Per una politica della qualità
A partire dal Consiglio europeo di Lisbona del Marzo 2000, il tema della qualità dei sistemi educativi rappresenta una costante nelle linee politiche, nelle strategie, nella ricerca e nelle iniziative che hanno visto l’universo educazione e formazione in ogni suo aspetto e manifestazione, nell'Unione e negli stati membri, soggetto e destinatario. Fare la storia degli interventi sulla qualità in questi anni ai livelli europei e nazionali, nella dimensione di proposta e risposta, in tutte le sue articolazioni, sarebbe un esercizio molto interessante e di grande utilità, ma non è questa l’occasione, né me ne è dato il tempo. Porterò solo qualche esempio, tratto dalle indicazioni politiche, dalle strategie e dalle esperienze, che mi può consentire di mettere in luce il contributo che anche con eTwinning stiamo dando alla creazione del sistema di qualità.
L'evoluzione politica di questo valore
Per quanto riguarda le politiche, citerò solo le conclusioni del Consiglio dei Ministri di Lisbona, di Barcellona, di Copenhagen, scorreremo poi gli obiettivi del programma di lavoro "Istruzione e formazione 2010" e le strategie per il loro raggiungimento, gli indicatori ed i parametri di riferimento, approfondendo poi, fra i tanti possibili, i risultati di studi e ricerche dai quali emergono la fisionomia di un insegnante protagonista di un percorso verso la qualità, e quello sulle competenze di base che ciascun cittadino deve poter acquisire lungo tutto l’arco della sua vita, documenti forse non abbastanza conosciuti in rapporto all’interesse che essi possono rivestire nel nostro agire quotidiano. In altre parole, un sistema di qualità deve avere insegnanti che abbiano conoscenze e capacità in grado di rendere ogni allievo capace di assimilare e produrre le competenze necessarie ad essere cittadino nel senso completo del termine. Infine ricorderò, fra le tante possibili, alcune iniziative centrate sulla qualità che si sono sviluppate all’interno di Socrates prima, ora LLP, fra le tante intraprese in risposta all’invito a contribuire ad un sistema di qualità. Per concludere con alcune riflessioni sul come anche noi, con E twinning stiamo partecipando a questo grande progetto.
L'obiettivo strategico di Lisbona
Il Consiglio europeo di Lisbona ha fissato un obiettivo strategico per l’Unione, ambizioso senz’altro, ma ricco di suggestioni: “diventare l’Economia fondata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro ed una maggior coesione sociale”. Nella stessa sede il Consiglio europeo ha posto l’accento, a mio parere per la prima volta nella sua storia, sul ruolo dell’istruzione e formazione in questa strategia e ha chiesto al Consiglio competente di avviare una riflessione generale sui futuri obiettivi concreti del sistema istruzione. Le indicazioni del Consiglio si realizzano in un programma di lavoro che ha tre obbiettivi strategici, il primo dei quali recita così: "Migliorare la qualità e l’efficacia dei sistemi di istruzione e formazione nell’Unione Europea". Nel 2002 il Consiglio dei Capi di governo, a Barcellona, ribadisce la rilevanza del punto e fissa l’obiettivo di "rendere entro il 2010 i sistemi europei di istruzione e formazione un punto di riferimento di qualità a livello mondiale". I successivi Consigli non dimenticano e a Copenhagen, nel dicembre 2002, ad esempio, i capi di governo ritornano sul punto qualità invitando Commissione e Stati membri ad elaborare una strategia volta a migliorare la qualità della formazione tecnica e professionale.
A distanza di 7 anni forse possiamo percepire come prevalente la dimensione utopica della strategia annunciata, ma poiché siamo anche convinti che la costruzione dell’Europa sia un esercizio necessario di pazienza… ognuno di noi continua a fare ogni sforzo nella direzione dell’obiettivo.
Indicatori e parametri per misurare la crescita
In questo scorcio di ventunesimo secolo le indicazioni politiche sull’obiettivo qualità diventano elemento essenziale di programmi, studi, attività. Cito il più recente: la Comunicazione della Commissione "Un quadro coerente di indicatori e parametri di riferimento... " che, nel febbraio 2007, pone un punto fermo su un lungo percorso che ha portato alla costruzione di indicatori e parametri di riferimento, utili a monitorare l’implementazione del Programma di lavoro istruzione e formazione 2010, del progresso dunque verso un sistema di qualità. Gli esempi potrebbero essere tantissimi. Mi limito a riassumere le conclusioni alle quali, parlando di qualità, siamo giunti a proposito del profilo culturale e professionale in dimensione europea di un buon insegnante, e sulle competenze che devono costituire il bagaglio di ciascun individuo nella società della conoscenza.
