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Ricordi di un viaggio a Besançon



di Cecilia Pionetti
Istituto Comprensivo di Reggiolo - SMS Carducci, Reggiolo (Reggio Emilia)


Corso: Formation de Formateurs - Démultiplicateurs en langue étrangère et professeurs
Besançon, Francia


I pensieri si affollano, le idee si accavallano le une sulle altre.
Gente che va, gente che viene…turbinio di treni in stazione: qualcuno arriva, qualcuno parte… presto, molto presto, troppo presto! E se non mi alzassi in tempo? E se il motore rombante dell'auto smettesse di rumoreggiare e si accasciasse, morto, lungo il tragitto?
Se perdessi il treno…è un incubo!


Quel giorno il treno lo presi, molto presto: a Milano avevo già alle spalle 150 km ed erano solo le 8.00 del mattino! Ancora due cambi e, alle 17.00 del pomeriggio, scesi a Besançon, capoluogo della Franca Contea, un puntino sulla carta geografica dell'Esagono, almeno fino a quel momento.


Mio Dio! Con questo zaino pesante non arriverò mai all'alloggio! Gente che va, gente che viene; contrasti di colore: il fiume, un monte, una fortezza medievale, che luce!!! No, non ce la posso fare con questo zaino, e la mappa della città non è chiara, mio Dio!

Arrivai a destinazione quel giorno, cenai, dormii. Il giorno dopo presi confidenza con la città: mi resi conto che, sulla carta geografica dell'Europa, quel piccolo segno si stava espandendo. Come da un punto di fuga scendevano verso di me strade, giardini, case, chiese, cattedrali, costruzioni neoclassiche, la cittadella fortificata e tutto questo mi apparteneva sempre più. Gettai la mappa.


Domani si inizierà con i corsi, che ansia, speriamo bene… che gente ci sarà? Forse mi sentirò sola? E se non fossi all'altezza dei colleghi? Non riesco a dormire: che fare? Ecco, leggo le proposte per i corsi! E se scegliessi quelli sbagliati?

Ho frequentato i corsi per 15 giorni dal mattino alle ore 8.30 al pomeriggio alle ore 17.45, poi ho partecipato ai forum dalle ore 18.00 alle ore 19.30. La sera spesso prendevo parte alle attività "extra scolastiche", incontri, cinema, teatro e perfino alla discoteca. Mi accorsi di sentirmi coinvolta nello scorrere lento, faticoso, ma ricco della vita "internazionale" della città: Besançon stava ampliando i suoi confini per stringere anche me nel suo abbraccio di esperienze forti, di vita vissuta, che confluivano in un solo punto da tutto il mondo.


E' passata una settimana, mi sembra di essere in questo posto da tanto tempo! Che gioia, che opportunità essere qui! Gente che va, gente che viene! Gente che porta il suo mondo!


Ho conosciuto molti colleghi a Besançon. Ci siamo scambiati idee, opinioni, esperienze di vita e di lavoro. In futuro avremo la possibilità di continuare a lavorare insieme con i ragazzi delle nostre classi, avremo occasione di scambiare materiale e programmi di studio.

Il tg mi torna in mente, il tg! Sì, ho visto scene di guerra, la fame… quanta povertà! Qualcuno è stato ucciso… macchie di sangue bagnano una strada! Gente che non va oltre, che non può più venire, gente che non tornerà più! Ospedali, morte, oggetti di morte, armi.

Ho conosciuto molti colleghi a Besançon, colleghi provenienti da tutto il mondo, da realtà di morte, di paura, di povertà, di indigenza: colleghi del Sudan, della Nigeria, dell'estremo oriente, dell'America Latina, colleghi dell'Iran, dell'Afghanistan, della Palestina, di Israele.
Besançon, quel puntino rosso su una vecchia cartina della Francia, è divenuta trampolino di lancio verso culture diverse e verso la cultura del diverso, terra di comparazione fra realtà multiformi, momento di riflessione sul nostro vissuto europeo a confronto con la realtà extraeuropea: quanto materiale, quanta esperienza da portare nelle classi e nelle nostre scuole.

 








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