E che stia crescendo la consapevolezza che i processi educativi, nella loro espressione del fare e riflettere insieme quale è quella dei progetti Comenius, abbiano un ruolo determinante nella costruzione del cittadino europeo, la persona cioè capace di capire e conciliare la propria storia con altre diverse da sé, lo si può intuire a partire dai numeri.
Nell’anno 2002 i progetti presentati dalle scuole italiane all’Agenzia Socrates, in partenariato con scuole amiche di altri paesi, che si autodefinivano, fra l’altro, come progetti sulla cittadinanza europea, furono 150. Nell’anno successivo i progetti sono stati 596, coinvolgendo, nell’attività insieme, istituzioni di ogni ordine e grado di molti paesi. Il fenomeno è comunque trasversale, interessando anche le iniziative proposte da altri paesi alle proprie agenzie.
Se passiamo a leggere anche solo i titoli dati ai progetti ci possiamo rendere conto dell’impegno che docenti ed allievi hanno messo nel proprio lavoro di insegnamento/ apprendimento per dare a questo la dimensione europea e come lo spirito della Costituzione trovi nel processo una sua espressione concreta. Scoprire che prendere coscienza della diversità dell’altro non allontana ma che il confronto arricchisce, consente il superamento dell’esclusione e della marginalità nel recupero della centralità dell’uomo, è la costante che attraversa tutte le iniziative che le scuole Comenius hanno realizzate nel tempo. La fantasia nelle metafore utilizzate per rappresentare l’Europa è ricca: l’arcobaleno, il ponte, il mosaico, il puzzle, la casa comune.
Basta qualche citazione di titolo per chiarire l’idea: "Così tanti colori, e’ un arcobaleno: condividendo idee con la gente, scopriamo il significato delle differenze come valore e ricchezza", "Un mosaico di voci", "Costruiamo i ponti", "Radici comuni, Europa comune", "Conoscere, collaborare, crescere insieme", "Mani attraverso l’Europa", "Il mio + il tuo = il nostro", "Superando i confini", "Diversi ma uguali", "Contro i pregiudizi", "Il puzzle dell’Europa, ogni pezzo è importante", "Culture diverse, una sola voce".
Entrando poi nelle tematiche affrontate dai progetti, sempre secondo la metodologia del confronto che evidenzia differenze e similitudini, e seguendo il procedere nell’approfondimento della conoscenza reciproca e del fare insieme, vediamo che il filo conduttore del lavoro comune passa attraverso l’indagine storica, la cultura e le tradizioni, il patrimonio artistico, il gioco e lo sport, la letteratura e la musica, l’ambiente e gli alimenti.
Nel particolare dunque, scorrendo i titoli ritroviamo che a scuola ci siamo occupati di storia e di tradizioni culturali: "Alla ricerca delle nostre origini: i Romani", "Cosa ci raccontano le pietre", "Celebriamo le differenze per arricchire la nostra comune cultura europea", "L’influenza della cultura greco-latina nella società, cultura e scienza europee", "Mediterraneum: mare di storia e di cultura" "Storia orale. L’esperienza che ho avuto della guerra", "Dai primi contatti tra la cultura romana e quella nordica ad una reciproca comprensione interculturale", "Il patrimonio culturale, storico e ambientale della nuova realtà europea". Ed anche di patrimonio artistico, artigianale, di folclore, di sport e, di fiabe: "Arte a scuola", "Comunicazione interculturale attraverso l’arte e lo spettacolo", "Costruzione di una casa comune attraverso l’arte e lo spettacolo", "Feste e tradizioni intorno al mediterraneo", "Fiaba in rete attraverso l’Europa", "Giovani artisti per un’Europa giovane", "Lo spirito di Olimpia nella vita e nello sport", "Mestieri, arti e tradizioni: ricchezza d’Europa", "L’Europa nelle nostre città", "Teatro senza frontiere", "Turismo: la nostra via per l’Europa". "Il sogno europeo: i giovani europei all’inizio del XXI secolo. Usi, costumi, speranze".
Anche il cibo e l’ambiente sono temi frequentemente affrontati dalle scuole, come elemento del percorso didattico verso l’Europa: e a proposito di ambiente, soprattutto l’acqua è il centro dell’attenzione, come vita, come mare, come salute. Come dice un progetto: "L’acqua di qua, l’acqua di là, l’acqua in tutte le sue forme e nei di versi paesi".
Sempre e solo dai titoli ci possiamo rendere conto che nei progetti è possibile ritrovare un successivo livello di elaborazione, con lavori mirati più precisamente a capire cosa significhi l’Europa nelle opportunità e modalità di lavoro, come, ad esempio, quando nei progetti comuni si parla di "Formazione dei giovani imprenditori europei" o di "Primi passi nel mondo professionale europeo", "I mercati europei", "Le ricadute dell’Euro sul nostro territorio".
Interessanti, in maniera speciale, ci sembrano i titoli che fanno riferimento ad una riflessione sull’Europa che cambia ed alla acquisizione di nuove consapevolezze, nella quale l’espressione cittadinanza si fa esplicita: "Allargamento geografico e approfondimento istituzionale della UE per un progetto originale di cittadinanza", "Costruire la cittadinanza europea", "Sviluppare una coscienza europea nelle generazioni del nuovo secolo", "Dalla cittadinanza tradizionale alla cittadinanza europea", "Diritti umani e globalizzazione", "Europa: educazione all convivenza", "Fazioni, Frazioni, Azioni, l’Europa come melting pot attraverso la cultura", "Imparare dall’Europa, imparare per il futuro", "La scuola come spazio dei futuri cittadini europei", "Nuovi linguaggi per diventare cittadini europei", "Come sviluppare l’autonomia cooperativa come metodo per costruire la cittadinanza europea". E nelle scuole Comenius ragazzi di paesi diversi si sono confrontati ed hanno elaborato un percorso di studio sui rapporti con le istituzioni: "Il cittadino e le istituzioni europee", su tolleranza e valori sociali: "Tolleranza nella casa di sogno europea", "Contro il razzismo, l’intolleranza e la violenza", "Il fenomeno del terrorismo", "Le scuole europee ed il malessere dei giovani", "L’insegnamento dei valori".
