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Un'esperienza internazione istruttiva, divertente e formativa

Come il progetto "Educare al rischio sismico", del Liceo Copernico di Napoli, è stato vissuto con entusiasmo da tutti, ha fatto sentire i ragazzi protagonisti e, attraverso la conoscenza ed il confronto con altre realtà scolastiche, li ha arricchiti ed ha fatto loro acquisire una maggiore consapevolezza di se'.

Vorrei definire la realizzazione del progetto Edusism una bellissima avventura durata quattro anni e vissuta tutti insieme: alunni e docenti di 4 paesi europei. L’attività è iniziata in sordina ma ha visto crescere via via l’entusiasmo ed il coinvolgimento di tutti, cosicché alla fine ognuno ha contribuito, impegnandosi al massimo, alla buona riuscita del lavoro.



Ciò che ho voluto trasmettere ai ragazzi è che si può imparare divertendosi. Le attività si sono svolte in orario extra-scolastico, per cui è stato fondamentale far appassionare gli allievi all’argomento da trattare. Il tema scelto non era assolutamente semplice dunque ci è sembrato giusto avvicinare gli studenti al lavoro mediante il gioco. Gli alunni si sono prima divertiti, quindi hanno da soli voluto approfondire gli argomenti proposti. Hanno imparato ad essere autonomi nella gestione degli strumenti e nell’utilizzo delle nuove tecnologie, hanno scoperto da soli che è importante conoscere il territorio dove sono nati, vivono, e studiano. Noi docenti, per parte nostra, abbiamo contribuito a sviluppare in loro lo spirito di appartenenza, così da indurli a voler difendere e proteggere il loro ambiente.


I ragazzi hanno vissuto con entusiasmo la loro esperienza europea, sono stati disponibili ad accogliere nelle loro case gli studenti stranieri e tutta la scuola ha partecipato con gioia all’avvenimento. Si sono instaurate amicizie non solo tra gli allievi ma anche tra i docenti, che si sono poi consolidate nel tempo. C’è stato uno scambio di opinioni: noi italiani abbiamo potuto visitare scuole così diverse dalla nostra e soprattutto come docenti abbiamo imparato metodi didattici diversi.


L’esperienza è stata molto formativa anche per gli allievi che hanno potuto vedere, capire ed appezzare altri modi di fare scuola e di studiare. È stato molto bello osservare tutti questi ragazzi, appartenenti a quattro paesi diversi, durante l’incontro conclusivo a Nizza, comunicare fra di loro, ridere, scherzare, lavorare e studiare parlando la stessa lingua, l'inglese.



Nello svolgimento del lavoro e soprattutto nella costruzione del sito, personalmente ho solo avuto il ruolo di coordinatore, mentre tutto il lavoro è stato svolto dai ragazzi, i quali sono stati liberi di realizzarlo secondo i loro gusti e la loro creatività, tenendo sempre presente che i fruitori del prodotto sarebbero stati principalmente i giovani. Ciò che è stato fondamentale è stato il corretto uso del linguaggio scientifico e la semplicità dell’esposizione.



Per la parte tecnica ci siamo anche avvalsi della collaborazione dell’Università Federico II di Napoli, mentre per la produzione del giornale - sia cartaceo che on-line - abbiamo chiesto l’aiuto alla Casa della Città,  un ufficio del comune di Napoli i cui responsabili sono stati ben lieti di aiutare i ragazzi. La nostra scuola ha sempre collaborato con la Città della Scienza, infatti nel mese di Novembre del 2003 abbiamo partecipato a “Futuro Remoto” e durante la manifestazione gli studenti hanno illustrato al pubblico il nostro sito: www.edusism.it coinvolgendo anche i visitatori in esperimenti semplici ed esplicativi. Inoltre gli alunni hanno spiegato il funzionamento del sismografo con molta padronanza usando correttamente il linguaggio scientifico.



Nello stesso periodo i ragazzi tedeschi con un loro docente erano ospiti della nostra scuola ed allora ho organizzato una conferenza durante l’evento, a cui hanno partecipato docenti ed allievi di altre scuole del territorio, dirigenti scolastici, professori universitari, ispettori scolastici e visitatori della mostra. Gli oratori sono stati i ragazzi italiani e tedeschi, ognuno di loro ha illustrato la propria esperienza ed ha presentato il lavoro prodotto. Poiché gli allievi tedeschi hanno parlato in inglese, una studentessa italiana ha fatto da interprete. Dopo il primo momento di timidezza, i ragazzi si sono entusiasmati a parlare in pubblico e con orgoglio hanno esposto il loro lavoro ed hanno risposto con sicurezza alle domande proposte.

Tutti per un giorno si sono sentiti protagonisti e, dal più timido al più sicuro, da questa esperienza hanno acquistato più fiducia nelle proprie capacità e soprattutto consapevolezza di se'.


di Silvia Sorda, referente del progetto "Educare al rischio sismico", Liceo Scientifico Copernico, Napoli

 


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