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Arte di vivere: una brillante rassegna senza rassegnazione

Il progetto Comenius "Art of Living" è girotondo intorno all’Europa, nonché muro di cinta. Nessuna fortezza di pietra rende sicura una città come il respiro della sua gente, nessuna apertura delle braccia di un uomo può essere superiore alla sua altezza.

Immagini e immaginazioneIl progetto Comenius Arte di vivere del Circolo Didattico n. 5 di Firenze viene disegnato in base all’esperienza didattica in classe ed è finalizzato alla valorizzazione delle esperienze dei singoli insegnanti, all’autonomia rispetto al Socrates pur nell’identificazione (la parola identità ci distingue e ci fa uguali nello stesso tempo), all’individuazione del campo educativo tra arte e politica, al superamento dell’ambiguo concetto "vietato vietare" (è perfettamente inutile sapere diciotto lingue se in nessuna di queste si sa, o si è in grado, di dire di no).

Il percorso scelto per i tre anni di durata del Progetto è riassunto in sei punti: tre libri ne testimoniano il cammino. I tre volumi, di 80 pagine l’uno, contengono i lavori dei ragazzi e degli insegnanti - intervallati anche da interventi esterni rappresentativi delle realtà con le quali il Progetto è entrato in contatto - strutturati sulla scansione dei sei punti del Progetto, a loro volta cadenzati in trentasei fasi suddivise in duecentosedici piccoli segmenti.

Lo schema è molto ridotto all’osso: una sola parola, quasi una nota musicale, una partitura che inizia in pub del Galles, calamitato da un palcoscenico verso l’Europa. "I like Pontypridd in April, what about you"? Era il 1998 ma passato e futuro sono l’anima di ogni Progetto mentre il presente ne è la spina dorsale. Tutto quello che c’era da imparare (la lingua inglese, le e-mail, il prendere un aereo) e tutto quello che avevo perduto (difficile da dire visto che la lotta di ogni essere umano contro la pesantezza è proprio la capacità di perdersi e di perdere) era provvisoriamente visibile quei giorni.

Nacque il primo partenariato, quello di “Linguistic Adventures” (Italia, Danimarca e Austria). I sei punti del percorso di questo primo Progetto Comenius (1999 - 2001) erano ancora legati a un concetto esplorativo, si sentiva intorno come una protezione espressa attraverso un linguaggio illustrativo dove la precisione aveva la meglio sulla vaghezza. Obiettivo prioritario, nel mio caso, era imparare un minimo di inglese partendo da zero visto che il disegno umoristico senza parole e la musica erano le uniche lingue “straniere” conosciute insieme a un insufficiente francese.

Comunque questa era la scaletta:

  • Il ribelle è l’eroe e Dissonanti tra la folla (primo anno);
  • Labirinti del cervello: percorsi e trame e Sorprese del cuore: gag e humor (secondo anno)
  • Altri protagonisti: gli ostili, gli ausiliari, le spalle e Pause: i cibi, le vacanze, le ricreazioni, il dormire (terzo anno).

La rivista "Linguistic Adventures"La rivista “Linguistic Adventures” (cm 20,5  per 29, pp. 40 black and white), palestra del progetto Art of  living.

Insieme alla Volksschule di Klaus (Vorarlberg, Austria), Il Circolo 5 di Firenze inizia un cammino che tutt’ora continua anche se costanti metamorfosi ne hanno cancellato le orme, come per sfuggire a inseguitori se non interessanti certamente interessati.

Art of living si distingue dal primo progetto perché nasce libero, il team che viene proposto tra il sottoscritto e insegnanti della Volksschule di Klaus, della Vasil Levski di Krumovgrad (Bulgaria), della Brydebjergskolen di Nysted (Danimarca) e della Ceip Reixac di Montcada (Spagna), è un team europeo, ovvero le nostre attività, pur inserite nelle Programmazioni delle nostre scuole nazionali, vengono condotte avendo come riferimento il nostro Progetto, come se questo fosse parte effettiva di una reale architettura di un'ipotetica scuola europea.

