Gli atti del convegno sul sito dell'Europarlamento
La testimonianza degli studenti del Liceo L. Da Vinci di Civitanova Marche (MC)
La Costituzione europea: il contributo dell'Italia e del Parlamento europeo, questo il titolo del Convegno che si è tenuto il 24 gennaio a Firenze, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, durante il quale numerose personalità del mondo politico e della cultura hanno presentato ai cittadini il Trattato che istituisce una Costituzione per l'Europa. Tra gli intervenuti: Mario Mauro, Vicepresidente del Parlamento europeo; Rocco Buttiglione, Ministro per le politiche comunitarie; Filadelfio Basile, senatore, già membro supplente del Parlamento italiano alla Convenzione europea; Lapo Pistelli e Guido Sacconi, parlamentari europei; Valdo Spini, deputato, già membro supplente del Parlamento italiano alla Convenzione europea; Sandro Rogari, Preside della Facoltà di Scienze politiche, Università di Firenze; Paolo Caretti, docente alla Facoltà di Giurisprudenza, Università di Firenze; Stefania Fuscagni, Presidente Indire, Agenzia nazionale Socrates; Massimo Gaudina, Rappresentanza per l'Italia della Commissione europea; Giuliano Amato, senatore, già Vicepresidente della Convenzione europea.
Folta la rappresentanza dei ragazzi delle scuole invitati dal Miur e dall'Agenzia Socrates a portare la loro testimonianza di cittadinanza europea concretamente vissuta tramite la realizzazione di uno o più progetti Comenius in cooperazione con altre scuole dell'Unione. Ecco i loro nomi e i titoli dei progetti:
Erano presenti anche una trentina di studenti Erasmus, tra stranieri attualmente in scambio a Firenze e italiani tornati dal loro periodo di studio all'estero. Tutti i politici intervenuti hanno apprezzato la partecipazione di tanti studenti al convegno ed hanno ribadito la fiducia e la speranza nelle nuove generazioni per la costruzione di un'Europa di Pace, evidenziando l'importanza della partecipazione attiva dei giovani al processo di unificazione politica dell'Europa.
Più nello specifico l'ulteriore sviluppo della dimensione europea nell'ambito dell'istruzione e della formazione, con particolare attenzione alla mobilità - elemento cardine su cui anche Stefania Fuscagni, Presidente di Indire, insiste sottolineandone l'importanza per la costruzione dei cittadini europei - costituisce il punto fondamentale delle poltiche europee in materia di gioventù, alle quali si sono aggiunte nuove competenze che riguardano lo sport, il volontariato e la partecipazione attiva dei giovani sia a livello locale che europeo.
I ragazzi hanno fatto sentire la loro voce ponendo ai politici interrogativi e domande:
Il Presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio Ciampi, nell’intervento al Vertice Straordinario del Capi di Stato e di Governo dell’U.E. per l’apertura della CIG del 4 ottobre 2003, ha così detto: “… abbiamo il dovere di proteggere le nuove generazioni e di consegnare loro un’Europa in cui possano riconoscersi. Noi anziani rappresentiamo la memoria dell’Europa; i giovani ne rappresentano la speranza.” Da futuri giovani europei, chiediamo, come si potrà coniugare la memoria storica di ogni Paese con la speranza di realizzare dei sogni comuni che ne abbattano invece le frontiere, soprattutto quelle interne. E la Costituzione che si andrà a firmare, sarà la garante dei nostri sogni? (IIS “Leonardo da Vinci”, Civitanova Marche)
"La Costituzione europea offre molte risposte alle inquietudini di questa generazione", ha dichiarato Massimo Gaudina, rappresentante per l'Italia della Commissione europea: "l'immagine dell'Europa che emerge dal testo del Trattato costituzionale è quella di un'Unione fondata su obiettivi e valori condivisi come la pace, il rispetto della dignità umana, la solidarietà.
Citando dal preambolo: "l'Europa (...) desidera approfondire il carattere democratico e trasparente della vita pubblica e operare a favore della pace, della giustizia e della solidarietà nel mondo."
