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FOLIA, un assaggio d'Europa per piccoli gruppi di giovani di vari paesi

Un progetto di ospitalità multilaterale, nell’ambito del Programma Gioventù Azione 1, con finalità ed obiettivi che vanno nella stessa direzione di altri progetti in dimensione europea. La testimonianza della professoressa Di Girolamo dell'ITC Da Vinci di Potenza ci dà l'occasione per presentare altre opportunità da affiancare nella scuola allo svolgimento di un progetto Comenius.

Il “Leonardo da Vinci” è un Istituto Tecnico Commerciale con due indirizzi: IGEA e linguistico. Da sempre attento a favorire la conoscenza di altre culture e a potenziare la competenza linguistica, realizza:

  • scambi culturali fin dal 1991/92 con la modalità dell’ospitalità in famiglia per un periodo massimo di 2 settimane; nel corso degli anni si sono realizzati scambi con la Francia, l’Austria, il Canada, la Grecia, la Germania, gli USA, la Repubblica Ceca, Barbados; alcuni di questi scambi si sono consolidati nel tempo anche grazie a rapporti personali e si realizzano tutti gli anni;
  • mobilità studentesca secondo la modalità dell’accoglienza di studenti stranieri nella nostra scuola o dell’invio di nostri studenti all’estero, sulla base di programmi Intercultura bimestrali, trimestrali o annuali;
  • formazione in servizio: molti docenti della nostra scuola colgono l’opportunità dei periodi di mobilità usufruendo di borse individuali nel programma Socrates, azione Comenius;
  • assistentato linguistico Comenius: ospitalità di uno studente universitario di un paese dell’U.E., assegnatario di borsa del Programma Socrates; nell’anno 2004/05 è stata ospitata la studentessa del Regno Unito Laura Richardson che ha collaborato alle attività didattiche della scuola;
  • numerosi soggiorni studio nei vari paesi dell’U.E. della durata di 1 o 2 settimane;
  • scambi di ospitalità multilaterale, Programma Gioventù dell’U.E. Questa tipologia di attività viene realizzata solo dal corrente anno scolastico, dopo aver stipulato una convenzione con l’agenzia Euro-net Basilicata, centro selezionato per le reti europee Europe Direct ed Eurodesk. Essa ci propone i progetti che si vanno realizzando nei vari paesi europei, la scuola valuta, di volta in volta, la valenza del progetto e l’opportunità o meno di partecipare.


Il carattere di ‘novità’, per la nostra scuola, di questo tipo di progetto ci ha subito posto di fronte al problema della progettazione e documentazione dello stesso di cui espongo, in sintesi, i punti salienti che, ritengo, potrebbero essere di aiuto a colleghi di altre scuole che volessero partecipare al programma Gioventù (apri approfondimento).

Nessuno di questi progetti esclude mai l’altro nello stesso anno scolastico, in quanto tutti, sia quelli rivolti agli studenti sia quelli rivolti ai docenti, hanno come scopo l’educazione interculturale che è il filo rosso che li caratterizza tutti. Ovviamente, tra i progetti rivolti agli studenti, gli scambi culturali, gli scambi multilaterali e i soggiorni studio sono maggiormente mirati al potenziamento linguistico, al confronto con realtà ed identità culturali diverse, al fine di promuovere nella scuola la crescita della dimensione europea e nei giovani il senso dell’identità europea.

Il progetto “FOLIA” è stato organizzato dalla Diputación (provincia) di Huelva, capoluogo dell’Andalusia, in Spagna, a circa 90 Km da Siviglia ed ha avuto come tema: ‘l’ambiente’ e la finalità di sviluppare la sensibilità dei giovani alla cultura ambientale, anche in seguito al grande incendio che, nel 2004, ha distrutto una vasta zona rurale e boschiva intorno a Huelva, con gravi ripercussioni sul tessuto lavorativo e sullo sviluppo dell’area.

I FASE: seminario di contatto - visita preparatoria
Tra il 21 e il 23 febbraio si è svolta la visita preparatoria dei leader dei vari paesi partecipanti. Per questo motivo, mi sono recata a Huelva dove, ospite delle due rappresentanti della Diputación responsabili del progetto, sig.ra Cinta Flores Pérez e sig.ra Pilar Vélez Calero, insieme ai leader degli altri paesi partecipanti, ai responsabili dell’organizzazione logistica e al Sig. Antonio Caceres, direttore del centro Area de Desarollo local y Fomento de Empleo, si è svolta la riunione operativa preparatoria del progetto. Abbiamo preso visione del programma definitivo, concordando le attività da realizzare, le lingue veicolari (inglese e francese) da utilizzare, armonizzando le varie proposte e richieste avanzate dai leader relativamente alle attrezzature di cui usufruire e agli aspetti delle serate a tema. Ogni leader ha presentato la propria scuola, istituzione o associazione, le caratteristiche del gruppo e la motivazione della propria partecipazione al progetto.

II FASE: realizzazione del progetto
Il progetto si è svolto dal 01 al 08 marzo 2006 ed hanno partecipato ad esso cinque ragazze dell’indirizzo linguistico, selezionate in base al merito, le quali hanno sostenuto solo il 30% delle spese di viaggio (€. 230,00), essendo tutto sovvenzionato dall’Unione Europea; i 33 ragazzi dell’intero gruppo erano studenti di scuola secondaria o universitari appartenenti ad associazioni di vario tipo; la Spagna era rappresentata da un gruppo di studenti di scuola superiore e da un gruppo di giovani ragazze che lavorano nel sociale.
Subito dopo l’accoglienza all’aeroporto di Siviglia  da parte di alcuni rappresentanti dell’organizzazione spagnola e il trasferimento in macchina a Huelva, presso il locale ostello della gioventù, l’atmosfera è apparsa serena e cordiale fin dalle iniziali attività di icebreaking, durante le quali ci siamo conosciuti meglio e abbiamo familiarizzato.

