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La formazione avanzata a livello universitario dei docenti CLIL in Italia

Carmel Mary Coonan - Università Ca’ Foscari di Venezia

L’uso veicolare di una lingua straniera riscuote un certo interesse nelle scuole italiane già da diverso tempo. Strumentali in questo senso non sono solo i progetti ministeriali (quali i licei europei ed i licei internazionali), operativi a partire dei primi anni ’90 o la legge sull’autonomia scolastica (articolo 4.3), ma soprattutto gli articoli 3.3 e 7.3 del D.Lgs. 17.10.2005, n° 227 [1] che statuiscono l’obbligo di insegnare una materia in lingua inglese nell’ultimo anno del liceo (con una provvisione diversa per il liceo linguistico). La legge ha così introdotto un fattore di obbligatorietà che può suscitare una certa apprensione nelle scuole chiamate ad introdurre l’innovazione.

Perché il CLIL costituisca un insegnamento ‘proficuo’, l’uso veicolare della lingua straniera deve assicurare sia lo sviluppo linguistico sia l’apprendimento della materia. Ciò è possibile solo in un ambiente CLIL in cui c’è una cura specifica della pianificazione e degli aspetti metodologico-didattici. Solo un docente con un profilo professionale ‘aggiuntivo’ rispetto al bagaglio normalmente posseduto sarà capace di elaborare ed attuare tali programmi. Di fronte al nuovo scenario l’università italiana, preposta alla ricerca e alla formazione, non può rimanere inerte. L’opzione CLIL richiede una nuova figura di docente con competenze specifiche, capace di insegnare attraverso una lingua straniera, con conoscenze e competenze metodologiche che tengono conto delle caratteristiche peculiari dell’ambiente di apprendimento CLIL. Il ruolo dell’università, a questo riguardo, si può espletare sostanzialmente in quattro direzioni: la formazione metodologica; la formazione linguistica, il monitoraggio di esperienze e la ricerca.

La formazione metodologica del docente CLIL, al livello universitario, deve prendere in considerazione sia il docente già in servizio sia quello in formazione iniziale.

L’università italiana si è occupata sostanzialmente della prima categoria di insegnanti promuovendo corsi di formazione avanzata di varia natura [2]:

- corsi di perfezionamento: è un livello di corso impegnativo di durata annuale. Ha lo scopo di formare dei professionisti con conoscenze e competenze particolarmente approfondite nel campo. Importante, a questo riguardo, è l’identificazione del contenuto per assicurare un corso consono al profilo professionale di questa nuova figura. Il corso di perfezionamento in CLIL dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, ad esempio, si basa sulla specificazione elaborata nell’ambito del progetto ALPME [3] - frutto di riflessioni a livello europeo;

- pacchetti formativi: consapevoli che un corso di perfezionamento possa costituire un impegno oneroso per chi lavora, nonché del fatto che gli insegnanti della scuola elementare sono esclusi se non in possesso di una laurea, è necessario che l’università elabori proposte alternative aprendosi al territorio collaborando con gli altri interlocutori istituzionali (quali gli IRRE e gli Uffici Scolastici Regionali nonché le scuole singole o in rete) per elaborare ed attuare percorsi formativi diversi il cui valore risiede nel fatto che i percorsi sono tagliati su misura rispetto ai bisogni e alle condizioni locali specifiche. [4]

Ambedue le modalità sopra richiamate consentono di approfittare del fatto che il docente in servizio ha a sua disposizione una ‘officina’ (la sua classe, la sua scuola) dove sperimentare mini percorsi CLIL e dove attuare forme di learning by doing. La formazione, quindi, viene integrata della dimensione esperienziale, un periodo di ‘stage’ in cui l’Università segue il percorso monitorando l’efficacia e stimolando le riflessioni in corso d’opera;

