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Più scuola in Europa, più Europa nella scuola

La circolare ministeriale pubblicata il 21 giugno scorso dà nuovo impulso all’integrazione della dimensione europea all’interno dei percorsi nazionali di istruzione e formazione e traccia specifiche linee di indirizzo che - attraverso il coinvolgimento di un ampio ventaglio di attori quali ministero, enti periferici, scuola, territorio, giovani - pongono il quadro internazionale come ambito naturale di confronto strategico, di programmazione territoriale e di impegno operativo.

"Più scuola in Europa, più Europa nella scuola"

Linee di indirizzo per la promozione e la valorizzazione della dimensione europea dell’educazione. 


Premessa

Nel processo di costruzione dell’Europa le politiche educative e della formazione sono considerate centrali sia per la realizzazione di una cittadinanza europea attiva che valorizzi la personalità di ogni individuo lungo tutto il corso della vita, che per contribuire ad uno sviluppo economico fondato sull’equità e la coesione sociale.

Dopo il Consiglio europeo di Lisbona del 2000, l’impegno degli Stati membri si è sempre più orientato verso forme di cooperazione e confronto su obiettivi condivisi all’interno del comune programma di lavoro “Istruzione e formazione 2010”.

I Rapporti intermedi, presentati dal Consiglio e dalla Commissione europea nel 2004 e 2006, sottolineano l’importanza cruciale dell’integrazione della dimensione europea all’interno dei percorsi nazionali di istruzione e formazione e, al contempo, il carattere ancora insufficientemente sistemico delle iniziative sinora adottate.

Si pone, pertanto, l’esigenza di una strategia complessiva che punti alla promozione, allo sviluppo e alla implementazione della dimensione europea dell’educazione in termini di valori, motivazioni e conoscenze: ciò nella consapevolezza che il concetto di dimensione europea dell’educazione va inteso in senso dinamico, come continuo processo di interazione alla cui base sono la coscienza ed il rispetto del pluralismo e delle diversità, di quelle diversità che sono patrimonio e ricchezza dei popoli d’Europa.

La ricorrenza del Cinquantesimo anniversario della firma dei Trattati di Roma costituisce un’opportunità per focalizzare l’attenzione dell’Amministrazione e del mondo della scuola su quanto è stato realizzato negli ultimi anni per costruire l’Europa dell’Istruzione e sulle sfide che ancora attendono tutti gli attori coinvolti, perché ciascuno sia chiamato ad agire la dimensione europea della cittadinanza e della partecipazione, al fine di rendere lo spazio educativo europeo permeabile, aperto e sostenibile.

Le finalità proposte sono declinabili su tre livelli di azione:

  • sviluppare nelle nuove generazioni il senso dell’identità europea e i valori della civiltà europea
  • formare i giovani ad una più responsabile e piena partecipazione allo sviluppo sociale ed economico dell’ Unione europea
  • accrescere la conoscenza degli Stati membri, della Comunità e delle politiche comunitarie sotto l’aspetto storico, culturale, economico e sociale.


Linee di indirizzo

Il Ministero della Pubblica Istruzione opera da tempo in funzione di un’efficace implementazione sul territorio delle opportunità offerte dalla cooperazione transnazionale, attraverso una proficua collaborazione con gli Uffici scolastici regionali, gli istituti scolastici e gli Enti locali che fa perno anche su partenariati costruiti con i soggetti istituzionali del territorio.

Si fa riferimento in particolare, nell’ambito del processo “L’Europa dell’istruzione”, al Piano nazionale di informazione e sensibilizzazione su “Istruzione e formazione 2010” e alle iniziative correlate alle tematiche di “Un Manifesto delle alunne e degli alunni europei” di cui alla voce “Buongiorno Europa” nel sito del MPI – D.G. Affari Internazionali.

Sono stati altresì realizzati dalla D.G. del Personale della scuola progetti nazionali di formazione per dirigenti scolastici e docenti e di ricerca - azione degli studenti indirizzati all’educazione alla cittadinanza europea, attiva e solidale, declinata nella dimensione locale, nazionale ed europea con il supporto del sito PuntoeduEuropa.

Appare utile, peraltro, fornire alcune linee di indirizzo con l’intento di favorire il potenziamento delle sinergie fin qui realizzate e la loro convergenza su alcune priorità d’azione. Si intendono così avviare nuovi percorsi operativi, in relazione agli Orientamenti comunitari del Programma “Istruzione e formazione 2010” correlati al Processo di Lisbona, nonché alla Direttiva Generale sull’Azione Amministrativa 2007 del MPI, avuto riguardo al punto legato ai processi di internazionalizzazione delle politiche educative e, segnatamente, all’obiettivo del potenziamento e della diffusione della dimensione europea dell’educazione.

Tali linee si ispirano a un duplice criterio: la valorizzazione dell’autonomia scolastica e la salvaguardia delle specifiche identità territoriali, all’interno di un quadro condiviso che riconduca ad unitarietà le esperienze proposte e realizzate e che assuma come elemento fondamentale il partenariato con il territorio.