Dalla parte docente
Vorrei iniziare citando, a proposito degli insegnanti, un paragrafo dal Rapporto 2006 sul Progresso verso gli obiettivi 2010, una lettura di grande interesse che consiglio vivamente (p.13): "I cambiamenti economici e sociali in Europa che nascono dalla rivoluzione della conoscenza stanno ponendo domande sempre più complesse alla professione insegnante. Le scuole e gli insegnanti sono chiamati a trattare con allievi dalle lingue e background culturali diversi, ad essere sensibili ai problemi culturali e di genere, a promuovere la tolleranza e la coesione sociale, a dare risposte efficaci ad allievi svantaggiati e con problemi di apprendimento e comportamentali, ad usare le nuove tecnologie, a tenere il passo con i settori della conoscenza in rapido cambiamento ed ai sempre nuovi approcci in tema di valutazione". La qualità di un sistema è dunque fortemente dipendente dalla qualità del personale docente!
Cosa vuol dire un docente di qualità in prospettiva europea ce lo dice un altro documento prodotto dai servizi della Commissione indirizzato ai policy makers ai livelli nazionali: "Common European principles for teacher competences and qualifications" (2005). Ne riassumo i contenuti.
Ci sono alcuni principi europei comuni che stanno alla base della qualità della professione, a sua volta determinante la qualità dei sistemi, e che si traducono in competenze chiave. Le competenze derivano dunque da alcuni principi condivisi:
Ed inoltre, le competenze di un insegnante devono essere collocate in una dimensione sociale, e cioè essi devono essere in grado di:
Tutto questo ed altro ancora dalla parte docente...
E dalla parte discente...
Se affrontiamo il tema dalla parte discente, la posizione comunitaria si esprime attraverso una Raccomandazione del Parlamento e del Consiglio relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente (6 Dicembre 2006- OJ394/11). In un'ottica di risposta alle esigenze della società europea, un sistema di istruzione di qualità deve mettere ogni giovane in condizione di possedere una serie di competenze iniziali che lo preparino alla vita adulta e sulle quali possa fondare un processo di apprendimento permanente - necessario nella società della conoscenza - per la realizzazione personale, la cittadinanza attiva, la coesione sociale e l’occupazione.
Otto sono le competenze definite indispensabili, una sorta di combinazione di conoscenze, abilità ed attitudini appropriate al contesto. Le cito qui di seguito, accennando solo, per questioni di tempo, ad una definizione di campo, dopo aver riformulato l’invito a riflettere, con intelligenza critica, sul testo integrale.
E i Programmi europei per l'istruzione?
A questo punto mi piace ricordare, abbandonando il piano delle prospettive politico-strategico e per sottolineare come il tema qualità sia ormai portante ad ogni livello ed in ogni contesto, come anche i programmi stiano dando il loro contributo al sistema qualità. Cito alcune - fra le tante - delle esperienze Socrates/LLP, i programmi a me più vicini, che hanno la caratteristica di un approccio comune: la qualità viene cercata insieme.
Da tre anni i partenariati Comenius Grundtvig e le azioni di mobilità Erasmus sono sollecitati a partecipare ad una gara per l’aggiudicazione di un Quality Label Europeo che viene assegnato secondo criteri che premiano la capacità innovativa dell'iniziativa, risultati e benefici che ha prodotto, la qualità nella gestione, la sostenibilità dei risultati.
Insieme alcune agenzie Socrates hanno prodotto uno strumento M Tool, che viene utilizzato per monitorare il percorso dei progetti Comenius, in più paesi.
Le Agenzie, su iniziativa dell'AN italiana, hanno anche prodotto e utilizzano un data base, EST, costruito sul principio dell’informazione condivisa e condivisibile, per fare insieme memoria di memoria di progetti e prodotti, nella convinzione che una buona documentazione sia essenziale per la qualità.
E per concludere vorrei richiamare la vostra attenzione su come le esperienze che con eTwinning stiamo conducendo facciano la loro parte in questo scenario. Basta ripensare un attimo a cosa poco fa abbiamo indicato come elementi fondanti il profilo di un insegnante europeo, il suo "sapere lavorare con gli altri, lavorare con la conoscenza, la tecnologia e l’informazione, lavorare con e all’interno della società", e ricordare le competenze che un ragazzo deve avere alla fine del suo percorso scolastico, fra le quali "competenze linguistiche e comunicative, competenze sociali, competenze tecnologiche" . L’insegnante e l'allievo eTwinning sono sicuramente collocati in questo contesto e alla sua riuscita stanno dando il proprio contributo. In questa qualità possiamo certamente riconoscere la storia del percorso eTwinning.
Le esperienze che oggi presenteremo, che riceveranno un riconoscimento di qualità eccellente, e che abbiamo voluto fermare nella pubblicazione che avete ricevuto, sono esempi che testimoniano impegno e risultati, tre anni di primi passi in un percorso che, sono sicura, sarà ricchissimo di obiettivi raggiunti.
di Fiora Imberciadori, coordinatore Agenzia LLP e Unità eTwinning
Consulta la pubblicazione
"Uno, due, tre.. eTwinning - Le scuole italiane si gemellano con l'Europa"
in formato pdf (20 Mb!)