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L'Europa dell'istruzione, per lo sviluppo di una dimensione europea dell'educazione

Abbiamo chiesto a Donatella Amatucci, della Direzione generale per gli Affari internazionali, di spiegarci come - con la direttiva approvata il 21 giugno 2004 - il Ministero intende muoversi operativamente per integrare le dimensioni europea e nazionale delle politiche educative.

Archivio DIAGentile dott.ssa Amatucci, può illustrare ai nostri lettori cos'è la direttiva "L'Europa dell'istruzione", a quali esigenze risponde e quali sono le sue finalità?

In primo luogo occorre chiarire che, anche se nei trattati dell’Unione europea viene esclusa qualsiasi armonizzazione delle politiche educative, i Ministri dell’Educazione hanno avviato un processo di cooperazione rafforzata finalizzato alla costruzione di uno spazio educativo europeo più permeabile e più compatibile.

Infatti, dopo il Consiglio Europeo di Lisbona del 2000, è stata riconosciuta la centralità delle politiche educative e della formazione nell’ambito della strategia complessiva volta ad assicurare livelli di crescita economica sostenibile e una maggiore coesione sociale: in sostanza si è riconosciuta l’esigenza di garantire lo sviluppo del capitale umano, quale risorsa strategica per lo sviluppo complessivo dell’Europa.

I Ministri, quindi, hanno concordato un piano di lavoro che prevede tre grandi obiettivi strategici:
- migliorare la qualità e l’efficacia dei sistemi di istruzione e formazione dell’U.E.
- agevolare l’accesso di tutti ai sistemi di istruzione e formazione
- aprire al mondo esterno i sistemi di istruzione e formazione
declinati in tredici obiettivi specifici, al fine di rendere coerenti le varie politiche settoriali in materia di istruzione e formazione.

Nel contesto del metodo aperto di coordinamento è attuata una strategia globale che consiste in due principali linee d’azione: risposta alle sfide comuni, intesa a sostenere gli Stati membri nel miglioramento dei propri sistemi di istruzione e formazione e sforzi intesi a sviluppare le potenzialità dell’attività transnazionale nel settore dell’istruzione e formazione.

E’ evidente quindi la crescente integrazione tra la dimensione europea e nazionale delle politiche educative e la necessità per l’Amministrazione di garantire una efficace implementazione sul territorio delle opportunità offerte dalla cooperazione transnazionale.

Il processo “Europa dell’Istruzione” è nato con l’obiettivo di sviluppare e promuovere la dimensione europea dell’educazione nel territorio, nel rispetto della specificità delle esperienze locali, valorizzandone la qualità ed assicurando, laddove necessario, interventi compensativi per le aree più deboli.

Il coinvolgimento del territorio è essenziale al fine di realizzare quelle iniziative più rispondenti ai reali bisogni specifici delle varie realtà; a tale scopo vengono sollecitati e sostenuti Protocolli d’intesa e Accordi di programma con gli Enti locali, a supporto della progettazione delle scuole.


 

Come intende muoversi operativamente il Ministero: quali sono gli aspetti innovativi rispetto al passato (le vecchie scuole Deure, ad esempio) e che cosa è già stato fatto concretamente per dare attuazione alla direttiva?

A partire dal giugno 2004 il gruppo di lavoro della Direzione Generale degli Affari internazionali ha dato attuazione alla Direttiva del Ministro, richiedendo in primo luogo ad ogni Ufficio scolastico regionale la costituzione di nuclei di intervento, che collaborino nell’azione di promozione e sostegno alle attività progettuali del rispettivo territorio.

E’ questa un’innovazione importante rispetto alle vecchie esperienze (DEURE ad esempio), in quanto delinea un modello organizzativo di relazioni sul territorio, che vede protagonisti e attori principali dell’intero processo gli stessi rappresentanti delle realtà locali.

Sono stati realizzati vari incontri con i referenti dei nuclei e si è avviato un programma di formazione destinato a tutti i componenti dei nuclei stessi. E’ stata organizzata una Conferenza nazionale, durante la quale gli obiettivi dell’iniziativa sono stati condivisi con tutti i soggetti dell’Amministrazione centrale e con le realtà regionali. E’ stato lanciato un concorso per l’elaborazione da parte delle scuole di un logo che identifichi il processo “Europa dell’istruzione”, allo scopo di coinvolgere anche gli studenti nell’attività.

Si intende realizzare un approfondito monitoraggio della qualità dei progetti europei realizzati dalle istituzioni scolastiche: va sottolineato infatti che la partecipazione italiana alle iniziative comunitarie è sempre stata molto alta da un punto di vista quantitativo, ma occorre verificarne l’impatto sulla qualità globale dell’offerta formativa.

 


Quali sono i temi prioritari che la direttiva intende promuovere?

Di grande attualità sono ovviamente i temi della cittadinanza attiva, intesa come consapevolezza dell’appartenenza alla realtà locale, nazionale ed europea, e partecipazione alla vita sociale e democratica, nel rispetto della diversità e nel riconoscimento di culture altre. L’insegnamento-apprendimento delle lingue straniere è tuttora un tema di interesse, specie con riferimento ai vari strumenti per il suo miglioramento, quali il CLIL (Content Language Integrated Learning) – ossia l’insegnamento di discipline in una lingua straniera, o l’utilizzo del Portfolio linguistico elaborato dal Consiglio d’Europa. Tuttavia l’obiettivo essenziale dell’intero processo “Europa dell’Istruzione” consiste nel costruire un sistema di relazioni che favoriscano e sviluppino la cooperazione, sostengano la progettualità delle scuole e contribuiscano a rafforzare la dimensione europea nella pratica educativa. 



 

Come Agenzia Socrates siamo testimoni del vivo interesse che le scuole hanno per la cooperazione transnazionale. Quali strumenti concreti vengono offerti adesso alle scuole? Chi sono gli interlocutori a cui rivolgersi per saperne di più?
 
In primo luogo va detto che la costituzione dei nuclei regionali garantisce un’informazione diretta e vicina a ciascuna scuola. Inoltre l’individuazione di scuole polo, particolarmente esperte in varie tematiche della cooperazione, assicura riferimenti e collaborazione alle istituzioni meno attrezzate. Per quanto riguarda poi una panoramica più ampia di tutto ciò che attiene alle tematiche dell’istruzione e formazione in Europa, è attivo, all’interno del sito Istruzione, il sito Buongiorno Europa – rinnovato rispetto alla prima realizzazione durante il Semestre di Presidenza italiana dell’Ue -  sempre aggiornato rispetto alle attività europee.


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