“Più scuola in Europa, più Europa nella scuola” vuole essere il messaggio attraverso il quale il Ministero della Pubblica Istruzione, di concerto con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea e del Parlamento europeo, invita tutti coloro che operano nella scuola ad assumere la dimensione europea quale ambito “naturale” di confronto strategico, di programmazione territoriale e di impegno operativo attraverso le seguenti strategie politico-istituzionali:

  • sostenere la crescita di coordinamenti territoriali, che valorizzino l’esperienza sin qui maturata dai nuclei di intervento regionali a sostegno delle scuole polo e delle reti delle scuole a vocazione europea e internazionale;
  • sostenere l’impegno di tutti i Soggetti, coinvolti nel supporto alle singole istituzioni scolastiche, per la definizione e realizzazione di un’offerta formativa a dimensione europea
  • favorire il protagonismo dei giovani nel percorso di costruzione della loro identità di cittadini europei e del mondo;
  • valorizzare la comunicazione e la documentazione per informare, formare ed agire localmente, ma anche raccogliere ed ascoltare ciò che i giovani e tutto il mondo della scuola, e con loro il territorio, esprimono sull’Europa e richiedono ad essa.


Le macroaree tematiche da privilegiare potrebbero essere in particolare:

  • le tematiche inerenti la storia e i principi dei Trattati e della Costituzione europea, per condividere un processo di integrazione fondato sui valori comuni della dignità umana, della libertà, della democrazia, dei diritti umani, della solidarietà;
  • le tematiche collegate agli Obiettivi di Lisbona e riprese nel Piano di lavoro “Istruzione e formazione 2010”;
  • le tematiche correlate alle Competenze chiave per l’ apprendimento permanente, in base alla Raccomandazione del Parlamento europeo del 2006;
  • le tematiche individuate dall’U.E. per gli Anni europei: 2007 – Anno europeo delle pari opportunità per tutti; 2008 – Anno europeo del dialogo interculturale; 2009 – Anno europeo dell’educazione attraverso la creatività;
  • le tematiche prescelte dagli studenti e alcune inglobate in “Un Manifesto delle alunne e degli alunni europei” (es: basi comuni di conoscenza; percorsi formativi flessibili e ambienti di apprendimento aperti; legami tra scuola-lavoro-ricerca; identità; mobilità; cittadinanza attiva; mezzi espressivi; apprendimento lungo tutto l’arco della vita, ecc.).

Per contribuire all’attuazione delle indicazioni proposte, i Direttori degli Uffici scolastici regionali sono invitati a riconsiderare gli strumenti e le opportunità a disposizione ed a costruire, a partire da essi, Piani territoriali integrati di intervento, su base almeno annuale, che permettano di valorizzare le energie dei vari attori e le specificità locali, in un’azione convergente a sostegno dei comuni obiettivi europei.

Per l’attuazione delle linee di indirizzo sono individuati come elementi portanti:

  • fondi per l’ampliamento e l’arricchimento dell’offerta formativa a sostegno dei Piani territoriali integrati;
  • Nuclei regionali di intervento presso gli Uffici Scolastici Regionali, con eventuale utilizzazione di personale della scuola: qualificazione e potenziamento;
  • scuole polo e reti di scuole: valorizzazione e implementazione;
  • reti interistituzionali regionali, nazionali ed europee: costituzione e coordinamento;
  • Agenzie di gestione del Nuovo Programma per l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita 2007-2013 (ISFOL e ANSAS): interazione con i Piani territoriali integrati;
  • Antenne Europe Direct, collegate alla Rappresentanza in Italia della Commissione europea, e “Giovani e Scuole” dell’Ufficio in Italia del Parlamento europeo: supporto ai Piani territoriali integrati e al Piano dell’ offerta formativa delle scuole e delle reti di scuole;

Gli strumenti da adottare e le modalità di attuazione sono:

  • formazione iniziale e in servizio di tutto il personale della scuola;
  • percorsi integrati di progettazione curricolare trasversale e disciplinare, in chiave europea, contestualizzati alla valorizzazione delle specificità territoriali;
  • valorizzazione e riconoscimenti dei Piani dell’offerta formativa a dimensione internazionale e/o di progetti significativi di cooperazione europea;
  • monitoraggio e valutazione delle esperienze realizzate;

L’attività di coordinamento è affidata alla Direzione Generale per gli Affari internazionali, quale punto di riferimento della rappresentanza del sistema nazionale nelle sedi europee, che curerà anche di concerto con le altre Direzioni dell’Amministrazione centrale le possibili modalità di integrazione delle attività da realizzare.

Confido nell’impegno di tutte le istituzioni per avviare in concreto le attività al fine di assicurare la necessaria complementarietà e integrazione delle iniziative e per contribuire al miglioramento quantitativo e qualitativo della partecipazione delle scuole italiane ai processi di cooperazione europea.

 

IL MINISTRO
F.to Giuseppe Fioroni

Ministero della Pubblica Istruzione
Dipartimento per l’Istruzione
Direzione Generale per gli Affari Internazionali 
Roma, 21 giugno 2007


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