L’immaginazione veniva prima della comunicazione, la creatività prima della distribuzione. Per questo emerge il problema del “diritto d’autore” anche perché dal Progetto nascono magicamente canzoni (ascolta Quando fioriscono i lillà) che, incise e diffuse, diventano popolari; libri catalogati alla Biblioteca Nazionale Centrale; articoli ospitati in riviste di settore estranee al mondo della scuola; concerti – racconti programmati nelle librerie cittadine insieme agli interventi degli autori più in voga dell’industria culturale (vedi evento del 27 novembre 2005 alla libreria Melbookstore di Firenze). A questo punto è il Progetto che sceglie dove essere presente. Contrariamente a ogni tendenza, l’arte con Art of living non è più un lusso e diventa esigenza e alfabetizzazione.

Ma cosa c’entra l’arte con l’educazione? “L'arte di vivere” è “trattare con futilità le cose più serie e come cose serissime tutte le futilità. Nuova arte di vivere. Sono pochissimi coloro che usano, parlando con gli altri, lo stesso linguaggio che usano parlando con sé stessi” (Luigi Pirandello). In controtendenza con le leggi sulla privacy ma, come programmato, in linea con una delle più importanti correnti artistiche novecentesche, il Surrealismo (“André Breton (...) diceva di voler vivere 'in una casa di vetro' dove nulla è segreto e ognuno può guardare” Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere, Adelphi, Milano 1989, pag 119).

Ai partner Socrates di Art of living, nell’anno scolastico 2004 – 2005, si aggiunge la scuola macedone OU Said Najdeni Primary School (Debar) supportata dal MIUR Ufficio III rapporti internazionali in quanto inserita nel Progetto Balcani.

Nel meeting in Bulgaria  dal 24 al 29 aprile 2005 riguardante l’intero partenariato Socrates di Art of living si disegna in modo netto la fase attuale del progetto che è già realtà di contatto tra una scuola europea presente con un’altra futura e da inventare. Mentre la memoria individuale si cullava sugli allori di Sofia, ecco che diventa importante l’intervento nella scuola Ceip di Montcada i Reixac. Verso Barcellona, quindi, già archivio della cortesia, ora albergo dei forestieri e che nel giugno 2006 si presenterà, secondo le definizioni scandite nel capitolo LXII del secondo volume del “Don Chisciotte”, come come ospizio dei poveri. “Ci basta una capanna per vivere e dormir...”, si canta in Miracolo a Milano di Zavattini. Studiato secondo lo stile dei nostri Comenius qualche anno con i ragazzi di una quarta elementare e documentato in un bel volume [Ombre e vernici nello spaziotempo: una ricerca lunga chilometri e chilometri di metri eseguita da una classe elementare della scuola Vittorio Veneto di Firenze, Massimo Presciutti, Firenze, 1998]. Un tuffo quindi dentro la memoria sociale.

I risultati ottenuti per quanto riguarda i prodotti delle scuole non sono stato mai scontati: pacifici e poetici - in linea con un progetto che già dal titolo si presenta in un certo modo - ma chiari nelle enunciazioni e soprattutto aventi alla base solide radici comuni. Si ripercorrono non solo correnti artistiche novecentesche, ma anche storie antiche di saggezza popolare, fughe dai regimi totalitari, concetti di solidarietà mai disgiunti da una individuale solidità interiore. La memoria storica rende protagonista ogni persona di buona volontà e immette umana malinconia  perfino negli imperatori.

Art of living in azione: Piazza Santa Croce, Natale 2003Art of living non è stato e non è operativo soltanto entro le mura della scuola, la sua casa con le ruote è nelle pavimentate piazze delle meravigliose città europee coinvolte nonché nelle cingenti  colline montagne pianure che scorrendo nel tempo creano un cinematografico movimento ondulatorio.

Massimo Presciutti, Circolo Didattico n° 5, Firenze


 


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