Formare i docenti in ambito matematico
Il Centro di Ateneo di Formazione e Ricerca Educativa dell’Università di Pisa è da un anno alla guida di un progetto Comenius 2.1 in partenariato con altre Università europee. Nell'intervista al coordinatore Franco Favilli emergono gli elementi innovativi di questo progetto.
1. Il vostro progetto Comenius 2.1 da quali esigenze nasce e chi sono i promotori?
Il progetto LOSSTT-IN-MATH – Lower Secondary School Teacher Training IN MATHematics è stato promosso ed è coordinato dal CAFRE – Centro di Ateneo di Formazione e Ricerca Educativa dell’Università di Pisa.

L’idea di predisporre e presentare questo progetto è stata la conseguenza di alcune convinzioni ed esigenze, condivise dalle Istituzioni partner:
le convinzioni
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la matematica è la base per la comprensione di qualunque conoscenza sia scientifica che tecnologica;
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per questo motivo, in un certo senso, il possesso di conoscenze matematiche è un fattore discriminante nell’odierna società sviluppata e globalizzata;
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in prospettiva, i diversi sistemi scolastici europei dovranno tendere ad obiettivi formativi comuni;
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i curricula di matematica nei sistemi scolastici europei sono sostanzialmente omogenei;
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nonostante ciò, i sistemi di formazione degli insegnanti in Europa non riflettono questa omogeneità, soprattutto per quanto riguarda gli insegnanti di matematica delle scuole secondarie inferiori.
le esigenze
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permettere la condivisione di buone pratiche nei sistemi europei di formazione degli insegnanti di matematica della scuola secondaria inferiore, nonostante la loro varietà, così da poter proporre e sperimentare possibili cambiamenti;
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condividere, almeno parzialmente, il curriculum previsto dai centri per la formazione iniziale degli insegnanti in Europa, così da spingere i policy makers nel campo dell’educazione a creare le condizioni affinché almeno i futuri insegnanti di matematica trovino meno difficile ottenere un posto nelle scuole di un Paese diverso dal proprio.

2. Quali aspetti della formazione iniziale sono stati affrontati fino ad oggi? Con quale esito?
In questi primi mesi di attività abbiamo analizzato in maniera comparativa i sistemi scolastici, con i relativi curricula e standards in ingresso ed in uscita, ed i sistemi di formazione degli insegnanti nei paesi partner del progetto, che sono l’Italia, la Danimarca, la Francia, la Repubblica Ceca e la Repubblica Slovacca. L’analisi ha consentito non solo di consolidare le ultime due delle precedenti comuni convinzioni, ma anche di mostrare come i modelli ed i sistemi di formazione iniziale degli insegnanti di matematica per la scuola secondaria inferiore nei nostri Paesi sia in alcuni casi ancora più differenziato di quanto ipotizzato o già noto. Non si è trattato solo di constatare, infatti, differenze, ad esempio, riguardo al momento in cui il processo di formazione ha inizio (dopo il diploma secondario o dopo la laurea), alla sua durata complessiva (dai 4 ai 6 anni dopo il diploma), al numero totale di ore di lezione od alla loro ripartizione fra corsi disciplinari e corsi di pedagogia/didattica generale, al numero chiuso o programmato od aperto; si è trattato anche di fare delle vere e proprie scoperte, quali il fatto che in Danimarca ogni docente di scuola secondaria inferiore deve insegnare, contemporaneamente, due materie, una delle quali deve essere obbligatoriamente la lingua danese o la matematica mentre l’altra è una materia qualunque a sua scelta: ed in questo senso viene formato! Provate ad immaginare, in Italia, un docente che insegna Italiano e Scienze oppure Matematica ed Educazione Artistica…
3. Come si inserisce il vostro progetto nel dibattito nato attorno alle priorità 2010 di Lisbona (soprattutto per quanto riguarda la formazione e lo studio della matematica e delle scienze)?
Forse con un po’ di presunzione, ma riteniamo di poter dire che il progetto LOSSTT-IN-MATH si inserisce a pieno titolo nel cosiddetto “processo di Lisbona” (2000), che, attraverso il raggiungimento di alcuni obiettivi che gli Stati membri della UE si sono fissati, mira a far raggiungere all’Europa, entro il 2010, la posizione di vertice, a livello mondiale, nell’ambito dell’istruzione e della formazione. Fra gli obiettivi indicati vi sono infatti Improving education and training for teachers and trainers e Increasing recruitment to MST - mathematical, scientific and technical studies, mentre fra le aree in cui determinare gli indicatori per misurare la bontà del percorso fatto nei singoli Stati vi è Increase in number of qualified teachers in MST (secondary school). Il nostro progetto cerca infatti di contribuire a questo incremento ed a questa qualificazione attraverso, soprattutto, queste attività:
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determinazione di specifici argomenti sui quali si conviene tutti gli insegnanti di matematica nella scuola secondaria inferiore europei debbano essere preparati;
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selezione, nei paesi partner, di buone pratiche di formazione di tali insegnanti su quegli argomenti;
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sperimentazione di moduli formativi che si basano sulle buone pratiche selezionate;
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promozione presso i futuri insegnanti dello sviluppo da parte loro, prendendo a modello alcuni esempi da noi forniti, di progetti didattici per la matematica che rendano la matematica più attraente per gli alunni, così da facilitarne le attività di apprendimento e migliorarne il rendimento
