Dimensione europea
LA DIMENSIONE EUROPEA DELLE UNIVERSITA’1. Il prologo La prima ricerca di elementi di dimensione europea nei corsi di studio universitari risale probabilmente agli anni ‘80, con l’iniziativa dei Joint Study Programs, consistente in accordi interdipartimentali, spesso basati sulla buona volontà di docenti illuminati, per lo scambio di studenti su un’offerta didattica limitata e sotto l’egida della Commissione europea.
Nel 1987 - 88, con l’avvio del programma Erasmus, gli studenti europei cominciano a costruire percorsi di studio individuali “integrati”, grazie a precise procedure di riconoscimento del periodo di studio passato all’estero. Contemporaneamente, sempre all’interno di Erasmus e poi di Socrates Erasmus, la Commissione Europea promuove lo sviluppo di corsi di studio comuni a livello sperimentale (Curriculum Development). Nel passaggio da Erasmus a Socrates Erasmus, la Commissione Europea pone per la prima volta come obiettivo esplicito dei suoi programmi l’acquisizione da parte delle università di una propria dimensione europea, formalizzata tramite la cosiddetta Dichiarazione di politica Europea (EPS-European Policy Statement).
In parallelo a queste attività promosse dalla Commissione Europea, reti spontanee di istituzioni sviluppano iniziative tese al rilascio di doppi titoli. Esemplare da questo punto di vista è la rete di qualità T.I.M.E. (Top Industrial Managers for Europe), nell’area dell’ingegneria, finalizzata al rilascio di doppi titoli sulla base del principio "nessun titolo in più senza lavoro in più".
2. Il processo di BolognaA seguito della Dichiarazione di Bologna (1999), sottoscritta ormai da 45 Paesi europei, riceve grande impulso la progettazione e realizzazione in comune di corsi congiunti. La comparazione sinottica dei testi dei Ministri sullo sviluppo della dimensione europea nell’ambito del Processo di Bologna è riportata qui di seguito. Dai testi (soprattutto da quelli di Bologna e di Praga) emerge chiaramente il significato dell’espressione "dimensione europea".
| BOLOGNA 1999 |
PRAGA 2001 Promotion of the European dimension in higher education |
BERLINO 2003 Promotion of the European dimension in higher education |
| Promotion of the necessary European dimensions in higher education, particularly with regards to curricular development, inter-institutional co-operation, mobility schemes and integrated programmes of study, training and research. |
In order to further strengthen the important European dimensions of higher education and graduate employability Ministers called upon the higher education sector to increase the development of modules, courses and curricula at all levels with "European" content, orientation or organisation. This concerns particularly modules, courses and degree curricula offered in partnership by institutions from different countries and leading to a recognized joint degree. |
Ministers note that, following their call in Prague, additional modules, courses and curricula with European content, orientation or organisation are being developed.They note that initiatives have been taken by Higher Education Institutions in various European countries to pool their academic resources and cultural traditions in order to promote the development of integrated study programmes and joint degrees at first, second and third level.Moreover, they stress the necessity of ensuring a substantial period of study abroad in joint degree programmes as well as proper provision for linguistic diversity and language learning, so that students may achieve their full potential for European identity, citizenship and employability.Ministers agree to engage at the national level to remove legal obstacles to the establishment and recognition of such degrees and to actively support the development and adequate quality assurance of integrated curricula leading to joint degrees. |
Nel seguito si ripercorrono le tappe attraverso cui il concetto di dimensione europea si è sviluppato negli ultimi anni.
2.1 – BOLOGNA 1999La Dichiarazione di Bologna (giugno 1999) pone la dimensione europea come proprio sesto (ed ultimo) obiettivo per la costruzione dello Spazio Europeo dell'Istruzione Superiore . Per la sua promozione viene indicato un ampio spettro di possibili iniziative.
