Un sogno diventato realtà
di Patrizia Paoletti
2 IPSSAR Palermo
Staging Foreign Language Learning
Irlanda
I have a dream…era il grido di Martin Luther King considerando la profonda ingiustizia a cui veniva relegata la razza cui apparteneva fino a metà del secolo scorso. Eppure oggi quel sogno è diventato realtà.
Chi di voi, alunno delle elementari, non ricorda il disegno fatto di un girotondo con cinque allegri bambini di tutte le razze? Quel disegno indicava molto di più di un semplice gioco per bimbi: puntava al raggiungimento di un obiettivo ben preciso che in un modo o nell'altro ha fatto parte del nostro immaginario, per cui oggi possiamo ben dire di essere cresciuti nella consapevolezza di un ideale di fratellanza, seppur di matrice illuministica, che senza dubbio ha coltivato dentro di noi il desiderio di unità fra i popoli nel rispetto delle differenze culturali, linguistiche e religiose.
Io in quel disegno naif ci ho sempre creduto e trovarmi attorno ad un tavolo in un girotondo intellettuale fatto di docenti di sette paesi diversi dello stesso continente a parlare la stessa lingua europea in un armonico contesto a base di rispetto reciproco, tolleranza e curiosità per l'altro, per la storia del suo popolo e della sua terra, avendo in comune l'obiettivo di aiutare i nostri alunni più disagiati ad apprendere la lingua straniera, è stato semplicemente fantastico.
Questo è potuto accadere grazie al fatto che siamo testimoni di un processo di riunificazione degli Stati d'Europa, la cui denominazione Unione Europea non è solo una sigla, ma un movimento di popoli che si incontrano e si integrano per diventare alla fine realmente un unicum. I nostri genitori hanno costruito le case e le strade distrutte dai bombardamenti, noi stiamo formando la coscienza di un popolo nuovo, che è alla radice delle future generazioni.
Questo è quanto accaduto durante il corso di formazione Comenius 2.2., che si è svolto a Cork, capitale della contea di Cork nel Sud dell'Irlanda, l'Isola Smeraldo (the Emerald Island), come la chiamano per il colore che assume quando la si vede fotografata dal satellite. In effetti è stato una vera e propria immersione nel verde d'Irlanda, nonostante il caos temporaneo della cittadina eletta a futura capitale culturale d'Europa per il 2005; vicina però alla famosa contea di Kerry, tutta transitabile a piedi, a cavallo o in bicicletta grazie alle immense distese di verde in tutte le sue varietà, dal verde giallo al verde intenso in un sol batter d'occhi, costellata di piccoli laghi da cui entrava e usciva per rivoli diversi lo stesso fiume, al punto che non si capiva più quale fosse il lago e quale il fiume.
A volte la sensazione era quella di sentirsi un puntino in mezzo ad un mare verde, sovrastato dal cielo d'Irlanda, noto per i suoi repentini cambiamenti: nuvole che arrivano, si ammassano e poi scompaiono di nuovo, mentre altre all'orizzonte si accalcano, spingono e in un istante oscurano il sole, rabbuiano l'aere, piove a vento e sembra il finimondo perché poco prima c'era il sole che alla fine però non delude mai. Forse è per questo che gli irlandesi sono così allegri e solari, a differenza degli altri popoli dell'Europa settentrionale, come ci fa notare il delegato del Ministero irlandese (The Irish Education System) Mr Damien O'Connor che ci ha introdotto nelle meraviglie del paesaggio irlandese oltre che in quelle del sistema scolastico. E' in quel cielo che penso a mio padre, scomparso inaspettatamente durante il mio soggiorno all'estero, la cui assenza-presenza ha velato il mio ritorno a Cork. In questo senso quel cielo in parte mi appartiene.
