Ho avuto ottime insegnanti madrelingua inglesi, tutte in possesso di una profonda conoscenza personale dell'isola. Mi e' stato possibile conversare con loro sulla variegata e complessa situazione locale, anche in considerazione dell' inserimento di Malta tra gli Stati facenti parte della Comunità Europea. Molto di quanto ho assimilato viene anche dalle piacevoli, informali conversazioni domestiche con la mia landlady Marie ed il suo bambino Kean. Ci siamo scambiate ricette, consigli e, essendo anche colleghe, ho potuto stabilire con lei e con il Dirigente della scuola primaria dove insegna un contatto utile per futuri scambi di corrispondenza e, forse anche un progetto di lavoro comune. La visita alla scuola comprensiva locale ha coronato la nostra futura collaborazione. Ho ricevuto in omaggio inoltre materiale didattico prodotto dagli alunni maltesi, utile per percorsi multiculturali e di bilinguismo. Kean, un tenero bilingue di cinque anni, mi ha insegnato nel tempo libero le abitudini dei bambini maltesi, i loro giochi e passatempi preferiti.
Concludo affermando che tutti gli obiettivi che mi ero prefissata sono stati raggiunti. Due settimane sono passate in un soffio ma hanno lasciato un segno tangibile. Aggiungo che sono grata a Malta per la sua elegante vitalità, per la sua cultura che mi ha aperto un orizzonte di scoperte e stimoli ad una diversa prospettiva nel considerare la lingua. Vorrei dare spessore ad un ricordo "linguistico": durante la Messa domenicale accompagnata da Marie e Kean, in maltese ho pregato Dio chiamandolo "Alla"! Strange, isn't it? Ringrazio per l'ospitalità.