Numerosi dirigenti scolastici hanno partecipato all’annuale convegno dei borsisti Arion tenutosi il 15 marzo scorso a Palazzo Gerini. Esso risponde ad un obbligo contrattuale con la Commissione europea, ma per l’Agenzia Socrates ha costituito un’occasione preziosa per incontrare, quest’anno, una categoria rilevante per l’Azione sia dal punto di vista numerico sia per la carica propulsiva che oggi la contraddistingue. Per motivi logistici la riunione era riservata a coloro che avrebbero fruito del soggiorno di formazione nell’ultimo trimestre dell’anno scolastico in corso; ad essi si è ritenuto opportuno affiancare, a reciproco vantaggio, una ristretta rappresentanza di organizzatori di visite di studio in Italia.
L’incontro è stato volutamente connotato da un taglio dialogico: all’avvio dei lavori ciascuno dei presenti ha delineato la specificità del proprio compito istituzionale all’interno dell’istituto di appartenenza rapportandolo con le aspettative riposte nella settimana di studio all’estero. Questa modalità operativa è stata particolarmente apprezzata dai convenuti ed ha rappresentato la premessa per un confronto vivace e stimolante nel corso del quale è venuto configurandosi uno spaccato della nostra realtà scolastica e della funzione che il preside è chiamato a svolgere in contesti socio-culturali che, pur diversi fra loro, ne impegnano a fondo capacità ed energie.
Da tutti gli interventi è emersa la piena comprensione dell’autentico significato dell’azione Arion, non soltanto arricchimento della singola professionalità, ma soprattutto possibilità di trasferire nel proprio ambiente di riferimento conoscenze e pratiche didattiche acquisite nel settore della cooperazione transnazionale; pregressa e valida esperienza, quest’ultima, per la maggioranza dei partecipanti, che hanno mostrato di avvertire la dimensione continentale dell’educazione come fermento in grado di far lievitare il potenziale formativo del singolo istituto.
La coralità e l’ampiezza della discussione, incentrata su alcuni punti nodali che connotano il fare scuola europeo - quali la dispersione, l’integrazione dei diversamente abili, l’osmosi interculturale, il raccordo con il territorio, la transizione scuola-lavoro - non hanno consentito di seguire appieno la scaletta del programma. Venuta meno la metodologia del procedere sistematico, il dibattito ne ha guadagnato in autenticità e schiettezza, pur mantenendo il necessario rigore seminariale.
In proposito, il previsto collegamento con gli obiettivi di Lisbona, tema di per sé irrinunciabile all’interno del programma Socrates, non è stato esplicitamente trattato, ma ha rappresentato il comune denominatore e dunque il punto di sintesi dell’attività svolta.
A chiusura dei lavori, Amilcare Bori, dirigente tecnico e autorevole collaboratore dell’Agenzia, ha posto in evidenza, tramite un ampio excursus storico-culturale, la portata della comparazione educativa che, se giustamente intesa, è strumento di valutazione critica e spinta per un’innovazione consapevole.
Una proficua giornata di lavoro, quindi, la cui validità è stata riconosciuta dai colleghi presenti; non a caso essi hanno ravvisato l’esigenza di rivedersi, al termine delle rispettive visite di studio, per un nuovo, utile confronto fra pari, anticipando, per certi aspetti, il ruolo strategico che Arion assumerà nell’imminente Programma Integrato.
di Vanni Ferrari, Agenzia Socrates Italia