Secondo Amato, l'abbattimento delle frontiere interne è già una realtà per le nuove generazioni, cresciute condividendo, oltre a problemi comuni, la possibilità di viaggiare e studiare in Europa con Erasmus e con un maggiore senso di appartenenza ad una stessa comunità: "voi vi considerate appartenenti ad una comunità europea molto più di noi, voi potete fare quel passo avanti che permetterà di superare le culture nazionali che fanno da remora nell'aprire alla femminilizzazione di un'Europa ancora ermafrodita".
Il Senatore ha inoltre ricordato come conquista importante l'inserimento nel Trattato della Carta dei Diritti, che in questo modo acquista forza giuridica e dà rilevanza ad ambiti finora trascurati come la salute, l'ambiente ecc.
E' ancora nel preambolo che si legge un esplicito riferimento all'interesse dell'Europa per i giovani:
"Unita nella diversità, l'Europa offre ai suoi popoli migliori possibilità di proseguire, nel rispetto dei diritti di ciascuno e nella consapevolezza delle loro responsabilità nei confronti delle generazioni future e della Terra, la grande avventura che fa di essa uno spazio privilegiato della speranza umana".
Cosa succederà se anche uno solo dei 25 Paesi non ratificherà il Trattato costituzionale? (VII Itis Napoli)
Se un risultato positivo è scontato in Italia, così non è per tutti i Paesi. La situazione desta qualche apprensione in Austria, Polonia, Inghilterra e perfino in Francia. Secondo Buttiglione, dal punto di vista giuridico si aprirebbero due cammini: convicere chi non approva ad uscire, o altrimenti potrebbero uscire i Paesi aderenti, lasciando per così dire, la scatola vuota. Di certo, si aprirebbe una grave crisi politica.
Per sensibilizzare l'opinione pubblica, non sarebbe stato opportuno utilizzare lo strumento referendario anche in Italia? (Liceo Farnesina, Roma)
Il Parlamento rappresenta il popolo italiano, e per questo è perfettamente legittimato a prendere decisioni in materia, hanno ricordato vari oratori. Anzi, sostiene Valdo Spini, è un bene che l'Italia sia tra i primi Paesi a giungere all'approvazione, perché questo può servire da incoraggiamento e da esempio per gli altri.
La costituzione europea è basata o no sul rifiuto della guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti? (Liceo Farnesina, Roma)
Giuliano Amato: avrei voluto inserire questo punto, ma alcuni Paesi non se la sono sentita di esplicitare il rifiuto della guerra, chissà, forse perché si portano dentro ancora traumi non superati di invasioni passate. Certe cose bisogna sentirle dentro, e forse voi, che siete nati un un'epoca di pace, potrete portare a compimento questo processo.
Sandro Rogari (Preside Scienze Politiche Firenze): il fatto che non ci siano state guerre per mezzo secolo non è scontato, ma è una conquista quotidiana del nostro agire. L'Unione europea si pone come garanzia di pace e solidarietà, se non a livello mondiale almeno per le aree contigue: Mediterraneo, Balcani. Una storia di cui essere orgogliosi.
Insomma, l'opinione condivisa è che pur non essendo la migliore delle Costituzioni possibili, quella che è stata firmata il 29 ottobre a Roma è il massimo punto d'accordo che si è riusciti a raggiungere e costituisce uno strumento importante che permette all'Europa di proseguire il suo cammino, rafforzandone l'identità politica. Nelle parole di Guido Sacconi, parlamentare europeo, l'immagine più vicina che ci suscita questo documento è quella di un cammello - che non ha la perfezione, la bellezza e la potenza di un cavallo, ma ha le sue riserve idriche che gli permettono di attraversare il deserto. Elementi di dinamismo che, se ben usati, possono farci superare, una volta per tutte, i limiti nazionali.
Rassegna stampa sull'evento
La Nazione - quotidiano nazionale (gif)
La Nazione - cronaca di Firenze (jpg)
Il Corriere Firenze (gif)
di Lorenza Venturi e Valentina Riboldi, Agenzia Socrates