Le fasi del progetto si dividono in:
1. analisi del contesto, in cui i partner si dedicano soprattutto alla comparazione dei sistemi educativi e delle attività di formazione iniziale nei rispettivi Paesi
2. attività di ricerca e mobilità
3. valutazione e disseminazione dei risultati.
La nostra attenzione si focalizza, oggi, sulla seconda fase.
L’attività di ricerca mira ad individuare elementi chiave, definibili a livello europeo, e le procedure da eliminare o rafforzare, all’interno di ciascun Paese, al fine di consolidare uno “spazio europeo” per la mobilità degli studenti di istruzione superiore. Inspirandosi alla Dichiarazione di Bologna e al Consiglio Europeo di Lisbona, un buon Docente Europeo dovrebbe essere in grado di cogliere gli aspetti comuni e creare collegamenti tra i diversi sistemi educativi per rispondere alle esigenze di contesti diversi.
La metodologia usata è quella di definire degli indicatori tramite l’analisi delle aspettative, realizzare strumenti (prima della mobilità: interviste, Focus group; durante la mobilità: “situazione Acquario”; dopo la mobilità: interviste) per analizzare le pratiche attuali, implementare un tirocinio pratico.
La mobilità dei futuri docenti è uno strumento essenziale per migliorare la dimensione europea dell’insegnamento. In tal modo è possibile comparare i differenti sistemi educativi e apprendere nuovi metodi di insegnamento, sperimentare le conoscenze in diversi contesti scolastici, migliorare la padronanza delle lingue straniere, informarsi più a fondo sui programmi europei.
L’attività di mobilità viene sostenuta da un gruppo di esperti in ogni istituto.
Di particolare importanza le figure del “mentore” (con compiti di organizzazione per la mobilità e di contatto fra gli studenti e il supervisore e il tutor), del supervisore (uno per area disciplinare sia nell’istituto ospitante che in quello di partenza), del tutor (docente di scuola secondaria), degli insegnanti dei corsi di “sopravvivenza” (18/24 h), incentrati sulla lingua e cultura del paese ospitante.
I futuri insegnati per la mobilità sono stati selezionati dalle istituzioni partecipanti secondo criteri nazionali ed europei. Gli istituti hanno inoltre stabilito il periodo della mobilità, le aree disciplinari, un piano comune di mobilità, la verifica e la certificazione dei risultati raggiunti.
I candidati dovranno avere una capacità di adattamento a vivere e lavorare in un nuovo ambiente, avere una competenza linguistica per poter fare il tirocinio pratico in classe, essere disposti a preparare dettagliate relazioni scritte, avere uno spiccato interesse a sviluppare le proprie competenze in un ambiente di crescente cooperazione tra i diversi sistemi educativi europei. La priorità viene data ai candidati disabili o svantaggiati da un punto di vista socio-economico.
Per quanto riguarda l’Italia, nel Progetto in questione sono stati applicati i seguenti criteri: conoscenza di almeno due lingue straniere, laurea con tesi sulla didattica, competenze nel campo delle nuove tecnologie, partecipazione a seminari rilevanti, eventuali pubblicazioni.
La divisione degli studenti in mobilità è stata così effettuata:
Dieci studenti italiani di Matematica/Fisica/Informatica hanno effettuato la mobilità nella Repubblica Slovacca, mentre dieci di Scienze naturali/Sport/Lingue straniere/Scienze umanistiche si sono recati in Norvegia per un mese.
Di otto studenti della Repubblica Slovacca di Matematica/Fisica/Informatica, quattro hanno effettuato la mobilità in Italia, quattro in Norvegia per un mese.
Di nove studenti norvegesi di arte/economia domestica/sport/religione, due hanno effettuato la mobilità nella Repubblica Slovacca, sette in Norvegia per un mese.
Il programma della mobilità prevede talune attività preparatorie prima della partenza (informazioni generali sul progetto, presentazione degli strumenti per la ricerca, corso sulla cultura del Paese ospitante, illustrazione delle aspettative, corso di inglese) mentre durante la mobilità si prevedono attività didattiche e culturali e un corso organizzato con l’aiuto delle Agenzie nazionali sui programmi Socrates e Leonardo.
Come risultati sono previsti la produzione di un video e un report finale. Gli studenti vengono immersi in una particolare situazione didattica: una volta presa visione del contesto e di eventuali problematiche, dovranno proporre le loro idee e strategie ed adattarle al loro ambiente socio-culturale.
Per facilitare il riconoscimento delle attività svolte dai futuri insegnanti negli istituti partner si è ricorsi ai sistemi di accreditamento elaborati dalla Commissione Europea, fra cui EUROPASS.
Per quanto riguarda l’uso degli ECTS all’interno del progetto, il sistema di trasferimento dei crediti creato dalla Commissione Europea per facilitare il riconoscimento di competenze acquisite e il trasferimento da un istituto all’altro, è stato deciso di accreditare 10 crediti per 100 ore di tirocinio nell’arco di un mese.
di Vlentina Tornabene, ARCES Palermo
Firenze, 5-9 Novembre 2003