“ Se si avesse l’ambizione di scrivere e se si raccogliessero episodi, situazioni, video… tutto questo materiale potrebbe tranquillamente dar vita non ad un racconto… ma ad un romanzo di avventura, sfida e speranza per giovani e non più giovani cittadini d’Europa”
( Liceo Scientifico C. Urbani San Giorgio a Cremano (NA)
La pubblicazione contiene un'ampia ed approfondita indagine svolta a livello nazionale, dall’Ufficio II della Direzione Generale Affari Internazionali del Ministero della Pubblica Istruzione, in collaborazione con l’INDIRE, Agenzia LLP sui progetti Comenius 1 realizzati dalle scuole italiane di ogni ordine e grado, nell’arco temporale tra il 2002 e il 2005.
L’indagine si sviluppa in forma narrativa, per una più spontanea e diretta descrizione dell’attività progettuale, illustrata nei suoi momenti salienti, e si basa sulla lettura e analisi dei “racconti” inviati dai coordinatori Comenius, delle circa 400 scuole che hanno aderito alla ricerca, i quali hanno non solo descritto il percorso progettuale, ma hanno anche esposto le loro idee, le loro impressioni, i loro dubbi. Hanno inoltre espresso i loro giudizi sulle procedure utilizzate, sull’impatto del progetto all’interno e all’esterno della scuola e, infine, attraverso l’invio di materiali utilizzati e prodotti hanno arricchito e reso efficace la rappresentazione delle esperienze realizzate.
Il Programma Socrates si è concluso nel 2006 per lasciare il posto al Lifelong Learning Programme, nel cui ambito Comenius gode di una considerazione rilevante, e quindi l’indagine ha anche il pregio di riflettere sui risultati ottenuti attraverso la cooperazione europea, così favorendo un’azione di orientamento e guida per la realizzazione di nuove esperienze da parte di coloro che non hanno ancora affrontato un’attività progettuale europea e per la messa a punto di strumenti di monitoraggio e di valutazione efficaci.
La lettura dei numerosi racconti, infatti, dimostra che un'esperienza nel campo della progettualità europea, stimolando il confronto con altre scuole, con organizzazioni della didattica diversa dalla propria, con diversi sistemi educativi, conduce ad una riflessione sul proprio ruolo, sugli stili di insegnamento, sull’organizzazione scolastica. Tale esperienza pone non pochi dubbi e incertezze sulle proprie capacità, sulla validità e sul significato della stessa attività progettuale, sulla sua ricaduta all’interno dell’istituzione scolastica e nella realtà locale. Ma dai racconti emerge ugualmente che proprio lavorando e affrontando i diversi ostacoli, il metodo di operare si affina, si acquista sicurezza, c’è il piacere di sentirsi dei privilegiati per aver affrontato questo tipo di esperienza e nasce il desiderio di ripeterla e di ampliarla perché ogni particolare è stato capitalizzato e costituisce la base e la risorsa per un nuovo inizio.
di Paola Gigante
Direzione Generale Affari internazionali, MPI