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Un viaggio a Berlino



di Sabina Pesce
Liceo Linguistico Europeo "Maria Assunta" - Castelfranco Veneto, TV


Corso di formazione presso il Goethe Institut
Berlino, Germania


Quando il treno rallenta, entrando in stazione, il nostro scompartimento è già completamente in piedi.
Le borse e gli zaini sono saldamente nelle mani dei loro proprietari, che spingendo, si affollano verso le uscite.
Eccitati, gettato uno sguardo in basso per non inciampare nel predellino, scendiamo, affollandoci sul marciapiede.

Eccoci, Berlino, siamo arrivati!
Un'allegra brigata di sedicenni in una delle capitali più giovani d'Europa.Qui tutto è nuovo e in continuo cambiamento: l'architettura, che ha arricchito una città distrutta dalla guerra e martoriata dal muro; la musica, con discoteche e club di tendenza; i film, grazie al famoso Festival di Berlino; l'arte, valorizzata dalla gran varietà di gallerie ed esposizioni che presentano le vere novità europee. Per non parlare del divertimento: ristoranti, caffè, pub, discoteche e club d'ogni tipo offrono infinite possibilità di svago. Insomma, Berlino è quella che si dice una città piena di vita e di novità tutte da scoprire.

Iniziamo la nostra visita da Unter den Linden, il viale più aristocratico della Berlino imperiale e il più antico cuore della città. Lungo 1,2 km e largo 60 m, collegava la porta di Brandeburgo allo Schlossbrücke.

Fu tracciato nel 1647 per volere di Federico Guglielmo e poi allargato durante il regno di Federico II il Grande. Deve il suo nome ai tigli che lo ornavano, poi abbattuti dal governo nazionalsocialista per adattare il viale alle parate del regime. Dopo la seconda guerra mondiale Unter den Linden era completamente distrutto. Le strade principali che lo attraversano sono la Wilhelmstraße, sulla quale si trovava la cancelleria del Reich di Adolf Hitler e la Friedrichstraße, animata e ricca di vetrine scintillanti, tra cui spiccano quelle delle Galeries Lafayette e del Quartier 206.

La Porta di Brandeburgo, simbolo della città, è l'unica sopravvissuta agli anni dell'Impero Prussiano.
Fu costruita tra il 1788 e il 1791 secondo i progetti dell'architetto Langhans, ispiratosi ai Propilei ateniesi.
La porta, che si affaccia direttamente sul centro, è realizzata in pietra arenaria e sulla sua sommità giacciono la Quadriga e la dea della Vittoria. Trovandosi nella cosidetta "Terra di Nessuno", vicino al luogo in cui sorgeva il "muro", divenne figura della separazione della Germania e fu riaperta il 22 Dicembre 1989, dopo la riunificazione di Berlino Est ed Ovest. Dalla Porta di Brandeburgo, verso nord-est, si estende il Tiergarten, il polmone verde della città, che d'estate si trasforma in una grande area per allegre grigliate. In passato riserva di caccia dell'imperatore, oggi ospita il moderno Palazzo dei Congressi.

Nelle vicinanze è l'edificio del Reichstag, anticamente sede del Parlamento tedesco, bruciato nel 1933, gravemente danneggiato durante la Seconda Guerra Mondiale e poi ricostruito dall'architetto inglese Norman Foster, che l'ha incoronato con una cupola di vetro, come simbolo di trasparenza e democrazia.
Nella stessa zona si trova anche il giardino zoologico. Qui Federico Guglielmo IV fece trasferire gli 850 animali che vivevano nella sua residenza di Pfaueninsel, affidando ad Alexander von Humboldt e a Lichtenstein il compito di fondare il primo zoo tedesco (1841-44). Oggi vi sono ospitati 14000 animali, che ne fanno uno dei più grandi giardini zoologici del mondo. Nel complesso edilizio è compreso anche l'eccezionale acquario, il più ricco di specie in Europa. Piccola curiosità: ''Zoo Station'' è il titolo di una canzone degli U2 che, durante un soggiorno a Berlino per incidere un album, si recavano agli studi di registrazione prendendo la linea U2 del metrò che fa capolinea proprio allo zoo.

A proposito di trasporti: in città sono disponibili 80 bici-risciò che consentono di spostarsi lungo quattro percorsi e un "velotaxi" bianco da affittare per il giorno delle proprie nozze.

Dopo tanto movimento, decidiamo di assaggiare il rinomato Currywurst, la pietanza preferita dai berlinesi, che ne consumano annualmente 70 milioni. Si tratta di un wurstel con una salsa speciale di ketchup e curry, pancetta, stinco e speck. Infatti la cucina berlinese è rustica e sostanziosa: in un ambiente familiare vengono servite ricette casalinghe. Tipico è anche il cosiddetto Imbiss, il chioschetto dietro l'angolo. Senza dimenticare il reparto delle specialità gastronomiche nel leggendario KaDaWe (Kaufhaus des Westens).