E' stata anche una full immersion nella lingua inglese: infatti ero l'unica italiana come Anne l'unica svedese, Mirva l'unica finlandese, Hanne l'unica di Helsinki, Chuz l'unica spagnola, Gioanna l'unica di Tessalonikki, Isabel da Lisbona, Vida dalla Slovenia, Nicoleta da Cipro, Tatiana da Lubjana, Jacinta dal Portogallo. La pausa pranzo durante i lavori era il momento di confronto fra cibi, usi e costumi dei paesi di provenienza o il momento organizzativo per partecipare ad attività tipiche del luogo: la serata di danza irlandese al Murphy's pub, la mostra sul centenario del Bloom's Day alla Galleria d'Arte, il musical all'Opera Theatre.
Il gruppo docente era formato di insegnanti delle elementari, di istituti professionali e adulti lavoratori, tra cui emigranti Lapponi in Finlandia. Diciamo dunque di aver messo nel cassetto il sogno di avere lo studente ideale, amante della lettura, della poesia, della letteratura. Per i nostri studenti, e non solo, la lingua straniera è soprattutto uno strumento funzionale alla comunicazione, elemento essenziale per integrarsi in una nuova società, per migliorare il proprio lavoro o addirittura cercarlo. Questa è un'ottima motivazione che fa da trampolino di lancio.
Ma che dire di quegli studenti di età media che per motivi familiari, sociali e culturali non riescono a trovare valide motivazioni, un'adeguata attenzione e concentrazione per lo studio perché deprivati di quella serenità di base di cui ha bisogno un normale studente? Li chiamano slow learners e il loro successo scolastico dipende per la maggior parte dal nostro modus docenti.
Ecco allora che il corso Staging Foreign Language Learning, che fa parte del Progetto Lingua 2, cominciato nel 2000, ci ha aiutato a re-impostare una metodologia didattica della lingua straniera più adeguata ai bisogni della situazione di apprendimento attraverso strategie didattiche in parte conosciute ma che esperimentate in prima persona, cioè in qualità di discenti, ci ha messo nella condizione di poter capire le difficoltà e le reazioni tipiche del nostro modo di essere di fronte alla proposta di certe attività che possono sembrare a dir poco fuori dal comune (unusual). Scopo del corso è stato infatti ravvivare l'apprendimento della lingua e rendere la classe più interattiva, creativa e pertinente. Questo si può raggiungere attraverso l'autonomia dello studente (è lo stesso studente a scegliere il materiale e a presentarlo secondo i propri desideri), l'orientamento del processo e del prodotto (il processo di apprendimento ha lo stesso valore del prodotto), l'introduzione di mezzi multimediali all'interno della classe incorporando elementi essenziali di ogni giorno.
Ma che cosa significa esattamente staging?
E' un processo ciclico fatto di cinque elementi:
1.Acquisizione della lingua e uso in un contesto creativo
2.Orientamento del processo e del prodotto
3.Presentazione creativa scritta/orale
4.Visualizzazione dei risultati
5.Azione di rappresentazione
Si può cominciare il processo con qualunque elemento e progredire in maniera individuale. Con questo nella mente si possono avere gli strumenti necessari per combinare poesia e consapevolezza interculturale attraverso l'uso dei media e della nuova tecnologia informatica. Personalmente ho trovato molto entusiasmante lavorare in gruppo su come attivare il livello poetico che c'è in ognuno di noi, partendo da semplici associazioni visive nel tentativo di esprimerle, appropriarsi delle reazioni agli stimoli emotivi, comunicare a livello personale. E' servito a superare il pregiudizio che poeti si nasce e che invece sia possibile educarsi alla poesia. Volete un esempio su come si possa usare in classe la poesia? Come una semplice ricetta:
- Prendete un pensiero personale
- Spruzzatelo con gli strumenti della lingua
- Servite in modo appropriato
Il corso è terminato con l'esposizione dell'azione progettuale in rete, che ognuno di noi ha svolto lavorando in gruppi di due o tre su diversi argomenti proposti: cucina irlandese e festività con relative ricette, romanzieri e poeti dell'ultima generazione, percorsi turistici a confronto con Slovenia e Portogallo, musica e pubs irlandesi con questionario annesso. Nessuno tra noi era interessato allo sport; ma l'hurlington, lo sport nazionale, colleziona tantissimi tifosi, che ci hanno travolto per la finale di campionato, contagiandoci con il loro entusiasmo prima e la delusione dopo.