Scambio interculturale a 1000 colori
di Anita Bifulco
Circolo Didattico Statale “Anna Frank” – Binasco – Milano
In-Service Professional Development Course for Non-Native Teachers of English at Primary
Dublin - Irlanda
La mia esperienza a Dublino:
scambio interculturale e dimensione europea in una città dal cielo di mille colori
21 agosto 2005, … ed ecco arrivato
il giorno della partenza.
Confesso che giorni prima ero piuttosto titubante rispetto a questa esperienza ma allo stesso tempo desiderosa di affrontarla pienamente e viverla fino in fondo. Titubante perché ero la sola dell’Istituto ad aver partecipato e l’idea di andare in un Paese straniero, senza essere accompagnata da alcun collega, un po’ mi agitava.
Mesi prima, quando avevo saputo della possibilità di partecipare alla selezione, con molta determinazione ed entusiasmo avevo preso la decisione di presentare la mia candidatura, anche perché già da qualche mese pensavo di organizzare un viaggio all’estero per approfondire le mie conoscenze in ambito linguistico e metodologico. L’Irlanda, poi, era tra le mete preferite perciò tutto sembrava essere arrivato al momento giusto.

Il punto di ritrovo era all’aeroporto di Linate…una domenica mattina che ricordo perfettamente per il cielo grigio e per i miei
mille interrogativi su chi avrei incontrato e su cosa mi avrebbero proposto. Lì ho trovato un gruppo abbastanza consistente di insegnanti della primaria e della secondaria: osservavo i loro volti per individuare la persona o le persone con cui avrei legato…! Già prima dell’imbarco e poi in aereo ho conosciuto alcune insegnanti della primaria con cui ho condiviso le varie esperienze vissute durante il nostro soggiorno.
Dublino ci ha accolto con un cielo altrettanto grigio. L’incontro con le famiglie ospitanti è stato piacevole e simpatico; la prima conoscenza è avvenuta in auto e poi a casa davanti ad una buona tazza di tè. In casa ero con un’altra insegnante ma la famiglia già ospitava due studentesse (un’italiana ed una svizzera) frequentanti la nostra stessa scuola. Ogni giorno il confronto avveniva non solo a scuola con le altre insegnanti ma anche in famiglia con le due studentesse che vivevano situazioni completamente diverse dalle nostre.

Abbiamo constatato che
la scuola era molto ben organizzata sia dal punto di vista didattico che culturale e sociale.
I
formatori erano abbastanza giovani, molto simpatici e coinvolgenti: le prime due ore del mattino erano dedicate alla grammatica inglese (prima di iniziare il programma, il docente

lo ha discusso con noi per capire le nostre reali esigenze); le altre due ore erano relative alla
metodologia didattica (i docenti hanno sottolineato l’importanza delle canzoni, del “role play”, delle storie, di Internet nell’apprendimento della lingua inglese).
Abbiamo anche seguito
un seminario culturale che ci ha consentito di riflettere e capire meglio la storia, la cultura, la religione, la situazione attuale di un popolo profondamente orgoglioso del proprio passato e delle proprie tradizioni.
In classe
eravamo, per la maggior parte, insegnanti italiane; c’era anche un’insegnante proveniente dall’Ungheria ed una dalla Repubblica Ceca. Non ci sono stati problemi di integrazione: già dai primi giorni, durante le lezioni, grazie anche alla capacità dei nostri formatori, si discuteva sulle eventuali differenze tra i diversi sistemi scolastici europei, il metodo di insegnamento o esigenze/difficoltà particolari degli alunni. Si è discusso anche della possibilità di prevedere una
futura cooperazione europea, non a caso lo scambio di indirizzi era mirato proprio a tenerci in contatto per valutare eventuali proposte e collaborazioni.
Dopo la pausa pranzo, momento fondamentale per discutere di ciò che ci veniva proposto quotidianamente in classe, il pomeriggio era dedicato alle visite culturali, a mio parere molto utili per capire la cultura ed il modo di vivere di un popolo. Le guide che ci accompagnavano ci hanno fatto conoscere angoli molto belli della città, monumenti e luoghi di interesse. Poiché il tutto avveniva in lingua inglese, è stato interessante notare come le diverse persone (a scuola, nelle attività culturali pomeridiane e in famiglia) presentavano accenti diversi a cui, all’inizio, è stato un po’ difficile abituarsi.
Questa esperienza è stata estremamente positiva per molteplici motivi: non si è trattato solo di un perfezionamento linguistico e metodologico, ma anche di una crescita personale notevole. Gli spunti didattici proposti dai nostri formatori hanno determinato uno stimolo ed un coinvolgimento concreti per una vera crescita professionale.
Tutte le attività avevano come obiettivo principale
la reale partecipazione dell’alunno, il suo apprendimento attraverso un attivo coinvolgimento: il messaggio intrinseco, durante le varie lezioni metodologiche, era che i bambini devono essere condotti verso l’apprendimento attraverso il movimento e il “fare”, questo è ciò che bisogna considerare quando si pianificano delle attività in classe. Infatti, i formatori ci hanno invitato a “mettere in pratica” tutte le attività da proporre agli alunni e vi assicuro che è stato molto simpatico e divertente!

Non solo
il Paese ospitante ha offerto tanti input per la nostra professionalità ma lo stesso
confronto con altri colleghi è stato estremamente importante e costruttivo, ha dato modo di conoscere altre realtà scolastiche e territoriali, altre metodologie e vissuti.
Le due settimane sono trascorse velocemente e i ricordi sono tanti:
la confusione dei tipici pub irlandesi, il profumo di Irish coffee, la vivacità delle danze popolari, le onde che si infrangono contro le scogliere (che abbiamo avuto modo di osservare durante un’escursione alle isole Aran), i compiti assegnati dai nostri formatori che ogni sera eseguivamo, la complicità con le compagne del corso con alcune delle quali si è creata una bella amicizia, tanta collaborazione e sostegno reciproco… ma porterò con me soprattutto la bellezza del cielo che, rapidamente, cambiava colore.