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Comenius 2.2: l'occasione di condividere un'esperienza formativa con colleghi internazionali e di scoprire un Paese partendo dall'incontro con le persone.

Lituania, un'immagine di solidarietà e gentilezza d'animo. Nel racconto di Teresa Sirianni - IPSIA Acri, Cosenza - le impressioni sul corso "Strategies for promoting critical thinking" dall'arrivo nella capitale alla possibilità di confrontarsi con nuovi metodi didattici.

Ho sempre pensato ai paesi Baltici come a immensi spazi verdi e blu dove volano le cicogne. Mentre sorvolavo la Lituania tutto mi appariva come lo avevo immaginato, forse ancora più bello e interessante. Curiosità, gioia, trepidazione si miscelavano ad un po’ di preoccupazione per la mia disabilità e per la prima uscita ufficiale in "lingua inglese". Amalia ed Agostino, che affrontavano insieme a me quell’esperienza mi rassicurarono e, dopo tre ore di volo, atterrammo a Vilnius, nel tepore del giugno lituano.

Ci attendevano all’aeroporto dei simpatici ragazzi con un enorme cartellone con su scritti i nostri nomi. L’albergo era uno stupendo palazzo medievale situato nella bellissima e vecchia Pilies street. Di fronte alla finestra della mia stanza torreggiava il campanile della St Johns’ Church, mentre sulla strada un bimbo biondo allietava il passeggio dei passanti col il suo flauto, raccogliendo le monetine in un cappello rovesciato. E questo avvenne ogni giorno.

Ci ritrovammo per la cena nelle splendide "cantine"dell’hotel.
Noi Italiani decidemmo di non parlare la nostra lingua evitando di fare "gruppo a sé". Il castello di Trakai - immagine tratta dalla sezione Allargamento del sito dell'UE, in concessione
Mi ritrovai così seduta vicino ad una simpatica inglese di nome Helen, con la quale mi cimentai nell’impresa ardua della comunicazione. Ma, alla fine non fu difficile intendersi anche con gli altri colleghi: Shirley da Malta, Maria e Petros da Cipro, M.Cristina dal Portogallo, Carmen e suo marito dalla Spagna, Sari dalla Finlandia. La buona tavola, soprattutto, ci aiutò a superare le difficoltà iniziali e dopo una serata tra presentazioni, sorrisi, curiosità e molta stanchezza, ce ne andammo tutti a letto.

La finestra della stanza era irresistibile. C’era un’aria magica, quieta. Nessun rumore di auto, nessuno schiamazzo. Echeggiavano solo i passi di persone frettolose che ritornavano a casa. Il cielo nordico era ancora chiaro nonostante l’ora.

La mattina dopo, nella sala congressi, ci accolsero calorosamente la coordinatrice nazionale dell’agenzia Socrates, Grazina Kaklauskiene, la direttrice del "Modern Didactics Center", Daiva Penkauskiene, l’amministratrice Jurgita Balaisiene, la lettrice Asta Gudzinskiene e la relatrice della facoltà di pedagogia dell’università di Vilnius, Lina Staisiunaite. "Strategies for promoting critical thinking" è stato il tema che ci ha visti impegnati per molti giorni in una full immersion appassionante, mai noiosa. Le tecniche, semplici ma di grande efficacia, adoperate dalle relatrici per creare un gruppo omogeneo e affiatato ci hanno fatto riflettere molto sul nostro comportamento di educatori.

Noi tutti rappresentavamo un campione eterogeneo di "allievi" con culture, tradizioni e abitudini diverse, eppure siamo riusciti a formare un gruppo di lavoro sostenendo e applicando il processo della democratizzazione. Lo scopo del corso era quello di aiutare noi insegnanti all’introduzione di nuovi metodi didattici destinati ad aiutare gli allievi a leggere e scrivere "pensando criticamente", a capire la logica delle discussioni, ad ascoltare attentamente, a dibattere spontaneamente, a lavorare in cooperazione. Nei momenti di libertà discutevamo di quanto appreso durante le lezioni, anche perché le relatrici avevano escogitato alcuni "giochi" che ci tenevano impegnati piacevolmente soprattutto durante il tempo libero.

Una sera abbiamo cenato insieme al direttore del reparto di istruzione generale del Ministero della Scienza e dell’Educazione della Repubblica Lituana Arunas Pliksnys. Su questo signore "importante" devo spendere qualche parola per la sua eccezionale capacità comunicativa. Ad un certo punto non solo ha partecipato, divertendosi molto, ad un gioco di gruppo, ma con modi garbati e ci ha servito il caffè. Uno per uno… L’umiltà e la nobiltà di animo l’ho letta nei visi e nei gesti di ogni lituano. In occasione della visita al Parlamento, il Seimas of the Republic of Lithuania, ci ha accompagnato il direttore Pliksnys, mentre il prof. Rolandas Povilionis presidente del comitato per la Formazione, la Scienza e la Cultura ci ha illustrato la situazione dell’istruzione in Lituania.

Il corso ci ha insegnato molto. Avete mai provato a "segmentare" la lezione ed a dividere i vostri alunni in più gruppi eterogenei ed assegnare ad ogni gruppo lo studio di un solo segmento? Questo metodo si chiama Jigsaw:ogni gruppo illustra i propri apprendimenti ai restanti gruppi ed in poco tempo la lezione è svolta. E’ chiaro che questo lavoro richiede molto impegno da parte degli insegnanti nella preparazione, ma il risultato è davvero straordinario.
Un altro metodo è il Venn diagram. Quando si è davanti ad una nuova situazione si possono "cercare" rapidamente gli elementi più importanti e le caratteristiche che hanno in comune, nonché le loro differenze. Si può schematizzare il tutto su tre cerchi sovrapposti e analizzare così le varie zone. E’ stata approfondita anche la tassonomia di Bloom che da sola talvolta risulta "sterile", poiché non tiene conto della sfera affettiva dell’allievo, ma che, associata a queste nuove strategie, risulta davvero efficace.

La visita a Trakaj, antica capitale della Lituania, ha dimostrato ancora una volta la sensibilità del popolo lituano. Il castello gotico cinquecentesco di Trakaj è ubicato sul lago Galve in un’oasi naturalistica ricca di laghi e minuscole isolette. Per giungere al castello si deve percorrere una lunghissima passerella. Olvidius, uno dei ragazzi che ci aveva prelevato all’aeroporto, per non farmi ulteriormente stancare, senza esitazione ha noleggiato una barca e a forza di remi mi ha trasportato da una riva all’altra sia all’andata che al ritorno. Ed è con questa immagine di solidarietà e gentilezza d’animo che voglio chiudere il mio racconto. Gli spazi verdi e blu, e quella cicogna che sorvolava le terre e le acque mi sono rimasti negli occhi e nel cuore.
Grazie – A·i·- Lituania.

Teresa Sirianni
IPSIA Acri - Cosenza

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