Il Processo di Bologna è un processo di riforma a carattere europeo che si propone di realizzare entro il 2010 uno Spazio Europeo dell'Istruzione Superiore. A partire dall’incontro di Bologna del giugno 1999, il processo si evolve a livello internazionale con incontri biennali dei Ministri dell’istruzione superiore: Praga 2001, Berlino 2003, Bergen 2005. Il prossimo incontro si terrà a Londra.
Per stimolare l’adozione del Processo anche a livello nazionale, la Commissione europea ha incaricato i settori Erasmus delle Agenzie Socrates di organizzare una campagna d’informazione ad hoc nel proprio paese, che preveda il supporto di un team di Promotori. Il team italiano dei Promotori è coordinato dalla professoressa Maria Sticchi Damiani, esperta nelle procedure di riconoscimento dei piani di studio a livello europeo e nell’internazionalizzazione del sistema di istruzione superiore.
A lei abbiamo posto alcune domande, chiedendole di presentarci il Processo e le prospettive per il futuro…
Perché un gruppo italiano di Bologna promoters? Qual è l'esigenza? È uno standard comunitario?
Il progetto di creare e sostenere dei gruppi nazionali per la promozione del Processo di Bologna nei 45 paesi partecipanti fa parte del contributo offerto dalla Commissione Europea al processo intergovernativo di convergenza europea, cui la Commissione stessa partecipa attivamente come membro a pieno titolo del Bologna Follow-up Group. È risultato evidente, infatti, che il processo si articola su due livelli: uno europeo (le riunioni dei Ministri dell’Istruzione di paesi firmatari) dove si assumono congiuntamente le decisioni e si sottoscrivono documenti vincolanti per i singoli paesi; e uno nazionale (amministrazione centrale e sistema delle istituzioni), dove si adottano, nelle sedi appropriate, le necessarie riforme di sistema e se ne verifica l’attuazione nella prassi accademica. A questo secondo livello, quello nazionale si è riscontrata la necessità di una diffusione capillare ed approfondita nelle istituzioni e nella società civile dei principi europei che fanno da sfondo alle riforme nazionali. E si è quindi ritenuto opportuno affidare questo compito in ciascun paese a persone che già avessero acquisito in vari ruoli una piena consapevolezza dell’evoluzione del processo europeo.
Usufruendo della struttura e dell’esperienza organizzativa delle Agenzie nazionali Socrates/Erasmus, la Commissione ha messo a disposizione dei 45 paesi firmatari fondi adeguati per la costituzione di un gruppo di Bologna Promoters nazionali e per la realizzazione di una campagna di informazione mirata alle esigenze locali (attività co-finanziate a livello nazionale). La responsabilità della progettazione delle attività da finanziare e della gestione dei fondi attribuiti è affidata alle Agenzie nazionali Socrates/Erasmus, mentre le procedure per l’identificazione dei componenti del gruppo dei Promotori sono diverse da paese a paese. In alcuni casi le nomine sono state effettuate direttamente dall’Agenzia nazionale, in altri casi dal Ministero dell’Università. Nel caso italiano si è subito instaurata una forte collaborazione tra l’Agenzia nazionale, il Ministero dell’Università e la Conferenza dei Rettori, che ha consentito di costituire una lista di nomi completamente condivisa e ha fortemente sostenuto l’attività dei Promotori a tutti i livelli, amministrativo, politico e istituzionale.
In che modo l'Italia sta realizzando la propria campagna di promozione nazionale? Quali sono le iniziative intraprese?
In collaborazione con l’Agenzia Nazionale, i Promotori italiani hanno innanzitutto costituito un sito www.processodibologna.it nel quale hanno inserito una serie di informazioni ad hoc (descrizione del processo in generale, schede tematiche sui vari obiettivi) e i documenti di base relativi al Processo ed alla sua applicazione nel sistema italiano. È stata una rete di referenti istituzionali, denominati Referenti di Bologna, chiedendone la designazione ai Rettori/Direttori di tutti gli Istituti. I Referenti sono stati invitati a partecipare a delle sessioni di informazione/formazione intensiva sui vari aspetti del Processo ed incaricati di svolgere una duplice funzione: da una parte diffondere nella loro sede istituzionale le informazioni presenti nel sito, dall’altra richiedere l’intervento dei Promotori per eventi specifici (visite, seminari, ecc.) e curarne l’organizzazione.