All’epoca gli strumenti a disposizione delle università erano: il già citato Socrates Erasmus (EPS, mobilità, sviluppo di curricula, reti tematiche, …), il Jean Monnet Project (ovvero la istituzione in singole università di cattedre e poli di eccellenza relativi al processo di integrazione europea, come mezzo/stimolo per la offerta di nuovi insegnamenti, curricula ed attività di ricerca su tematiche europee), il varo di accordi bilaterali, la partecipazione a reti di Università (nell’ambito delle quali si sviluppavano preziosi legami interpersonali, avvenivano preziosi euro-confronti e nascevano nuove idee), la partecipazione a reti di istituzioni con obiettivi specifici, ad es. mirate al rilascio di doppi titoli (come la già citata rete di qualità T.I.M.E., costituita da Politecnici e Facoltà di Ingegneria), accordi intergovernativi per la co-tutela a livello di dottorato, etc. Una sintesi preziosa dei casi di buona pratica in Italia, aggiornata al 2002, è reperibile nella ref. [1].
2.2 – PRAGA 2001Il Comunicato di Praga nell’ambito del concetto di dimensione europea catalizza l’attenzione, su moduli, corsi e titoli offerti in partenariato dalle istituzioni di paesi diversi e sul “recognised joint degree”, qualunque cosa voglia dire questa espressione. Il comunicato di Praga introduce un nuovo obiettivo, complementare a quello della dimensione europea, e cioè l’ obiettivo “Promoting the attractiveness of the European Higher Education Area”, riguardo al quale afferma:
Ministers agreed on the importance of enhancing attractiveness of European higher education to students from Europe and other parts of the world. The readability and comparability of European higher education degrees world-wide should be enhanced by the development of a common framework of qualifications, as well as by coherent quality assurance and accreditation/certification mechanisms and by increased information efforts.
In altre parole i Ministri identificano nuovi temi per l’agenda “Dimensione Europea”.
Infine in chiusura di comunicato i Ministri elencano gli approfondimenti prioritari per il successivo biennio:
In order to take the process further, Ministers encouraged the follow-up group to arrange seminars to explore the following areas: … , the development of joint degrees, …. .
Nei fatti, tra Praga e Berlino sono stati organizzati 2 seminari di Bologna (Stoccolma 2002 e Mantova 2003) relativi ai Joint Degrees. I documenti finali sono reperibili al sito del Processo [2]. Particolare interesse suscita in essi l’attenzione alle motivazioni che devono sottostare al varo di iniziative congiunte e la consapevolezza che i Joint Degrees, pur essendo di per se molto limitati in numero (e spesso molto costosi), tuttavia hanno un grosso valore di stimolo e promozione della qualità (effetto moltiplicatore o ripple effect)
La EUA -European University Association, che ha i Joint Degrees fra le sue priorità esplicite, sulla base del proprio Survey on Master Degrees and Joint Degrees in Europe, a settembre 2002 ha lanciato il Progetto Pilota EUA sui Joint Masters, progetto che ha coinvolto 11 programmi di corso congiunto già attivi in Europa. I primi risultati sono stati resi noti alla EUA Bologna Conference di Cluj-Napoca (ottobre 2003). Preziosissime ai fini della presente scheda sono le “10 Golden rules” da tenere presenti nel mettere in piedi un programma di studio congiunto (vedi ref [3] per iI report completo).
Inoltre, ed infine, la rete delle università storiche europee, il Coimbra Group, ha organizzato due workshop sui Joint Degrees (Barcelona 2001 e Padova 2003), il cui risultato principale è stato un utile glossario di termini relativi ai curricula integrati ed ai titoli doppi, congiunti, ecc. (cfr. ref. [4]).
2.3 – BERLINO 2003Nel loro nuovo comunicato, i Ministri riconoscono anzitutto l’esistenza di valide iniziative nell’ambito dello sviluppo della dimensione europea. Proprio in quei mesi del 2003 veniva infatti varato il Programma europeo Erasmus Mundus, che coniuga in se il tema dei corsi congiunti a quello della attractiveness (borse cospicue per attrarre studenti da Paesi Terzi). I Ministri indicano anche alcuni elementi irrinunciabili in un joint degree, quali la mobilità degli studenti e una sana politica linguistica, al fine di costruire l’identità ed il senso di cittadinanza europea. Infine i Ministri si impegnano a rimuovere i vincoli legali, che in molte legislazioni nazionali si oppongono al rilascio dei titoli congiunti. Di fatto oggi secondo una recente lista, rilasciata dalla Commissione Europea in ambito Erasmus Mundus (cfr Allegato), il numero di paesi europei (UE+AEE), che possono rilasciare un titolo congiunto, è in sostanziale crescita.
