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Progress towards the Lisbon Objectives in Education and Training - 2006 Report

È uscito il terzo rapporto annuale sui progressi verso il raggiungimento degli obiettivi di Lisbona. Il rapporto evidenzia che, nonostante alcune positive tendenze in determinati settori, i progressi in generale sono ancora troppo lenti e insufficienti per raggiungere gli obiettivi nel 2010.

L’analisi dei progressi viene effettuata sulla base di 29 indicatori ed è centrata sui cinque benchmark adottati per il 2010 e considerati cruciali per il raggiungimento di un livello accettabile del sistema educativo e formativo europeo, tale da renderlo competitivo con quello di paesi come gli USA, il Giappone, la Cina.

I 5 benchmark riguardano:
1) Abbandono scolastico: non più del 10% di giovani fra i 18 e i 24 anni devono essere costretti ad abbandonare gli studi
2) Innalzamento del livello di istruzione: l’85% di giovani fra i 20 e i 24 anni deve aver conseguito un titolo di studio di scuola secondaria superiore
3) Acquisizione delle competenze di base: diminuzione del 20% dei giovani minori di 15 anni con scarse abilità di lettura-scrittura
4) Apprendimento lungo tutto l’arco della vita: necessario almeno il 12,5% di adulti in formazione
5) Laureati in materie scientifiche: 15% in più, con una contemporanea riduzione dello sbilanciamento fra il numero di laureati uomini e il numero di laureate donne.


Questi i principali risultati evidenziati dal rapporto in riferimento ai 5 benchmark.

Abbandono scolastico
Anche se c’è stato un miglioramento nella percentuale degli abbandoni precoci, la media europea, ferma al 14,9 %, è considerata ancora troppo alta, soprattutto per gli squilibri nei progressi fra i diversi stati. La raccomandazione che emerge dal rapporto è di accelerare i progressi continui degli ultimi anni.
In termini di cifre, fra gli stati con le percentuali di abbandono scolastico più basse troviamo la Polonia (5,5%), la Slovacchia (5,8%) e la Repubblica Ceca (6,4%) e molti altri dei nuovi stati membri. L’Italia è molto lontana da questi dati - e anche dalla media europea - ed è ferma ad un 21,9% (comunque migliore del 25,3% registrato nel 2000).

Innalzamento del livello di istruzione
Questo benchmark viene considerato strettamente correlato con quello riguardante la partecipazione all’apprendimento lungo tutto l’arco della vita, essendo indispensabile aver raggiunto il livello di istruzione secondaria superiore per poter accedere alle opportunità formative offerte dal life long learning. Attualmente la media UE è del 77,3% (era il 76,3% nel 2000), quindi sono necessari ancora sforzi considerevoli per poter raggiungere quell’85% richiesto per il 2010, dovendo passare dall’attuale media annuale dell’0,2% all’1,5%.
Fra gli stati che hanno già raggiunto - e in alcuni casi superato - il traguardo dell’85% troviamo la Slovacchia (91,5%), la Repubblica Ceca (90,3%) e la Polonia (90%). L’Italia si colloca fra i 9 stati membri che sono ancora al di sotto della percentuale richiesta essendo ferma al 72,9% (ma era al 68,8% nel 2000).

Acquisizione delle competenze di base
La diminuzione del 20% nel numero  di alunni con basse abilità di lettura-scrittura, significa passare da dato di partenza del 19,4% (2000) a un 15,5% (200.000 in meno, in cifre assolute) nel 2010. L’analisi di questo benchmark, basata sui risultati dell’indagine OCSE PISA 2003, indica che nessun progresso è stato fatto dal 2000 al 2003, ed anzi in alcuni casi c’è stato un peggioramento che si traduce in una media UE scesa al 19,8%.
Gli stati migliori sotto questo punto di vista sono la Finlandia (passata dal 7 al 5,7%) e l’Irlanda (stabile all’11%). L’Italia purtroppo, insieme a stati come Grecia, Lussemburgo, Slovacchia, Germania, Portogallo e Spagna, registra un aumento nella percentuale di alunni con basse abilità di lettura-scrittura, essendo passata dal 18,9% (2000) al 23,9% (2003).

La partecipazione all'apprendimento lungo tutto l'arco della vitaApprendimento lungo tutto l’arco della vita
Per quanto riguarda questo benchmark, nel 2005 la media UE ha raggiunto il 10,8% (era del 7,9% nel 2000). I progressi fatti fanno quindi ben sperare in un raggiungimento dell’obiettivo del 12,5% entro il 2010. Il rapporto tuttavia ricorda come ulteriori miglioramenti possono essere raggiunti in certe aree, per esempio nel ridurre le disuguaglianze nella partecipazione fra i diversi gruppi della popolazione, disuguaglianze basate su fattori socio-economici, sociali, anagrafici e di genere.
Per quello che riguarda i singoli stati, i maggiori progressi si registrano in Svezia (dal 21,6 al 34,7%) e in Gran Bretagna (dal 21 al 29,1%). L’Italia, che comunque - rispetto a paesi in cui l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita è considerato da sempre parte integrante del sistema di istruzione e formazione - sconta un ritardo di molti decenni, registra un aumento dello 0,8% (dal 5,5 al 6,2%).

Laureati in materie scientifiche
In questo settore la UE supera già in cifre assolute sia gli USA che il Giappone, tuttavia non riesce a far fruttare questo vantaggio, avendo ancora un numero inferiore di laureati che lavorano nel settore della ricerca (sia in termini di cifre assolute che relative) rispetto ai due colossi mondiali. Il rapporto quindi raccomanda di sviluppare e rendere attraente il mercato del lavoro nel campo della ricerca per poter trattenere i propri laureati ed attrarre quelli dei paesi extraeuropei.
La percentuale di laureati in materie scientifiche è cresciuta del 16% fra il 2000 e il 2003, rispetto all’obiettivo del 15% per il 2010. Fra i paesi con il tasso di crescita più consistente (più del 10% all’anno fra il 2000 e il 2003) troviamo anche l’Italia (12,8% di media, 18,2% nel 2003).
Molta strada invece resta ancora da fare per ridurre il divario fra donne e uomini, altro obiettivo del benchmark, essendo la percentuale di donne laureate in discipline scientifiche ferma a un 31,1% a livello europeo (ma è del 35,7% in Italia). Gli stati più “virtuosi” da questo punto di vista si rivelano l’Estonia (42,5%), Cipro (42%) e il Portogallo (41,5%).

Il testo integrale del rapporto e i dati completi su cui è basato sono disponibili sul sito della Commissione europea, alla pagina Education and Training, Diverse Systems, Shared Goals

di Francesca Sbordoni, Agenzia Socrates Italia

 


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