Questi due elementi di base, il sito e la rete di referenti, hanno molto agevolato la realizzazione di un programma di attività basato essenzialmente su seminari tematici a livello nazionale e presentazioni di natura più generale presso singole istituzioni. I seminari tematici, che hanno sempre avuto una notevole partecipazione, sono stati un’utile occasione per approfondire alcuni specifici aspetti del processo (es.:Tre cicli, Qualità, Corsi congiunti) e i materiali elaborati per l’occasione hanno notevolmente arricchito il sito. Le presentazioni generali in loco hanno invece consentito un contatto più ampio ed una discussione più diretta con tutte le componenti - docenti, studenti, funzionari amministrativi - della sede in cui si svolgeva l’incontro.
Potrebbe sintetizzarci gli esiti del comunicato di Bergen, le novità e gli sviluppi conseguiti?
Il Comunicato di Bergen è una tappa importante del Processo di Bologna perché recepisce i risultati raggiunti da vari gruppi di lavoro nominati a Berlino e rilancia tutte le attività da svolgere prima del futuro incontro di Londra. Con l’incontro di Bergen il Processo diventa più puntuale e stringente: si prende atto del livello di convergenza raggiunto da ciascun paese, si entra sempre più nei dettagli degli adempimenti da svolgere e si pone una scadenza ravvicinata per la verifica del lavoro svolto.
In primo luogo, l’adozione del documento sullo Stocktaking, formalizza i risultati della valutazione sul progresso compiuto, e offre una fotografia chiara dei punti di forza e debolezza di ciascun paese nel perseguimento dei tre obiettivi prioritari: tre cicli, qualità e riconoscimento. Le segnalazioni di quello che non è stato fatto sono precise e le indicazioni di percorso che ne derivano sono evidenti. Il nostro paese soffre di carenze strutturali, come nell’ambito dell’Assicurazione della qualità, ma anche di un’applicazione incompleta della normativa esistente, come nel caso dei due cicli principali, dell’uso dei crediti e della ratifica della convenzione di Lisbona. Il quadro è impietoso ma utile ad imprimere un’accelerazione al processo in chiave nazionale.
In secondo luogo, l’adozione del documento “Standard e linee guida per l’assicurazione della qualità nello Spazio Europeo dell’Istruzione Superiore” (elaborato da ENQA, EUA, EURASHE e ESIB) rappresenta un concreto passo avanti nella convergenza sul tema della Qualità: ad indicazioni generiche si sostituiscono ora criteri e linee guida più precise e dettagliate non solo sull’impianto generale del sistema nazionale di assicurazione della qualità, ma anche sulla metodologia di progettazione dei corsi di studio da parte delle istituzioni. Si propongono quindi nuovi adempimenti sia per il governo che per gli organi accademici responsabili della qualità della didattica. Su questo tema i Promotori hanno tenuto nel novembre 2005 un seminario nazionale con la partecipazione di esperti europei.
In terzo luogo, l’adozione del documento sul Quadro Europeo delle Qualifiche consolida l’architettura su tre cicli e crea una piattaforma di concetti condivisi (learning outcomes, workload-based credits, level) che consentono l’elaborazione di descrittori generali di ciclo a livello europeo. Tali descrittori, denominati Descrittori di Dublino, costituiscono un riferimento indispensabile per costruire i singoli quadri nazionali e per rendere le loro qualifiche comparabili e compatibili con quelle degli altri sistemi. Ai governi partecipanti spetta quindi l’elaborazione dei quadri nazionali delle qualifiche mentre agli organi accademici responsabili della progettazione dei corsi di studio si richiede l’adozione dei concetti condivisi a livello europeo e piena consapevolezza dei descrittori generali di ciclo. Su questo tema i Promotori svolgeranno in autunno una serie di seminari nazionali rivolti ai responsabili accademici ed amministrativi della revisione dei corsi di studio ex DM 270/04.