Il Programma Erasmus Mundus ha dato un notevole impulso al diffondersi di una cultura comune sui corsi di studio congiunti e sulla connessa necessaria trasparenza e qualità. Si consiglia di visitare il sito corrispondente della Commissione Europea., ref. [5]. Fra le molte preziose informazioni ivi contenute si sottolinea fra le FAQ, sezione General questions about Erasmus Mundus Masters Courses, la question no. 3, che fornisce una chiara definizione di cosa si intente per “programma di studio integrato”. Da sottolineare ancora come la flessibilità nella definizione in termini di crediti del Master Course Erasmus Mundus (qualsiasi offerta tra 60 e 120 crediti) abbia contribuito a chiarire la differenza fra corsi di studio di secondo ciclo (per noi la laurea specialistica ora magistrale) , inseriti nella sequenza educativa regolare di una università, e corsi di studio – spesso di soli 60 crediti - sviluppati nell’ambito del Life Long Learning.
Nella comunità degli addetti ai lavori, molti dei quali impegnati in iniziative pilota e/o in sinergia di intenti con l’EUA e con i centri ENIC/NARIC, i due problemi più sentiti al momento di Berlino 2003 erano:
(a) ancorare saldamente l’impresa congiunta nelle università partner, anche dal punto di vista amministrativo;
(b) mettere in piedi forme adeguate e transnazionali per la valutazione della qualità delle iniziative congiunte (dimensione europea della QualityAssurance).
Per rispondere all’esigenza (a) sono state sviluppate procedure articolate che riguardano l’iscrizione congiunta, il rilascio di certificati congiunti e in primis del diploma finale congiunto, il rilascio del Diploma Supplement congiunto. Un caso di buona pratica, riguardante il Master Europeo in diritti umani e democratizzazione, finanziato a Venezia direttamente dal Parlamento Europeo, è stato presentato al Meeting Annuale EAIE di Torino (settembre 2004).
Per rispondere all’esigenza (b) tutti concordano sulla necessità di sviluppare adeguate forme di valutazione transnazionale, che siano al tempo stesso bene inserite nelle prassi valutative nazionali. Da questo punto di vista prezioso è il contributo offerto dal progetto Tuning (cfr. ref [6]), che ha messo a punto una checklist per lo sviluppo dei programmi di studio e per il loro miglioramento qualitativo. Tale checklist è condivisa da rappresentanti ed esperti accademici di oltre 140 istituzioni europee. Sempre in questo contesto è da segnalare l’iniziativa EUA denominata European Masters New Evaluation Methodology, con risultati previsti entro Dicembre 2005, mirata a dare soluzioni concrete ai punti (a) e (b) sopra.
Infine va qui ricordato che in preparazione al summit di Bergen il Governo Svedese ha organizzato un secondo senminario di Bologna (Stoccolma, maggio 2004) sui corsi congiunti e loro prospettive future. Le raccomandazioni finali chiariscono ulteriormente gli elementi portanti della iniziativa congiunta e puntano l’attenzione sulla necessità di garantirne la sostenibilità nel tempo (cfr. ref [7]).
A conclusione, va anche ricordato che nello spirito di monitorare l’esistente (stocktaking process), l’EUA ha di recente attivato una procedura on-line (cfr. ref. [8]) per costruire – in collaborazione con i coordinatori responsabili dei programmi – il primo Online EUA Joint Masters Programme Catalogue.
Nota aggiunta in prova
2.4 – BERGEN 2005Secondo informazioni preliminari, i Ministri confermano la loro attenzione ai corsi di studio congiunti, in almeno due sezioni del loro comunicato finale:
Recognition of degrees and study periods … We express support for the subsidiary texts to the Lisbon Recognition Convention and call upon all national authorities and other stakeholders to recognise joint degrees awarded in two or more countries in the EHEA.
……
Taking stock on progress for 2007 – We charge the Follow-up Group with continuing and widening the stocktaking process and reporting in time for the next Ministerial Conference. … . In particular, we shall look for progress in:
- introduction of proposed models for peer review of quality assurance agencies;
- implementation of the national frameworks for qualifications;
- the awarding and recognition of joint degrees, including at the doctorate level;
- creating opportunities for flexible learning paths in higher education, including procedures for the recognition of prior learning.
Riguardo alla attractiveness della EHEA, i Ministri a Bergen pongono soprattutto l’accento sul suo legame con la ricerca e la formazione alla ricerca e con la dimensione sociale del Processo di Bologna.