Siamo dunque di fronte all’affermazione di un processo educativo che, attraverso i progetti Comenius, riconosce l’Unione europea come entità culturale e politica di riferimento e che elabora il proprio contributo per preparare i giovani al loro ruolo di cittadini europei, capaci cioè di conciliare, nella loro vita, gli obiettivi nazionali ed europei. E se andiamo a vedere nel grande archivio delle esperienze Comenius, come questo si è andato esplicitando attraverso gli oggetti che il processo educativo ha delineato e prodotto, ci rendiamo conto che il cittadino europeo che nella scuola si è elaborato e sperimentato ha già il profilo ed è portatore dei valori indicati nella Costituzione Europea. Basta leggerne il Preambolo ed estrapolarne qualche frase:
".. Ispirandosi alle eredità culturali, religiose ed umanistiche dell’Europa, i cui valori, sempre presenti nel suo patrimonio, hanno ancorato nella vita della società il ruolo centrale della persona, dei suoi diritti inviolabili ed inalienabili e il rispetto del diritto;
Convinti che l’Europa… intende proseguire questo percorso di civiltà, di progresso e prosperità per il bene di tutti i suoi abitanti, compresi i più deboli e bisognosi; che vuole restare un continente aperto alla cultura, al sapere ed al progresso sociale; che desidera… operare a favore della pace, della giustizia e della solidarietà nel mondo;
Persuasi che i popoli dell’Europa, pur restando fieri della loro identità e della storia nazionale, sono decisi a superare le antiche divisioni e, uniti in modo sempre più stretto, a forgiare il loro comune destino;
Certi che "unita nella diversità" l’Europa offre loro le migliori possibilità di proseguire, nel rispetto dei diritti di ciascuno e nella consapevolezza delle loro responsabilità nei confronti delle generazioni future e della Terra di proseguire la grande avventura che fa di essa uno spazio privilegiato della speranza umana…";
Il confronto dunque fra la realtà delle nostre scuole, che si stanno cimentando in progetti di lavoro in comune con le scuole di altri paesi europei, e la costituzione può suggerire alcune piste di riflessione ;
La costituzione europea ribadisce la centralità dell’uomo, cittadino europeo. Il suo profilo teorico sembra essere dunque definito, ma la sua coniugazione nella concretezza del quotidiano è ancora incerta, in assenza di una esperienza di cittadinanza consolidata e generalizzata;
La costituzione europea fa propri valori ed obiettivi che appartengono alla carta fondamentale di qualsiasi paese europeo, ma ogni paese, nel tempo, ha dato agli stessi valori e obiettivi, significati ed interpretazioni pratiche che sono andate differenziandosi: ad es. il termine "solidarietà" assume nei vari paesi e nel tempo connotazioni diverse; da una sorgente comune, dunque, si sono delineate strade parallele o anche divergenti. Insomma, valori e obiettivi nominalmente uguali sono spesso sostanzialmente diversi nella loro esplicitazione;
Come muoversi dunque, cosa vuol dire dunque in concreto "uniti nella diversità": raggiungere una prassi condivisa, o piuttosto arrivare a capire il pensiero e l’azione degli altri in un cammino parallelo, in una continua osmosi?
Il mondo che, a livello comunitario e negli stati membri, ruota intorno all’istruzione da decenni ha dato una qualche risposta, affermando, in realtà, i principi costituzionali e cercando di trovare - nella cooperazione e negli scambi - esperienze vissute in materia. Basti pensare alle priorità che da sempre sono state date alle azioni comunitarie: dalle lingue minoritarie alle pari opportunità, dall’handicap all’integrazione, dall’ambiente al patrimonio culturale, dalla formazione professionale al diritto all’istruzione per tutti e per tutta la vita.
In ambito educativo abbiamo per anni, ed in particolare con la messa in atto dei programmi comunitari per l’istruzione e la formazione, camminato insieme nel rispetto degli altri ma anche nella convinzione che la diversità è fonte di ricchezza. Un’esperienza forse unica di cittadinanza europea realmente vissuta.
Negli ultimi tempi, in maniera forte a partire dal Consiglio Europeo dei Ministri di Lisbona nel 2000, anche i politici si sono accorti che istruzione e formazione sono fondamentali per il consolidarsi del progetto Europa, così come viene disegnata dalla costituzione, affermandone un ruolo importante nella costruzione di una società europea, luogo della speranza.
A questa sfida, le scuole dunque hanno risposto e stanno rispondendo con iniziative e progetti su temi che pongono il ragazzo di fronte alle domande: chi siamo, dove andiamo; i diritti, il rispetto di sé e dell’ambiente, la tolleranza, l’accoglienza del diverso. Ma forse, a questo punto, è importante ascoltare: le scuole, docenti ed allievi, ci chiedono anche di essere riconosciute ed aiutate a uscire dal proprio particolare per entrare in un’ottica di relazione con altri soggetti impegnati sugli stessi temi e che la stessa costituzione chiama ad attivarsi ed insieme muoversi verso la centralità del cittadino europeo; una risposta è urgente per non perdere un grande patrimonio di entusiasmo, di impegno e buon lavoro.
Fiora Imberciadori, coordinatrice Agenzia nazionale Socrates Italia