenevamo che in un momento in cui si dà grande importanza all'interculturalità ed ai progetti di respiro internazionale fosse fondamentale, per me, imparare come si gestisce un progetto Socrates e, per la mia collega, aggiornarsi su tale gestione.
Chiedemmo di poter partecipare al corso organizzato presso l'Università di Hull e la domanda fu accolta, per tutte e due. Avremmo dovuto partire alla fine di novembre 2003, ma, sfortunatamente, circa due mesi prima della partenza, ricevemmo un fax dall'organizzatore del corso, che ci avvisava che lo stesso non si sarebbe tenuto per mancanza di iscritti ma che un corso del tutto simile si sarebbe tenuto nel maggio 2004 a Vienna. Restammo un po' deluse all'inizio, ma poi decidemmo di contattare la responsabile del corso a Vienna perché comunque l'argomento ci interessava molto.

Dopo vari invii di e-mail e la lettura del Survival Kit che scaricammo da Internet, finalmente partimmo il 1 maggio 2004; il corso sarebbe terminato il 7 maggio, ma noi saremmo rientrate l'8. C'era lo sciopero dell'Alitalia in quel periodo, dovevamo partire da Brindisi e temevamo di non fare in tempo a prendere la coincidenza dell'Austrian Airlines Roma-Vienna. Fortunatamente non avemmo alcun problema e nel pomeriggio eravamo a Vienna, nel centro che ospitava il corso.
Era stato organizzato un cocktail di benvenuto affinché ci si potesse conoscere. C'erano circa 30 persone, non solo docenti, ma anche insegnanti universitari e ispettori , provenienti da vari paesi, tra cui Spagna, Francia, Romania, Svezia, Ungheria, Turchia……; noi eravamo le uniche italiane. La lingua di comunicazione era l'inglese che tutti conoscevamo, chi più chi meno.

Abbiamo subito familiarizzato cenando tutti insieme e presentandoci l'un l'altro; il giorno dopo, domenica, abbiamo iniziato a lavorare presentando le nostre scuole ed i progetti realizzati usando tutto il materiale che ci avevano chiesto di portare con noi. Questo ci ha aiutato a conoscere meglio le nostre culture ed il nostro lavoro.

Le esperienze nell'ambito dei progetti internazionali erano piuttosto varie; c'era chi, come me, si accostava per la prima volta al Socrates e chi, invece, aveva già lavorato con successo in quest'ambito.
Lavoravamo ogni giorno dalle 9,00 alle 18,00, con una pausa per pranzo che ci serviva per scambiarci le nostre impressioni e per rilassarci un po' dopo un'intensa mattinata.Quello che ho subito notato è stato il metodo di lavoro, così diverso da ciò che in genere facciamo in Italia; qui siamo abituati al relatore che tiene una conferenza, a volte troppo lunga, su un certo argomento, lì, invece, si è lavorato moltissimo in gruppo, mettendo in comune le proprie esperienze ed elaborando materiale che veniva poi presentato agli altri gruppi e quindi discusso e commentato.

Trovo che questo modo di lavorare sia assolutamente efficace perché condividere le proprie esperienze, esprimere i propri dubbi, discutere con gli altri ci aiuta a confrontarci, ad arricchire il nostro bagaglio di esperienze e a migliorare. I relatori erano tre, tutti  esperti nel campo dei progetti internazionali ed uno, in particolare, sulle dinamiche di gruppo; abbiamo prodotto molto materiale, conservato su un CD che ognuno di noi possiede; verso la fine del corso abbiamo anche potuto visitare delle scuole ed istituzioni viennesi (ognuno di noi ha scelto quella che più lo interessava) per conoscere il sistema scolastico austriaco.
Ogni giorno dopo le 18.00 ci si ritrovava per andare a mangiare qualcosa insieme, fare shopping o ascoltare un concerto a teatro; sono stati momenti bellissimi, ci siamo divertiti, abbiamo imparato molto e siamo diventati piuttosto affiatati, tanto che abbiamo anche organizzato una festa di addio con karaoke nel centro che ci ospitava. Abbiamo scattato tante foto che poi abbiamo messo su Internet, su un sito creato apposta da uno dei partecipanti per tenerci in contatto. Adesso alcuni di noi stanno collaborando a progetti Comenius ed altri si scambiano e-mail con regolarità, sperando in ulteriori contatti futuri.

Alla fine di questa esperienza posso dire che ho appreso molto sulla gestione dei progetti e sulle dinamiche di gruppo; ora so orientarmi all'interno di tutti gli adempimenti necessari per la stesura ed approvazione di un progetto e proprio alla fine di settembre ho gestito, insieme ad Antonella, una visita preparatoria per la progettazione di un Comenius 2.1 che dovremo presentare entro febbraio.

Credo che non dimenticherò questa mia "avventura" e mi dispiace solo che la borsa di studio per la formazione in servizio si possa richiedere ogni tre anni!


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