4. Cosa è emerso finora dai gruppi di lavoro a Bruxelles? 
Non è poi così facile riassumere in poche parole cosa è emerso dal lavoro dei nove gruppi di esperti che, in corrispondenza di ciascuno degli obiettivi individuati per il “processo di Lisbona”, la Direzione Generale per l’Educazione e Cultura della Commissione Europea ha ritenuto di dover costituire, nel 2002, al fine di poter fornire periodicamente ai Governi dei vari Paesi europei quelle indicazioni che potrebbero risultare utili per il raggiungimento di tali obiettivi. Posso però dire, innanzitutto, che i reports elaborati, nell’estate 2003, da questi gruppi (uno per ciascuno degli obiettivi) hanno costituito la base del documento (n. 6236/04) adottato dal Consiglio della Unione Europeo il 26/02/04, il cui titolo significativamente rappresenta la situazione in cui si trova l’Europa per quanto riguarda l’istruzione e la formazione: ”EDUCATION & TRAINING 2010” THE SUCCESS OF THE LISBON STRATEGY HINGES ON URGENT REFORMS.
Per i due gruppi di esperti di cui sono stato chiamato a far parte, il gruppo C) Ensuring access to ICT for everyone (ICT in education and training) ed il gruppo D) intendo invece segnalare solo quanto hanno messo in evidenza, nel loro primo report al termine di quasi due anni di lavoro, in termini di recommendations, punti su cui cioè i vari Governi dovrebbero impegnarsi nell’immediato; mentre per il gruppo C) indicherò questi punti in maniera sintetica, mi soffermerò maggiormente sul gruppo D), le cui attività sono più strettamente connesse al progetto LOSSTT-IN-MATH che sto coordinando:
Expert group C) Ensuring access to ICT for everyone (ICT in education and training)
· inserire profondamente le politiche e le strategie sulle ICT all’interno di obiettivi educativi di lungo termine;
· assicurare nuovi servizi di sostegno per l’istruzione;
· dare forza agli attori dell’educazione e formarli alla gestione del cambiamento;
· sviluppare ricerca, determinare nuovi indicatori e fornire accesso ai risultati.
Expert group D) Increasing the recruitment in mathematical, scientific and technical studies
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L’insegnamento delle MST – Matematica, Scienze e Tecnologie dovrebbe essere un diritto per tutti i ragazzi ed introdotto fin da piccoli. Dovrebbe essere obbligatorio a tutti i livelli dell’istruzione obbligatoria.
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Dovrebbero essere introdotti metodi d’insegnamento per le MST più efficaci ed attraenti a livello di scuola primaria e secondaria, in particolare collegando l’apprendimento ad esperienze di vita reale, alla vita del lavoro ed alla società, e combinando l’insegnamento basato sulla classe con opportune attività extra-curricolari.
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Il profilo e la pratica professionale degli insegnanti delle MST dovrebbero essere ulteriormente accresciuti, non solo fornendo loro opportunità ed incentivi per aggiornare le loro conoscenze di contenuti, ma anche sviluppando la didattica delle MST e migliorando la disponibilità delle risorse didattiche. Sono necessari miglioramenti nell’offerta di formazione iniziale ed in-servizio, così come incentivi e misure speciali a sostegno dell’impegno a lungo termine degli insegnanti. Questo richiederà l’investimento delle opportune risorse a tutti gli opportuni livelli.
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Si dovrebbe andare incontro alle esigenze di gruppi speciali (ragazzi che ottengono ottimi e scarsi risultati e giovani con background etnici diversi) e prendere le opportune misure per rispondere alle attitudini specifiche di genere nei confronti delle materie MST. I metodi di insegnamento, gli strumenti pedagogici e le procedure di valutazione dovrebbero essere raffinate ed adattate al fine di tener conto di queste specificità.
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Dovrebbero essere fortemente incoraggiate e sostenute ad ogni livello le collaborazioni fra scuole, università, istituzioni di ricerca, genitori ed altri attori, sia al fine di migliorare la qualità e la familiarità per gli alunni dell’insegnamento, che in vista di preparare più efficacemente i giovani alla vita lavorativa ed alla cittadinanza attiva. In questo processo collaborativo, dovrebbe essere riconosciuto e sostenuto il ruolo di guida delle università.