Tappa obbligatoria a Berlino è una visita ai moltissimi tesori custoditi nei musei cittadini. Tra le "chicche" è d'obbligo annoverare la Museumsinsel, situata nella parte settentrionale di un isolotto sulla Sprea. Si tratta di un unico luogo di cultura comprendente cinque significativi edifici: il Vecchio e il Nuovo museo, Pergamon-museum, Bode-museum e la Vecchia Galleria Nazionale. Durante la Seconda Guerra Mondiale più del 70% del complesso fu distrutto. Ora solo la Vecchia Galleria nazionale è perfettamente ristrutturata.
Sulla riva orientale della Sprea si trova l'Alexanderplatz, la più celebre piazza della metropoli. Durante la svolta del 19. e 20. secolo si è si sviluppata come un noto nodo stradale, grazie anche ad una nuova stazione. Negli anni 1966-1971, con la costruzione del centro di Berlino est, sorsero un emporio, un hotel e vennero costruiti l'orologio e la fontana dell'amicizia fra i popoli, oltre alla Fernsehturm (1965-69) che, con i suoi 368 metri in altezza (la piattaforma panoramica misura 203 metri), è il più alto edificio della città.

Il nuovo centro di Berlino è però la moderna e futuristica Potsdamerplatz che appartiene di diritto alle più importanti attrazioni della capitale. Distrutta completamente durante la Seconda Guerra Mondiale ed attraversata dal muro durante il periodo di divisione della città, oggi questa piazza attira abitanti e turisti grazie ai suoi numerosi ristoranti, teatri e cinema.


Al suo centro vi sono tre grandi grattacieli, uno dei quali a specchio, la cui ombra si riflette su quello di fianco. Di notte l'illuminazione bianca rende molto suggestiva questa opera di famosi architetti. In una piazza adiacente si affacciano il cinema 3D, un teatro e un grande casinò e non lontano sorge il Sony Center (2000).
Nota piazza berlinese è anche Bebelplatz che, commissionata all'architetto G.W. Knobelsdorff (1699-1753), secondo le intenzioni di Federico II il Grande doveva rappresentare il nuovo centro culturale della monarchia, con l'Opera, l'unica che effettivamente venne realizzata, l'Accademia di Belle Arti e un nuovo palazzo. Ma la piazza è innanzitutto ricordata per il rogo dei libri (oltre 2000, di Marx, Engels, Brecht, Gor'kij, Thomas Mann, Heinrich Heine…) ordinato da Hitler l'11 maggio 1933. Un monumento dell'artista israeliano Michael Ullmann, costituito da una botola aperta nell'asfalto che contiene scaffali vuoti, commemora il famigerato evento.

Il nuovo incontra il vechio in un restauro storicamente fedele, come per l'interno del Duomo, costruito in stile neobarocco per volere dell'imperatore Guglielmo II, e soprattutto della moglie, tra il 1894 e il 1905 secondo i progetti degli architetti Raschdorff. Egli volle una cupola ricca e decorata, che ricordasse il periodo alto rinascimentale italiano. L'edificio fu distrutto nell'ultima Guerra Mondiale e venne ricostruito tra il 1975 e il 1993. Nella cripta sono conservati i sarcofagi di Federico Guglielmo, Federico I, Sofia Carlotta e dello stesso Federico Guglielmo II.
Nella parte ovest del centro di Berlino è invece situata la Kaiser-Wilhelm-Gedächtniskirche, eretta in memoria del primo imperatore degli Hohenzollern. Venne distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale e nel 1961, intorno alle rovine, furono costruite una cappella esagonale e una torre, nella quale si trova una sala commemorativa. E' un monumento simbolo di pace, di riconciliazione e del desiderio di ricostruzione dei berlinesi al termine del secondo conflitto.
Essendo sotto le feste natalizie, l'atmosfera gioiosa che avvolge la città ci spinge a gironzolare tra i numerosi mercatini per acquistare piccoli pensieri originali.
Assolutamente fuori dalla nostra portata sono le eleganti boutique degli stilisti internazionali nelle strade laterali, come la Fasanenstraße, ma diamo volentieri un'occhiata al mercatino delle pulci della Straße des 17.Juni e ai negozi intorno agli Hackesche Höfe, a Mitte, dove chi cerca qualcosa di stravagante e creativo è subito accontentato.

La notte è illuminata dai colori cangianti dei neon. Qui, nel paradiso di nottambuli, viveur o discotecomani, il divertimento è appena iniziato. Ma stanotte non saremo tra loro. E' giunto il momento che temevamo: quello di dover risalire in treno e di ripartire. Arrivederci Berlino!!!


Nella presentazione Power Point  Die Berliner Mauer (3,9 Mb), curata da Giulia Baù e Federico Spinellol'attività che ha fatto seguito all'esperienza di formazione, realizzata con la classe 3 del Liceo Lingusitico "Maria Assunta" di Castelfranco Veneto








 


 



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