Porto con me 100 regali
di Loredana Petitti
I.S. I. S. S. "V.Cuoco" di Isernia
Corso: " An enquiry based approach to teaching and learning for teachers of subjects other than English in schools and Institutes of adult education"
Limerik, Irlanda
Tempo fa, una canzone mi ha raccontato di una terra "tutta verde", coperta da "un oceano di nuvole e luce". Mesi fa, ho aperto gli occhi di fronte a quella terra meravigliosa: l'Irlanda.
L'occasione mi è stata data da un corso di formazione del programma Socrates.
Già nel 2000 avevo preso parte ad un progetto per l'aggiornamento in servizio ed avevo avuto modo di trascorrere un periodo a Canterbury, in Gran Bretagna.
All'epoca, svolgevo la mia attività professionale come insegnate d'inglese in una scuola elementare.
L'esperienza si era rivelata molto interessante e mi aveva positivamente colpito, al punto da indurmi a ripeterla il prima possibile.
Nel corso degli anni di intervallo previsti dal regolamento, ho vissuto un importante cambiamento sul piano lavorativo, poiché sono passata ad insegnare in un istituto superiore, un Liceo socio-psico-pedagogico, l'I.S.I.S.S. "V.CUOCO" di ISERNIA. 
Così, catalogo alla mano, è cominciata la mia ricerca di un corso che potesse essere più consono alle diverse esigenze determinate dalla mia nuova situazione professionale.
La "English Matters", un'agenzia spagnola, proponeva: "AN EQUIRY BASED APPROACH TO TEACHING AND LEARNING FOR TEACHERS OF SUBJECTS OTHER THAN ENGLISH IN SCHOOLS AND INSTITUTES OF ADULT EDUCATION", a Limerik, nell' Eire.
E' stata questa, la mia scelta.
A dire il vero, ero assai titubante alla presentazione della domanda di adesione, poiché ero alla seconda candidatura e temevo, per questo, che fossero elevate le probabilità di vederla respinta. Davvero gradita ed insperata sorpresa è stata, perciò, la lettera di autorizzazione.
Una rapida raccolta delle informazioni basilari sul paese che mi avrebbe ospitato, qualche giorno per organizzare il viaggio, ed il 19 Luglio ero sull'aereo.
Il mio pensiero torna spesso, oggi, alle settimane trascorse a Limerik, ai mille volti incontrati, alle interminabili camminate tra il college ed il villaggio universitario.
Mi pare ancora di sentire le voci schiette dei miei compagni d'avventura, gli echi di quegli accenti così diversi, perché giunti in Irlanda dai quattro angoli d'Europa.
Un clima gioviale e di aperta collaborazione è sorto in maniera spontanea tra tutti noi e ci ha accompagnato lungo tutto il nostro percorso.
Talvolta, quei legami sono diventati il seme di una sincera amicizia.
Per la prima volta, poi, ho avuto la percezione di sentirmi, seppur per poco, parte integrante del modo di vivere e delle abitudini di un altro popolo. Un popolo così fiero delle proprie tradizioni e del proprio passato. Un popolo che fonda la cultura del suo presente sull'orgoglio delle proprie radici storiche. Certo, a questa integrazione così totale ha molto contribuito la tipologia di alloggio che ci è stata destinata: in gruppi misti, negli appartamenti del villaggio universitario di Limerik.
Estremamente positivo è stato, poi, il bilancio rispetto al principale obiettivo del mio viaggio: l'aggiornamento didattico ed il perfezionamento linguistico.
Sul piano formativo le due settimane in Irlanda sono state un concentrato raro di spunti di crescita: dalle lezioni didattiche, presso il Mary Immacolate College, ai seminari, alle conferenze, alle tante iniziative culturali che ci hanno consentito di partecipare a spettacoli teatrali, di visitare musei e luoghi di interesse storico, architettonico e naturalistico.
Ed ancora: le ricerche, le interviste, la raccolta di dati ed informazioni per sviluppare l'autonomous project, punto di forza della metodologia dell'apprendimento basata sulla ricerca.
Una metodologia che coinvolge l'intera personalità dello studente, stimolandone la partecipazione responsabile al processo di apprendimento, incoraggiandolo ad individuare e risolvere autonomamente i suoi problemi, offrendogli l'opportunità di svolgere attività individuali e di gruppo, favorendo la fiducia nelle proprie capacità e l'autovalutazione.
Una metodologia che attribuisce all'insegnante il ruolo di tutor, di guida, di collaboratore, nonché di facilitatore dell'apprendimento.
Una metodologia che conoscevo, apprezzavo e mi sforzavo di praticare, ma che ho avuto modo di approfondire meglio e che spero possa trovare uno spazio sempre più ampio nelle aule della mia scuola.
Ogni elemento di questa teoria ha rappresentato un prezioso contributo per la pianificazione e l'organizzazione del mio lavoro professionale.
Infine, il mio grazie particolare va ai tutors, per la leggera discrezione con cui hanno saputo esserci accanto. Per la loro presenza attenta e premurosa, che così tanto ha saputo regalare a noi tutti. Sul piano umano, prima. Su quello professionale, poi.
I giorni sono trascorsi nello spazio di un tramonto, sempre colmi di novità e sempre ricchi di contributi positivi per una concreta crescita professionale ed emotiva.
Porto con me, oggi come sempre, il profumo delle onde dell'oceano che infrangono il silenzio solenne delle scogliere. Porto con me l'odore del legno dei tipici pub irlandesi, intrisi di quell'atmosfera così calda che spingeva anche i più timidi a tirar tardi, mentre si tuffavano nelle movimentate danze del folklore popolare, cantando a squarciagola.
Porto con me, le pagine accattivanti di "Angela's Ashes" e di "Tis", le opere in lingua originale dello scrittore irlandese Frank Mc Court, vincitore del premio Pulitzer.
Porto con me 100 regali. Qualcosa di ognuno dei 100 colleghi partecipanti al corso. Perché con loro ho condiviso la spensieratezza dei momenti di svago, ma ho attivato soprattutto un confronto organico sulle più diverse tematiche dell'insegnamento: dal rapporto con gli alunni, alle strategie didattiche per facilitare l'apprendimento, alla necessità di moltiplicare gli aggiornamenti e le occasioni di scambio interculturale.
Ed i riflessi del mio entusiasmo hanno accompagnato le parole con cui ho descritto la mia esperienza alle colleghe: due di loro frequenteranno il successivo seminario internazionale "Beyond words", a Jaen, in Spagna.
Mi auguro che ne possa scaturire un progetto di interscambio culturale altrettanto proficuo.