…..verso Londra...Quali le prospettive e le aspettative?
Londra rappresenterà innanzi tutto un’altra tappa importante del Processo di valutazione dei risultati conseguiti. Al tempo stesso, la riunione dei ministri consentirà di mettere a punto nuove sfide e le priorità indicate per il biennio 2005-2007.
La valutazione si concentrerà innanzi tutto sui principali impegni assunti a Bergen, vale a dire sulla realizzazione dei quadri nazionali delle qualifiche, sull’applicazione degli standard e linee guida indicati nel documento ENQA, ma anche sul rilascio e riconoscimento dei titoli congiunti e sulla creazione di percorsi formativi flessibili con procedure di riconoscimento dell’apprendimento pregresso. I dati da utilizzare per la valutazione dovranno essere forniti dai paesi partecipanti entro il 31 dicembre 2006 per poter essere elaborati in tempo utile. Il tempo rimasto per completare gli adempimenti richiesti è quindi abbastanza breve e richiede il massimo impegno a tutti i livelli! Sui titoli congiunti i Promotori hanno tenuto un seminario nazionale nel dicembre scorso; un altro sul riconoscimento dell’apprendimento pregresso, è programmato per novembre 2006.
Quanto alle nuove sfide e priorità delineate nell’ambito del Processo, alcune come la mobilità ed il riconoscimento dei periodi di studio all'estero sono già da tempo oggetto di grande attenzione da parte dei ministri: la richiesta di un maggior impegno da parte dei paesi partecipanti per il raggiungimento di questo obiettivo - centrale nel Processo di Bologna - si basa evidentemente sulla constatazione che ancora non siano stati raggiunti risultati adeguati al tempo ed alle risorse finora investite. Le altre priorità riguardano un altro obiettivo generale del Processo: la capacità di attrazione dello Spazio Europeo dell’Istruzione Superiore nei confronti dei paesi terzi, e due temi sui quali il dibattito europeo diventa sempre più approfondito ed articolato, quali la sinergia fra istruzione e ricerca e la dimensione sociale dell’istruzione superiore.
Qual è la posizione del mondo accademico italiano nei confronti del processo di Bologna? Si discosta da quella adottata dagli altri paesi firmatari?
L’Italia è certamente il paese firmatario che, a seguito della Dichiarazione di Bologna, ha attuato le riforme strutturali più rapide e radicali. Il mondo accademico è stato quindi assorbito dalle trasformazioni nazionali senza aver avuto il tempo di comprenderne a fondo le motivazioni europee. Al momento un gran numero di accademici ignora gli obiettivi e le fasi del Processo, altri ne hanno una visione limitata e spesso distorta, in quanto l'attuazione della riforma nazionale spesso prescinde dal quadro europeo di riferimento e si sovrappone completamente ad esso. Nel corso della campagna informativa i Promotori hanno riscontrato negli accademici curiosità ed interesse, ma anche la frustrazione di non aver avuto prima la consapevolezza necessaria per inquadrare le proprie attività accademiche in un contesto di riferimento più ampio e motivante. Altri paesi hanno avuto un periodo di gestazione delle riforme più lungo, che ha consentito una fase preliminare di informazione e dibattito.
Consapevoli di questo problema, i Promotori stanno intensificando l'attività informativa, non solo attraverso una ristrutturazione del sito che lo renda più user-friendly ma anche attraverso l’ampliamento dei seminari e delle visite alle sedi.
Intervista a cura di Simona Aceto, Agenzia Socrates, Settore Erasmus
Per ulteriori informazioni: Prof.ssa Maria Sticchi Damiani
www.processodibologna.it