Tuttavia il grande passo in avanti di Bergen sembra essere la adozione dello EQF-European Qualification Framework, il quale se utilizzato dai Governi per raccordare ad esso i National Qualification Framework, costituirà un formidabile strumento per lo sviluppo ed il mantenimento della dimensione europea.
REFERENZE[1] ”Joint Degrees, The Italian experience in the European context”, eds S. Capucci, C. Finocchietti, M. Sticchi Damiani e V. Testuzza, CIMEA, Fondazione Rui, Roma, 2003
[2] vedi le raccomandazioni finali dei Bologna seminar di interesse al sito del summit di Berlino 2003, e cioè a
http://www.bologna-berlin2003.de/en/bologna_seminars/index.htm[3] vedi link ai report finali nel sito EUA,
http://www.eua.be/eua/en/projects_joint.jspx[4] vedi sito
http://www.coimbra-group.be/07_task_forces.htm, clicca su Task Force EPET, e seleziona il documeto word “Glossary … “
[5] vedi il sito
http://europa.eu.int/comm/education/programmes/mundus/index_en.html[6] vedi articolo “Quality enhancement at programme level: the Tuning approach”, in “Tuning Educational Structures in Europe, Final Report, Pilot Project – Phase 2, carried out by over 140 Universities, coordinated by the University of Deusto (Spain) and the University of Groningen (The Netherlands) and supported by the European Commission”, eds Julia Gonzalez and Robert Wagenaar, University of Deusto and University of Groningen, 2005, in corso di stampa. Si veda anche il sito
http://www.relint.deusto.es/TUNINGProject/index.htm[7] vedi le raccomandazioni al sito
http://www.bologna-bergen2005.no/ “cliccando” in alto sulla casella Seminars
[8] si veda al sito
http://www.eua.be/eua/jsp/en/client/new_JM.jspALLEGATI / 1
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Double/Multiple/Joint Degrees – Current Situation in Countries Participating in Erasmus Mundus |
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| Country |
Joint Degree |
Double/multiple Degree |
Minimum number of credits |
| BELGIUM (FR) |
Possible |
Possible |
|
| BELGIUM (NL) |
Possible for EM |
Possible |
|
| CZECH REPUBLIC |
Possible |
Possible |
60 |
| DANEMARK |
Possible, but only on a case-by-case basis. New law to ease this situation is in preparation. |
Possible |
Usually 120 (60 credits can be granted exceptionally in rare cases) |
| GERMANY |
Possible |
Possible |
60 |
| ESTONIA |
Not possible |
Possible |
|
| SPAIN |
Possible (not expressly mentioned in present legislation; will be specified in legislation being prepared) |
Possible |
|
| FRANCE |
Not automatic. Could be possible only if already recognised as national diploma; and only to be judged on a case-to-case basis |
Possible |
120 |
| GREECE |
Possible |
Possible |
60 |
| IRELAND |
Possible, but depends on individual institutions |
Possible |
60 |
| ITALY |
Possible |
Possible |
|
| CYPRUS |
|
|
|
| LITHUANIA |
Not possible |
Possible |
120 |
| LATVIA |
Not possible |
Possible |
60 |
| LUXEMBURG |
|
|
|
| HUNGARY |
Possible, but to be judged on a case-to-case basis |
Possible |
|
| MALTA |
|
|
|
| THE NETHERLANDS |
Not possible |
Possible |
|
| AUSTRIA |
Possible |
Possible |
60 (but usually 120) |
| POLAND |
Not possible, but new law in preparation |
Possible |
60 (but usually 120) |
| PORTUGAL |
Possible |
Possible |
|
| SLOVENIA |
Possible |
Possible |
|
| SLOVAK REPUBLIC |
Not possible, but new law in preparation (accreditation needed) |
Possible |
120 |
| FINLAND |
Possible |
Possible |
120 |
| SWEDEN |
Not possible |
Possible |
|
| UNITED KINGDOM |
Possible, but depending on the “law” of each institution |
Possible, but depending on the “law” of each institution |
60 |
| ICELAND |
Not possible, but new law in preparation |
Possible |
|
| LIECHTENSTEIN |
Possible |
Possible |
|
| NORWAY |
Possible |
Possible |
|