Anche negli Usa, come in Europa, l'insegnamento/apprendimento della matematica costituisce un problema. Perchè? Quali i segnali, quali le preoccupazioni?
L'apprendimento della matemtica, come anche delle scienze e della conoscenze linguistiche di base, attraversa senza dubbio un momento critico e di grande preoccupazione negli Stati Uniti.
Secondo dati recenti per esempio, solo il 50% dei bambini di 4a elementare sa rispondere correttamente alla seguente domanda: "Quanti quarti ci sono in una unità?" Oppure, nel 2002, 63% degli studenti dell'ultimo anno di scuola superiore non riusciva a calcolare l'affrancatura necessaria per spedire un pacco, dato il peso (una semplice moltiplicazione).
Il problema si aggrava ulteriormente se si riferiscono i dati alle minoranze, o ex-minoranze, etniche. Per esempio in California nel 2000, solo 17% degli studenti ispanici dell'ultimo anno di scuola aveva punteggio sufficiente in aritmetica.
Anche la preparazione degli insegnanti denota notevoli lacune ed instabilità: ad esempio, solo il 50% degli insegnanti in matematica in California si e' laureata in matematica e ha la certificazione piena per insegnare. Di questi, solo il 16% decide di rimanere oltre 3 anni. Il 75% delle certificazioni per insegnare matematica sono state conferite d'urgenza. Il 70% di queste ad insegnanti che poi se ne vanno entro un anno.
Lo sviluppo della tecnologia è colonna portante dell'economia e del benessere statunitense. Le grande industrie Hi-Tech utilizzano principalmente personale tecnologico qualificato originariamente di altra nazionalita', in particolare India, Cina, Corea, Giappone... Queste nazioni risultano adesso avere i migliori punteggi del mondo nei test comparativi per gli studenti di scuola media e superiore. Inoltre, vi e' un sensibile movimento di capitali e di personale qualificato verso questi paesi. Gli USA, sia il governo che l'industria, prevedono a lungo termine un esaurimento di questo tipo di risorse per alimentare la propria economia, e lanciano il campanello d'allarme: bisogna formare personale qualificato localmente, se vogliamo mantenere la leadership economica mondiale. Bisogna cominciare dalle scuole, e dalla matematica, Craig Barret, CEO di Intel Corporation, ha firmato l'appello in persona, dichiarando :"Failure is not an option ".
Come si muove il governo?
Il governo ha lanciato nel 2003 un'iniziativa particolrmente dedicata alla matematica e alle scienze: Mathematics and Science Initiative. Gli obiettivi posti sono tre: sensibilizzazione dell'opinione pubblica, formazione degli insegnanti, ricerca sui metodi di insegnamento.
Inoltre, a più ampio raggio, e' stato attivato in tutte le scuole pubbliche americane da oltre tre anni il programma No Child Left Behind. Si basa su una drastica responsabilizzazione delle scuole, che hanno forte autonomia sui metodi per raggiungere standard definiti su scala nazionale. Prosegue tuttora, fra innumerevoli polemiche sui principi adottati - trattare la scuola come un business - e sui suoi reali ed effettivi vantaggi, nonché sulle promesse non mantenute di fondi alle scuole che necessitano miglioramento e devono fronteggiare le forti conseguenze imposte dallo stato in caso di non superamento dei test nazionali (in alcuni stati, meno del 10% delle scuole ha superato i suddetti test).
E l'industria cosa fa?
L'industria, preoccupata principalmente delle conseguenze di tali carenze educative sul futuro panorama economico, si sente in dovere ed in necessità di fare la sua parte sul fronte del sostegno al sistema educativo. Nel 2002, per esempio Intel Corporation ha donato piu' di 71 milioni di dollari in contanti e materiale alle scuole e alle università, sia negli USA che all'estero. Vengono offerti fondi alle scuole ed alle Universita', borse di studio agli studenti, organizzati camps estivi, acquistato materiale hardware e software, offerte internship estive agli insegnanti,...
Quello che è certo è che in un'economia di mercato fortemente dominata dall'industria private, come sono gli USA, problemi di questa entità non possono essere risolti se il privato non collabora con lo stato e non contribuisce, senza cercare un immediato ritorno economico, allo sviluppo del paese.