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La ricchezza della diversità



di Mariagrazia Babetto
Scuola primaria “Leonardo da Vinci”-Circolo Didattico di Albignasego - Padova

Corso: "Bringing British culture to life" - Londra, UK


Non posso negare di essere partita con un po’ di ansia il 14 agosto 2005 per le mie due settimane di  corso presso la Bell Languages School  di Londra.

Le notizie che arrivavano in Italia dopo gli attentati del 7 luglio e quelli falliti del 21 non erano rassicuranti, ma devo ammettere che una volta arrivata a destinazione mi sono subito sentita molto più tranquilla, vedendo una città che reagiva con determinazione e l’evidente volontà di riprendere immediatamente una vita normale senza farsi scoraggiare dalla paura che il terrorismo voleva provocare.

Immagine tratta dall'archivio DIA di IndireNel corso che ho scelto e che si intitolava “Bringing British culture to life” ho trovato colleghe di ogni parte d’Europa (Spagna, Polonia, Ungheria, Grecia, Austria) che come me volevano approfondire la loro conoscenza sulla società britannica e le motivazioni storiche, geografiche, sociologiche e culturali che sono alla base del tipico modo di vita dei popoli anglosassoni e dei cambiamenti ora in atto.

L’insegnante che ci ha seguito per la maggior parte del tempo è stata veramente propulsiva, molto attenta a cogliere e a soddisfare tutte le richieste e le curiosità che il gruppo manifestava.Il corso ha puntato soprattutto a creare significative occasioni che potessero permetterci di entrare nel vero spirito British per coglierne tutte le sfumature e darci la possibilità di organizzare al meglio le conoscenze che avevamo e stavamo arricchendo.

Una delle cose che mi sono rimaste più impresse è stata la visita alla Blackfriars Crown Court, durante la quale abbiamo avuto la possibilità di parlare del sistema legale britannico con un giudice e poi di assistere alla selezione dei giurati e ad alcuni dei processi penali che venivano svolti nella mattinata.

Un giornalista della BBC Radio ci ha parlato del sistema della comunicazione non solo radio-televisiva ma anche dei quotidiani e delle riviste diffuse nel  Regno Unito, approfondendo aspetti che avevamo già affrontato in aula con l’insegnante e che ci permettevano di cogliere le differenze e le peculiarità di ciascuna testata. Tra l’altro eravamo state invitate proprio a leggere ogni giorno almeno un quotidiano o una rivista di cui la scuola aveva delle copie, proprio per abituarci a vedere il diverso stile di linguaggio usato e l’impostazione.

Non sono mancati poi appuntamenti culturali: una lezione sul teatro di Shakespeare ha anticipato la visione poi dello spettacolo The Tempest al Globe Theatre di Londra, una fedele ricostruzione del teatro dove il famoso commediografo rappresentava i suoi lavori. Per quanto riguarda i musei, l’insegnante ha scelto di farci vedere forse una delle sedi che di solito come turisti si tende a lasciare in disparte, il Victoria and Albert Museum, che è però il posto dove meglio di ogni altro si può ammirare e avvertire il tipico senso estetico che si è sviluppato nell’isola.

Una proposta molto interessante è stata poi la visita ad uno dei quartieri molto eleganti della città,  Hempstead, da cui abbiamo goduto di una veduta panoramica di Londra e dove abbiamo avuto una bellissima lezione di storia da una guida turistica davvero molto preparata anche sugli aspetti più curiosi, e ricca di aneddoti …

Dal momento che si è anche affrontato lo studio dei diversi sistemi scolastici europei e la peculiare organizzazione di quello britannico, non poteva poi mancare una visita ad Oxford coi suoi famosi College per comprendere appieno qual è la vita di uno studente che ha la possibilità di arrivare a questa prestigiosa città per completare la sua formazione scolastica.

E il cibo? Beh, anche l’assaggio dei prodotti tipici faceva parte del programma del corso, ma l’approfondimento poi della lezione è stato lasciato al libero……arbitrio…..

In aula ognuna di noi ha  poi partecipato ad lavoro di gruppo su un particolare aspetto della civiltà, a propria scelta. Io con altre due colleghe abbiamo lavorato sul “British sense of Humour” non solo attraverso ricerche su testi, riviste e in Internet, ma soprattutto intervistando dal vivo varie persone sul loro modo di vivere certe situazioni e le reazioni che manifestano. Devo dire che già rispondere in una giornata di pioggia, in strada, alle nostre domande, è stato un esempio di un ammirevole e naturale “senso di adattamento” che il popolo dell’isola manifesta nelle più svariate condizioni…..

Immagine tratta dall'archivio DIA - INDIRECi siamo soffermate poi ad analizzare le profonde trasformazioni in atto nella reale situazione sociale, dovute soprattutto all’afflusso di persone che da decenni migrano da tutto il mondo, in particolare dalle ex colonie, verso quest’area d’Europa e alla loro reale integrazione col resto della nazione.
Non poteva mancare una visita guidata al cuore politico del Regno Unito, le Houses of Parliament, dove, dopo vari controlli che per motivi di sicurezza sono ora particolarmente accurati, abbiamo potuto ammirare le meravigliose sale dove si riuniscono sia la Camera dei Lords che quella dei Comuni. Nella parte più antica dell’edificio era inoltre allestita una mostra sul fallito attentato di Guy Fawkes, di cui ricorre quest’anno il 400° anniversario.

Grazie alla varietà dei nostri Paesi d’origine, abbiamo potuto confrontarci su ogni argomento, riferendo alle altre compagne di corso le caratteristiche peculiari di ciascuna parte d’Europa da cui noi provenivamo, apportando quindi una fondamentale ricchezza di stimoli alla discussione che si svolgeva in aula.
Il materiale che ci è stato consegnato è stato veramente notevole e ciascuna di noi lo adatterà alle esigenze specifiche della scuola in cui insegna. Nel mio Circolo da anni, nell’ultimo biennio della scuola primaria, si propone il “Progetto Babele” che ha proprio lo scopo di far avvicinare gli alunni alla cultura e alla civiltà di più popoli stranieri, in particolare dei Paesi anglofoni e francofoni oltre a Spagna e Germania.

L’aver potuto raccogliere e confrontare dal vivo informazioni su usi e costumi, storia, politica,  letteratura e attualità di tante nazioni, è stata un’occasione speciale per dare poi agli alunni materiali, conoscenze e occasioni di contatti che li possono davvero aiutare a superare le stereotipie ancora diffuse sui diversi  popoli e a comprendere meglio la profonda ricchezza che diverse culture  apportano per realizzare una reale e sempre più condivisa e partecipata dimensione europea.



 


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