Già dalla mattina seguente siamo stati ricevuti nella sede della Diputación di Huelva da Manuel Guerra, deputato allo sviluppo locale; il contatto con le istituzioni ha caratterizzato in modo intenso e continuo tutto il progetto per i vari incontri con l’intero staff dell’Area de Desarollo local y Fomento de empleo (Area di sviluppo locale e promozione del lavoro) durante i quali sono stati illustrati vari progetti finalizzati alle necessità locali nel campo del lavoro, in attuazione degli obiettivi di Lisbona 2010 e della strategia europea per l’occupazione.

Il programma delle attività e delle escursioni ci ha dato la possibilità di lavorare in modo proficuo ed interessante e, al tempo stesso, di visitare i luoghi più significativi della zona: le località di Palos e Cortegana, nella sierra e il paesino di Gibraleon, dove siamo stati ricevuti in municipio alla presenza di un’emittente televisiva. Qui si è svolta anche un’attività di ‘valutazione intermedia’ del progetto cui hanno preso parte tutti i giovani i quali hanno espresso le loro impressioni sulle attività sotto forma di messaggi da inviare ad amici o genitori. Altre visite sono state effettuate nelle zone devastate dall’incendio, alle enormi miniere di rame di Riotinto alla presenza della televisione nazionale, ed infine ai “Luoghi di Colombo”, nel porto fluviale di Huelva.

Al di là di queste mattinate intense, fatte di escursioni e di incontri con i rappresentanti delle istituzioni, ci sono stati, presso i locali dell’ostello, i workshop che ci hanno coinvolti tutti nella discussione e nella elaborazione di materiale diverso. Il gruppo di ciascuna nazione ha avuto l’opportunità di illustrare il lavoro di preparazione, svolto prima della partenza, relativamente agli usi, costumi, tradizioni e istituzioni del proprio paese attraverso video e fotografie. Le ragazze italiane hanno illustrato una presentazione in power-point relativa agli aspetti storici, culturali, artistici dell’Italia, alle caratteristiche principali della nostra regione e della nostra città, soffermandosi sulle abitudini, le passioni e i modi di vivere il tempo libero dei giovani. In questa fase è stato molto stimolante e costruttivo confrontarsi con i giovani delle altre nazioni, perché il contatto, sia pure solo visivo o verbale, con le altre culture ha contribuito a suscitare interesse e curiosità per il diverso e a far scoprire i tanti elementi che abbiamo in comune.

E’ stato realizzato un laboratorio su ‘pregiudizi e stereotipi’: ogni gruppo ha lavorato alla rappresentazione con poster, sceneggiate o presentazioni in power-point dell’idea che si aveva di uno dei paesi partecipanti prima di conoscerlo.

Le ragazze italiane hanno lavorato sull’Egitto evidenziando, da una parte, l’idea stereotipa che si aveva di quel paese e, dall’altra, il contrasto con l’attualità, il progresso e il modo di vivere occidentale nelle grandi città egiziane, riscontrando che i giovani di quel paese hanno molti aspetti in comune con i coetanei europei.

Di  pomeriggio sono stati anche realizzati dei workshop in cui i gruppi di lavoro, formati da un ragazzo di ogni paese, hanno rappresentato, secondo la fantasia e le riflessioni fatte al loro interno, le esperienze delle visite guidate e degli incontri realizzati nelle mattinate. Ciascuna ragazza italiana ha partecipato ad un workshop diverso e, nella fase finale, ogni gruppo ha presentato il proprio lavoro, aprendo così il dibattito e il confronto critico su quanto emerso dai vari workshop. E’ venuta fuori tutta la creatività dei giovani, la loro facilità a comunicarsi esperienze personali, l’abilità nell’utilizzare le nuove tecnologie e la capacità di lavorare insieme.

Le ore di lavoro sono state intervallate da serate nazionali in cui ogni gruppo ha presentato il proprio paese, avvalendosi di video, foto, danze tradizionali; ha, inoltre, cucinato ed offerto un proprio piatto tradizionale. Il gruppo italiano ha preparato uno stand con i prodotti tipici, un info-point con opuscoli, cartine e depliant sull’Italia e la Basilicata, cartelloni con lezioni di lingua italiana informale ed espressioni tipiche usate nel linguaggio giovanile, musiche e balli tradizionali.

L’ultima sera è stata dedicata alla festa interculturale durante la quale, con metodiche varie, sono state fatte le valutazioni del progetto, dei partecipanti, dei progetti giovanili in generale, rilevando il livello di gradimento e le motivazioni dei giovani. Tra musica, danze popolari e scambi di opinioni, si è consolidata una amicizia tra i partecipanti che noi tutti ci auguriamo possa durare nel tempo a dispetto delle distanze e delle diversità. Siamo tornate a casa arricchite da questa esperienza che ci ha dato l’opportunità di vivere, seppure una sola settimana, in una realtà diversa a contatto con giovani di altri paesi i cui modi differenti di pensare e agire non rappresentano barriere, né significano non potersi integrare perché il confronto rappresenta sempre un arricchimento non solo culturale e linguistico ma anche dal punto di vista umano. Le ragazze italiane hanno valutato positivamente il progetto il quale, pur con qualche limite (per esempio poco rispetto dei tempi previsti), ha rappresentato un’esperienza da valutare sicuramente in modo positivo e, perché no?, da ripetere.

di Mariella di Girolamo, ITC Leonardo da Vinci Potenza



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