L’ambizione di far agire diversa-mente il gruppo classe si giustifica con la volontà di emanciparsi dal modello culturale monistico della scuola italiana, troppo spesso inadatto a gestire la diversità culturale e a cogliere le opportunità della formazione europea.
Nel processo di realizzazione del progetto “Universi Femminili” abbiamo potuto sperimentare l’importanza del ruolo della formazione transnazionale, la sola in grado di progettare e realizzare percorsi di apprendimento che sappiano tradurre in pratiche condivise le nuove forme emergenti di cittadinanza. Con l’obiettivo di rilanciare una feconda relazione tra pratiche scolastiche differenti e di far emergere identità allargate, la sfida culturale è stata di creare spazi di pensiero comuni e di sperimentare esperienze acentriche di apprendimento, rafforzando così la dimensione europea dell’insegnamento.
L’approfondimento linguistico-letterario del progetto (analisi di alcuni testi di Simone de Beauvoir, in particolare da Mémoires d’une jeune fille rangée) e l’educazione all’immagine (linguaggio non verbale in pubblicità, arte, cinema, moda) hanno di fatto trasformato le conoscenze di ambito disciplinare (lettere, storia, filosofia, arte, nuove tecnologie) in mobilità trasversale dei saperi.
Il prodotto multimediale, realizzato in una versione linguistica mista per dare alle due lingue, italiano e francese, una presenza paritaria, è il frutto di un reale dibattito di due comunità linguistiche e di molteplici universi culturali. Le due istituzioni scolastiche, il Lycée Max Linder di Libourne (Bordeaux) ed il Liceo classico-linguistico Gaio Valerio Catullo di Monterotondo (Roma), si sono confrontate dialetticamente, oltre che sulla gestione del percorso, anche e soprattutto sugli stili di apprendimento e di comportamento che hanno coinvolto i diversi soggetti nelle varie fasi: genitori, studenti, docenti, collaboratori scolastici, artisti, curatori di mostre, giornalisti, assessori alla cultura, sindaci, capi d’istituto. Un’azione educativa e culturale capace di costruire un lavoro comune integrato che ha valorizzato nei suoi diversi segmenti le risorse e le capacità individuali di negoziazione e di mediazione, in un percorso di crescita e di conoscenza reciproca.
L’ipotesi progettuale, volta alla valorizzazione della differenza di genere, ha inteso sviluppare una cornice allargata d’interazione soggettiva di nuovi stili di collaborazione, per incoraggiare l’incontro di competenze cognitive differenti nella riflessione distinta e collettiva dei gruppi classe e, solo successivamente, superati i momenti critici, lo scambio sinergico di visioni tra studenti appartenenti a spazi culturali e linguistici diversi. Dialogare, dibattere, rielaborare categorie personali acquisite: questi i termini della sfida interculturale del progetto che, secondo specifiche angolazioni spaziali e temporali, ha scelto d’interpretare l’immagine e la scrittura, entrambi strumenti per attribuire senso alla nostra storia e a noi stessi, consentendo d’inserirci nel sistema simbolico dei valori a cui apparteniamo e di riflettere sulla nostra società, sui nostri comportamenti e dunque sulla nostra capacità di lettura della storia passata e presente.
Le intense comunicazioni, formali ed informali, intercorse tra i diversi soggetti prima e durante lo svolgimento delle attività in presenza e a distanza, hanno via via permesso di individuare le divergenze di approccio, gli ostacoli strutturali delle istituzioni, le preoccupazioni parentali nella mobilità, le incompatibilità dei sistemi scolastici ma anche di cercare le strategie necessarie per risolvere le difficoltà emerse.
In particolare l’impianto curriculare del sistema francese, poco elastico in termini di programmazione disciplinare ed interdisciplinare, e la rigida, anche se ampia, organizzazione e distribuzione degli spazi e dei tempi d’insegnamento hanno talvolta limitato i momenti di condivisione degli studenti francesi durante la realizzazione del progetto.
Per questo la programmazione della mobilità ha previsto un primo spostamento verso la Francia, durante il quale i due gruppi hanno potuto conoscersi e superare le iniziali difficoltà di adattamento, svolgere in classe attività di analisi testuale delle opere di Simone de Beauvoir per capirne il percorso di emancipazione femminile, affrontare le tematiche relative alla parità uomo-donna, esperienziare un approccio plastico alla tematica dell’abito come enveloppement del corpo grazie all’incontro-performance nel liceo Max Linder dell’artista Aline Ribière.
Il percorso di approfondimento degli studenti italiani ha potuto spaziare, invece, anche in attività di laboratorio, altre attività extracurriculari ed iniziative locali. Con queste modalità di condivisione è stato possibile analizzare alcuni stereotipi basati sulle distinzioni di sesso nell’ambito familiare o lavorativo, i codici pubblicitari a partire dagli anni ’50, la moda come espressione di modelli culturali, il cinema – in particolare il neorealismo - come linguaggio estetico ed espressivo di fattori socio-storico-ambientali. Il percorso dell'emancipazione e di costruzione della cittadinanza politica femminile nell’ Italia del dopoguerra è stato scoperto nell’ambito di una mostra storico-documentale dell’associazione “Unione Donne in Italia” (U.D.I.) presso il Museo di Roma in Trastevere ed ulteriormente approfondito durante un incontro-intervista della classe con la curatrice della mostra Marisa Ombra.
La trasformazione in prodotto multimediale del materiale raccolto, già avviata dal gruppo classe italiano, è stata realizzata in collaborazione con il gruppo classe francese durante la mobilità di quest’ultimi in Italia, grazie anche alla disponibilità dei colleghi di corso, che preventivamente sensibilizzati hanno offerto un coordinamento curriculare funzionale ai momenti di collaborazione transnazionale e di scambio con i colleghi francesi.
Il prodotto finale nella sua confezione di assemblaggio delle sequenze, così come la scelta dei vari e numerosi supporti musicali è stato completato dagli studenti italiani che hanno dimostrato di saper attivare capacità enormi di analisi e di interpretazione dei linguaggi verbali e non verbali.
Testimonianza che deve incoraggiare l’attività dei progetti europei, che, affidati alla professionalità, alla motivazione nonché al volontariato dei docenti, rafforzano la dimensione europea dell’insegnamento con percorsi formativi diversificati e permettono all’istituzione scolastica di sperimentare ed offrire una nuova cornice strutturante al processo educativo di autosviluppo. (la rassegna stampa)
Facendo riferimento all’illuminante interpretazione dell’ethos che Paul Ricoeur definisce “auspicio di una vita compiuta – con e per gli altri – all’interno di istituzioni giuste” il progetto ha permesso a ciascuno, nella differenza, di contribuire, di agire e di vivere un’occasione operativa per acquisire atteggiamenti di distanza critica nello sforzo quotidiano di trovare riferimenti e dare quindi significato al presente, riscoprendo gli universali etici in un percorso sinergico di cambiamento.
Alcuni dei prodotti realizzati durante il percorso (in formato pdf):
- Lo sguardo del pittore (1,84 MB)
- Medioevo vs Romanticismo (2,74 MB)
- Il percorso dell'emancipazione (6,46 MB)
- La donna nella religione (2,5 MB)
- L'educazione del corpo e della mente (1,97 MB)
di Maria Rosaria Vricella
Liceo Gaio Valerio Catullo di Monterotondo, Roma
a cura di Sara Pagliai,
Agenzia nazionale Socrates
Il Liceo Catullo ha accolto l'invito dell'Agenzia a documentare il progetto Universi Femminili nella banca dati EST, European Shared Treasure, cui rimandano alcuni dei link all'interno dell'articolo