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Un'avventura professionale a Leeds



di Fiorenza Pedrabissi
Liceo - Ginnasio "D. Manin" - Cremona


Materials Development
Regno Unito


La mia esperienza di aggiornamento della didattica della lingua inglese presso la Leeds Metropolitan University risale all'estate 2003. Fra le varie proposte dal catalogo Comenius per la formazione in servizio, avevo scelto Materials Development, un corso incentrato sul rapporto insegnante/materiali didattici. I 20 partecipanti al corso provenivano dai paesi più diversi (Norvegia, Cina, Giappone, Tunisia, Ungheria, persino Messico) e da realtà scolastiche disparate, ma tutti erano stati attratti a Leeds da un 'pifferaio magico', Brian Tomlinson, responsabile del corso, autore di materiali didattici per l'insegnamento della lingua inglese particolarmente creativi.

La sistemazione nel residence universitario richiedeva un po' di spirito d'adattamento, ma il campus in cui si svolgevano le lezioni era molto ben attrezzato (mensa, biblioteca, centro sportivo ecc.), un piccolo villaggio immerso nel verde, con le aiuole ben curate e i prati verdissimi.
Sembrava di essere tornati studenti e ci sentivamo ringiovaniti dall'allegria della vita comunitaria, dalle cene a base di menù etnici e dallo spirito di collaborazione con cui lavoravamo ai progetti all'università. Un'esperienza prolungata d'aggiornamento all'estero, oltre ad essere un arricchimento professionale, è un'occasione preziosa di confronto fra culture diverse, di dialogo e di amicizie che durano nel tempo.

L'impostazione 'esperienziale' del corso di Leeds, prevede che i partecipanti siano coinvolti in attività didattiche nel ruolo di studenti, che, secondariamente, riflettano e discutano con il tutor sull'esperienza fatta, e, infine, producano materiale didattico che poi sperimentano sui colleghi. Potrebbe sembrare un luogo comune, ma tornare di tanto in tanto, studenti è veramente salutare per riflettere sulla nostra pratica quotidiana da un'angolatura diversa. Fare gli studenti ci è servito per valutare appieno l'efficacia pedagogica delle attività proposte, per esaminare i limiti di un metodo rispetto ad un altro, oppure per verificare in prima persona il significato di termini come 'motivazione', 'coinvolgimento affettivo e cognitivo', 'stile d'apprendimento', 'tempi d'apprendimento' ecc. che talvolta rischiano di diventare semplici etichette.

Il corso affrontava tre aspetti importanti nella formazione dell'insegnante quali la scelta, l'adattamento e la creazione di materiali didattici. Uno degli obiettivi era di fornire ai partecipanti strumenti efficaci per valutare, in modo non semplicemente impressionistico, i libri di testo e per scegliere, fra gli innumerevoli manuali che ogni anno a primavera inondano le aule insegnanti, quello che fa al caso nostro. Tutti, certo, sappiamo che non esiste il libro di testo perfetto e che, soprattutto i libri di inglese prodotti per il mercato globale, non si adattano bene a realtà locali. Da sempre l'insegnante, infatti, modifica il materiale che ha a disposizione in base ai bisogni dei suoi studenti. Il corso Materials Development ci ha fornito un approccio sistematico, consapevole, vale a dire più professionale, all'adattamento e alla creazione di materiale didattico.

Una volta tornata 'alla base', l'esperienza è confluita nella costruzione di un modulo tematico che è stato sperimentato nella classe 1B del Liceo Classico "D. Manin" di Cremona, dove lavoro da più di dieci anni. Le mie 'cavie' mi sono sembrate contente di partecipare all'esperimento e di condividere con me l'entusiasmo per un progetto d'apprendimento che li vedeva protagonisti attraverso modalità di lavoro cooperativo. L'unità prodotta ruota intorno a brevi testi letterari sul tema della scuola, visti come il punto di partenza per coinvolgere gli studenti sotto il profilo affettivo e cognitivo, e per farli riflettere sul funzionamento della lingua inglese con un procedimento induttivo. Oltre all'aspetto più specificatamente metodologico, l'input ricevuto a Leeds si è tradotto in una maggiore attenzione ai 'dettagli': il lay-out di presentazione, la chiarezza delle istruzioni, l'uso funzionale di elementi visivi, la sequenza e la varietà delle attività ecc., tutti quegli aspetti del materiale didattico che possono incidere positivamente sull'apprendimento.

Non smetterò per questo di usare i tradizionali libri di testo, che sono strumenti utili nella mia pratica quotidiana, ma se è vero che nessuno meglio di noi insegnanti sa cosa funzioni veramente con i nostri studenti, perché non provare, di tanto in tanto, a 'personalizzare' il materiale didattico? Ogni scuola potrebbe avere una 'banca' di attività create e collaudate dagli insegnanti a cui attingere... magari on-line, perché no?



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