Il progetto: nuove prospettive dal confronto fra istituzioni
Nato nel 2001 in partenariato con l'Escola Superior de Educaçao M. Ulrich di Lisbona, il Centre Social du Canton de Chatillon en Bazois (FR) e l'Association Segala Limargue di Leyme (FR) il progetto Grundtvig 2 "Conciliare la vita familiare e la vita professionale: la scommessa di un'armonizzazione sociale" è stato elaborato dal Comune di Bologna con l'intento di intraprendere un percorso comune di lavoro e di apprendimento sul tema della conciliazione fra la vita professionale e quella familiare/affettiva. L'impostazione metodologica del progetto, che è al contempo la sua particolarità, è stata quella di avere coinvolto appositamente - come si deduce dal partenariato - entità molto diverse fra di loro: il partner di Lisbona, una scuola, agendo in una realtà cittadina presentava aspetti e peculiarità non troppo lontani da quelli di Bologna, mentre l'incontro con la realtà più distante è stato quello con il coordinatore francese Association Segala Limargue (Leyme), nella zona del Massiccio Centrale, una realtà rurale molto distante dalle vie di comunicazione e dalle grandi città e spesso isolata a causa del maltempo. Questa situazione ha reso necessaria la nascita di attività di coesione sociale notevoli, che potremmo identificare con l'associazionismo, realtà tipicamente francese che rispetta molto il lavoro individuale ma che può contare su una forte politica nazionale; tutto questo appare interessante soprattutto se comparato con la realtà italiana, che come è noto si appoggia perlopiù al volontariato.
Durante i due anni di lavoro sono stati raggiungi dei risultati notevoli: il progetto ha permesso lo sviluppo di un settore aggiuntivo, e in più ha rafforzato i rapporti con gli altri enti, la Regione Emilia Romagna, ad esempio, dopo aver partecipato al convegno nell'ambito della Settimana della Famiglia del maggio 2003 (in cui hanno avuto ruolo di spicco i membri del partenariato con le loro esperienze) ha avuto modo di avviare dei seminari specifici sull'argomento. Inoltre anche le politiche sanitarie del Comune si stanno avvalendo delle buone pratiche messe in atto da questo lavoro sulla conciliazione.
Il punto di partenza del progetto e un punto di arrivo per le istituzioni: la condivisione
La particolarità dei progetti Grundtvig, come gli altri progetti in partenariato del programma Socrates è quella di prevedere oltre al lavoro di ricerca, documentazione e valutazione svolto presso la propria istituzione, uno e più momenti di incontro a livello transnazionale, per commentare i risultati ottenuti in corso d'opera e stabilire nuove linee di intervento per il futuro.
L'esperienza più motivante, a detta dei partner bolognesi, è stato il primo meeting tenutosi in Francia a Leyme durante il quale è stato esposto il metodo della table quandrangulaire, un'esperienza tutta francese in cui temi complessi sono risolti in modo abbastanza semplice e diretto: attorno a una tavola in un luogo pubblico si confrontano rappresentanti del mondo imprenditoriale, del volontariato, dei genitori, dell'autorità politica ecc, avviando un discorso "collettivo di condivisione dei problemi", uno scambio di idee e soluzioni in cui si possono intravedere soluzioni possibili. Questo modello basato sulla condivisione dei problemi e la discussione delle possibili soluzioni è stato riproposto in seguito nella città di Bologna, in una sorta di "esperimento" tenutosi durante una manifestazione cittadina e che, a detta della coodinatrice, potrebbe essere riproposto con successo fra le attività del comune.
Il secondo meeting tenutosi presso il partner di Lisbona è stato organizzato come un seminario tematico, aperto anche ad autorità locali, politiche, scolastiche e sindacali: l'incontro ha avuto molto successo anche grazie alla partecipazione di questi "utenti" esterni al progetto, segno questo che le autorità locali ben rispondono ai segnali lanciati dalle istituzioni promotrici per la condivisione di queste esperienze.
L'incontro ha rappresentato anche un momento di diffusione e pubblicizzazione dei risultati e, al contempo, una sorta di monitoraggio "esterno" attraverso la partecipazione attiva del territorio alle attività stesse del progetto.
Dimensione europea: un valore da raggiungere e condividere
Con il progetto si è cercato di sensibilizzare l'utenza (perlopiù educatori di scuole materne e genitori) al concetto di "dimensione europea". Attraverso una serie di interviste, legate anche ad altre attività progettuali svolte del Comune, si è indagato su cosa significasse la "dimensione europea" nello specifico della vita quotidiana: il risultato, a tutt'oggi, è che molti educatori e genitori non si pongono il problema, molti credono che sia troppo presto per parlarne e di conseguenze affrontare questo tema è spesso ritenuto compito delle strutture educative successive.
Il progetto quindi rappresenta un innegabile valore aggiunto per l'istituzione coinvolta, che opera un confronto con differenti realtà europee
Prodotti:
* Convegno a Bologna nell'ambito della Settimana della Famiglia nel maggio 2003;
* Prodotti Cartacei (consegnati in copia all'Agenzia)
* Dizionario Trilingue (al momento è presente nella forma di glossario, sono le parole relative L'Osservatorio nascerà a Bologna e coinvolgerà circa 20 città italiane. E' nato da un'iniziativa del Comune con in ministero del Welfare grazie al ministro Turco ed è stato riproposto da Maroni che dopo alcune titubanze lo ha accettato, anche in visione dell'anno della famiglia Onu 2004 alla famiglia nell'ambito della conciliazione)
* Sito Web che sarà inserito all'interno dell'Osservatorio Nazionale delle Famiglie (www.osservatorionazionalefamiglie.it)
* Sito web "Concilier vie familiale et vie profissionnelle: le pari d'une harmonie sociale" http://harmonie.sociale.free.fr/index.html