- seminari di riflessione: il docente CLIL formato diventa una risorsa non solo per le scuole stesse ma anche per l’Università che lo ha formato. Le pratiche CLIL svolte dal docente lo portano ad una sempre maggiore consapevolezza delle problematiche e tale consapevolezza va resa visibile, discussa, condivisa e valutata. Il ruolo dell’Università è quello di offrire un forum per i docenti perché tale condivisione possa aver luogo sia sotto forma di seminari di riflessione e di approfondimenti sia sotto forma di una CLIL community virtuale in grado di aggregare e catalizzare gruppi di interesse. [5]

   Essendo un nuovo ambiente di apprendimento e di insegnamento, il CLIL costituisce una innovazione sotto molteplici punti di vista. In quanto tale, diverse sono le azioni che l’Università può intraprendere: monitorare per guidare l’evolversi delle esperienze dando feedback utili alle scuole e ai docenti [6]; condurre ricerca per indagare alcune delle diverse tematiche emergenti quali, per esempio, la qualità in CLIL (il progetto LI.VE) [7], la metodologia CLIL (Apprendo in LS [8]), la metodologia e lo sviluppo linguistico,  [9] cooperative learning e CLIL [10]; disseminare i risultati organizzando convegni [11] e seminari, anche virtuali, e collaborare con i colleghi europei.

 

(1) Decreto Legislativo 17 ottobre 2005 n° 227 inerente la definizione delle norme generali e dei livelli delle prestazioni sul secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione ai sensi della Legge 28 marzo 2003 n. 53

(2) Corsi di Perfezionamento in CLIL sono organizzati presso:

Università Ca’ Foscari di Venezia (cfr. http://www.unive.it/nqcontent.cfm?a_id=16156 e Dipartimento di Scienze del Linguaggio - Laboratorio CLIL (http://venus.unive.it/labclil/)

Università di Urbino: http://www.uniurb.it/it/offertadidattica/corsi/corso.php?id=1000032

(3) Il progetto ALPME (Advanced Level Programme for Multilingual Education) a cui l’Università Ca’ Foscari di Venezia ha partecipato assieme ad altre 8 altre università europee. 

(4) Il Laboratorio CLIL (Università Ca’ Foscari) ha elaborato e condotto una serie di pacchetti formativi (in formato blended) per l'USR della Calabria, l'USR dell'Umbria, per il progetto “Sentieri; una rete di scuole” di Tarvisio, e per l'ITC Bodoni di Parma.

(5) Ad esempio, il Seminario Estivo di Riflessione intitolato “Per la tutela della disciplina in CLIL” organizzato dal Laboratorio CLIL il 14-16 luglio 2005 http://venus.unive.it/labclil/seminario_2005/). La CLIL Community del Laboratorio CLIL verrà avviato a partire dell’a.sc. 2006-2007.

(6) Un esempio di monitoraggio è rappresentato dallo studio svolto dal Laboratorio CLIL nell’ambito del progetto CLIL dell’IRRE Friuli-Venezia Giulia.

(7) LI.VE - progetto di ricerca coordinato dall’IPRASE Trento con i partner Università Trento, Università Ca’ Foscari di Venezia, IRRE Friuli-Venezia Giulia, IRRE Veneto, IPRASE Bolzano.

(8) Apprendo in LS: progetto di ricerca e di formazione dell’USR condotto in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari e l’IRRE Veneto. La prosecuzione del progetto intitolato “CLIL-un nuovo ambiente di apprendimento” è stata varata in marzo 2006.

(9) Nel dicembre 2005 il MIUR-Università ha approvato un Progetto di ricerca nazionale biennale CLIL intitolato La promozione della competenza e della metacompetenza linguistico-comunicativa in situazione d’uso veicolare di una lingua seconda/straniera. Tale progetto è coordinato dall’Università Ca’ Foscari di Venezia coinvolge anche l’Università di Bari.

(10) In tal senso un progetto di ricerca e di formazione è stato organizzato dall’IRRE Veneto in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari intitolato: La partecipazione in CLIL. Cfr. http://www.irre.veneto.it/.

(11) Cfr. il Convegno CLIL-un nuovo ambiente di apprendimento del 23-25 settembre 2004 organizzato dal Laboratorio

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