Quest’anno, ed esattamente il 25 Marzo, ricorre il cinquantesimo anniversario della firma dei Trattati di Roma, atto iniziale del processo di cooperazione che ha portato alla nascita dell’Unione europea.
L’anniversario viene ricordato con grandi celebrazioni in tutta Europa e non solo. Come possiamo notare aprendo il sito del calendario degli eventi http://europa.eu/50/index_it.htm, ci sono molti modi per celebrare l’avvenimento.
Tuttavia, il valore di ciò che si fa non può essere misurato né sui numeri né sull’importanza di chi vi partecipa. I grandi nomi conferiscono certo rilevanza agli avvenimenti in sé, ma ancora più importante è capirne la ricaduta -- cosa questi momenti siano in grado di produrre e sedimentare al di là degli effetti mediatici momentanei.
È per questo che, nel ricordare il cinquantenario, anche il piccolo impegno preso dalla singola scuola del paesino più sperduto può assumere un significato e un valore “Alto” se letto in termini di partecipazione attiva ed emotiva della comunità scolastica, in termini di crescita personale, di adesione e assunzione di responsabilità all’interno di un processo collettivo che deve vederci tutti impegnati nel consolidamento e miglioramento del processo unitario europeo.
Il mondo della scuola, nel suo piccolo, ha voluto portare un suo contributo concreto a queste celebrazioni attraverso l’avvio di un percorso di riflessione su se stesso e sulle sfide europee poste al settore dell’istruzione. La riflessione è partita da un gruppo di studenti che, da varie parti d’Italia, hanno collaborato nel 2006 alla realizzazione del Piano nazionale su “Istruzione e formazione 2010” della Direzione Generale Affari Internazionali (DGAI) del MPI, attraverso forum, creazioni di video, discussioni e confronti aperti.
Questi studenti hanno realizzato un Manifesto delle alunne e degli alunni europei, che vuole essere un volano di confronto tra giovani di ogni parte di Europa, alla ricerca di elementi di coesione nei loro percorsi di crescita formativa.
La DGAI ha raccolto e fatto proprio il Manifesto, impegnandosi a portarlo in tutte le scuole italiane perché possa essere assunto e discusso in ogni realtà. Pertanto, le scuole, e non solo loro, sono invitate ad adoperarsi per la diffusione del Manifesto nel proprio territorio, coinvolgendo altre scuole, altri organismi, e anche scuole di altri paesi europei con i quali si è in contatto, al fine di favorire un ampio processo di adesione.

Perché un Manifesto?
Perché, a cinquant’anni dalla firma dei Trattati di Roma che nel 1957 hanno segnato la nascita dell’ Unione Europea, si possano trovare ancora molte mani giovani disposte a firmare un nuovo documento che richieda un comune impegno, un vero “gioco di squadra”, a favore di un futuro in un’Europa unita nella diversità e nelle pari opportunità per tutti. Per questo motivo, il testo potrà essere adottato anche da altri (associazioni, enti, consulte, …) disposti ad unirsi a loro.
Una base comune di partenza…
Il testo di questo Manifesto vuole essere una base comune di partenza valida per tutti, su cui gli alunni degli istituti scolastici aderenti potranno apportare integrazioni condivise, aggiungendo uno o più aspetti secondo le necessità o le contingenze rilevabili dalla realtà locale.
…un percorso…
Fatto di azioni concrete che ogni scuola, ente, associazione, insegnante, genitore, alunno….può mettere in piedi per contribuire a realizzare quanto il Manifesto richiede. Il Manifesto potrà essere inoltre accompagnato/illustrato, in particolare dai più piccoli, ma non solo, con disegni o altro materiale grafico oppure cantato, suonato, sussurrato, urlato, raccontato e diffuso in ogni contrada d’Europa attraverso i gemellaggi, gli scambi, i contatti e i progetti con partner europei.
….e un punto di arrivo!
Una grande manifestazione chiuderà la campagna del Manifesto nel tardo autunno 2007, che metterà in mostra una selezione dei prodotti (musicali, grafici, video, ecc…) delle scuole e presenterà le esperienze più significative realizzate a livello locale.
In questo modo 'Insieme' potremo raccontare, cantare e illustrare l’anno del Manifesto delle alunne e degli alunni europei.
Per aderire al Manifesto
Per la raccolta delle adesioni delle scuole e di altri organismi è a disposizione di tutti il sito www.europa-2010.eu dove si possono trovare materiali utili allo svolgimento della Campagna del Manifesto ed informazioni relative alle altre attività nazionali messe in cantiere: FORUM, chat, concorso musicale, ecc.
La voce di Giuseppe…
Concluderei riportando una breve sintesi del racconto di uno studente, Giuseppe di Napoli, che ha partecipato alla stesura del manifesto sperando che possa aiutare a far comprendere meglio la passione, l’emozione, la condivisione che hanno caratterizzato il processo di realizzazione del Manifesto.
"È già da un po’ che pensavo di scrivere qualcosa su quest’esperienza fantastica che è stata la partecipazione al processo di comunicazione su 'Istruzione e formazione 2010' che trattava della cittadinanza attiva e consapevole nell’ambito delle tematiche europee e in particolare dei famosi obiettivi di Lisbona. Parliamoci chiaro, tutta roba a me completamente sconosciuta, ma che comunque mi ha subito incuriosito… così abbiamo iniziato a documentarci sugli obbiettivi di Lisbona, a discutere...
Un lavoro che ci sembrava a dir poco apocalittico, ma che… siamo riusciti a realizzare!
E così abbiamo creato una rappresentazione teatrale ed una bozza di manifesto. Senza renderci neanche conto di quello che stavamo facendo, era come se ci conoscessimo da una vita. Riuscivamo ad elaborare delle idee all’unisono richiamando senza neanche volerlo il lavoro fatto in altre occasioni, come l’idea di 'Cantiere' del sistema istruzione
Poi infine la conferenza di Viterbo, uno dei momenti conclusivi. HE HE..sapete mi emoziono tantissimo pensando a Viterbo, a quella rappresentazione teatrale nella quale mi ero cimentato durante le prove a Roma …
In vita mia non avrei mai pensato di fare una cosa del genere. Una rappresentazione teatrale di fronte a tante persone ed un Ministro, Non che sia timido ma di certo il teatro non è una di quelle cose che fa per me. ….Poi le luci che si abbassano, il mio turno, le mani che tremano Quel - Ma come! Non conoscete Lisbona 2010!! - me lo sogno la notte!
E poi i complimenti da chi non ci aspettavamo…
Salire su quel palco illustrando il manifesto… Sono cose che mi hanno cambiato, cose che non dimenticherò mai"

di Claudio Federico, Francesca Brotto
Direzione Generale Affari Internazionali - MPI