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Le scuole per il 21° secolo

Come organizzare le scuole in modo che possano fornire a tutti gli studenti le competenze chiave? Come motivare all'apprendimento lungo tutto l’arco della vita? Quale formazione e che tipo di sostegno per gli insegnanti?
La Commissione europea ha appena lanciato una consultazione pubblica per analizzare le questioni essenziali per il futuro della scuola europea a partire dalle opinioni dei protagonisti stessi dei sistemi d’istruzione.
La scadenza è stata posticipata al 15 dicembre .


Perché una consultazione pubblica?
Il documento elaborato dalla Commissione ripercorre le sfide poste ai sistemi d’istruzione e formazione per la crescita, l’occupazione, la competitività a lungo termine dell’Unione europea e per la coesione sociale, a partire dagli obiettivi del programma di lavoro Istruzione e formazione 2010 e dalla recente Comunicazione sulla Promozione dell’equità e dell’efficienza dei sistemi d’insegnamento, che individua la qualità dell'istruzione e della formazione iniziali, a cominciare dalla prescolastica, tra i traguardi più significativi per il benessere degli individui e per la società.

In linea con la politica europea di comunicazione, incentrata sull’ascolto e sul coinvolgimento diretto dei cittadini (avviata con l’adozione del relativo Libro bianco nel 2006), la consultazione si rivolge a tutti  coloro che a vario titolo sono interessati all’istruzione in Europa ed invita insegnanti, studenti, rappresentanti di associazioni di genitori ecc. ad esprimersi su alcune tematiche chiave - dalle competenze di base all’inserimento sociale degli alunni immigrati o svantaggiati, alla formazione degli insegnanti - per identificare da un lato le iniziative necessarie a garantire la qualità dell'istruzione scolastica nel rispettivo contesto nazionale, e, dall’altro, gli aspetti per i quali la cooperazione europea può risultare più efficace.

I risultati, che saranno presentati e discussi nell'ambito di una conferenza organizzata dalla Presidenza portoghese il prossimo novembre, forniranno indicazioni preziose per identificare i settori in cui l'azione di sostegno dell’UE nei confronti degli Stati membri, può portare maggiori benefici in termini di modernizzazione dei sistemi.

Finalmente la scuola!
Se finora iniziative e riflessioni europee a sostegno della Strategia di Lisbona si sono concentrate su aspetti quali ad esempio la formazione professionale e, più recentemente l'istruzione superiore, le tematiche relative alla scuola tendono ora ad occupare un posto centrale nei dibattiti politici nazionali.
La scuola è il posto in cui la maggior parte degli europei trascorre almeno nove o dieci anni della vita, dove vengono acquisite le conoscenze, le capacità e le competenze di base e molte delle regole, degli atteggiamenti e dei valori fondamentali che li sostengono per tutta la vita; e proprio la scuola ha un ruolo fondamentale nell’avvio di percorsi di apprendimento permanente. Tuttavia non è stata finora oggetto di iniziative globali.

Otto sfide da affrontare insieme
La prima delle otto tematiche prese in esame dalla consultazione riguarda le competenze cruciali per tutti, quelle competenze di cui ogni cittadino deve disporre per poter vivere con successo nella società della conoscenza.
In un mondo sempre più complesso, con percorsi di carriera che cambiano in modo imprevedibile, la creatività, la capacità di pensare lateralmente, la capacità di adattamento tendono ad essere valutati più positivamente rispetto alle conoscenze specifiche. Ma inserire competenze trasversali quali l'imparare ad imparare, la competenza sociale e civica, il saper prendere l'iniziativa, lo spirito imprenditoriale, la consapevolezza culturale ecc. in un curricolo scolastico fondato su “materie tradizionali” implica una riorganizzazione del sistema ed una revisione dei curricoli stessi, in funzione non tanto delle conoscenze da trasmettere, quanto dei risultati attesi, in termini di capacità e attitudini, come indicato nel Quadro europeo delle competenze di base, adottato dall’Ue.

E’ affidato alla scuola il compito di sviluppare negli studenti europei la capacità di continuare ad imparare durante tutto l’arco della vita. Come motivarli ad assumersi la responsabilità del proprio apprendimento?

Sempre più, i metodi d’insegnamento si evolvono nell’ottica della centralità di chi apprende, in una dimensione cooperativa in cui insegnante e studente costruiscono insieme la conoscenza e le competenze. Questo principio si estende anche a tutti gli aspetti relativi all’inclusione di allievi con esigenze speciali, o provenienti da contesti particolarmente svantaggiati e spesso più a rischio di abbandono prematuro della scuola.
La necessità di soddisfare le esigenze educative di ogni singolo alunno però solleva numerosi interrogativi su come agire a livello di programmi, di organizzazione scolastica, e del ruolo stesso degli insegnanti.

Inoltre, la Strategia di Lisbona sottolinea il forte collegamento tra livello d’istruzione, livello di retribuzione e crescita economica dell’Unione: gli indicatori evidenziano la necessità di intervenire efficacemente per migliorare il tasso di completamento degli studi secondari superiori. Circa 1/3 della forza lavoro europea possiede un basso livello di formazione, ma secondo alcune stime, entro il 2010, il 50% dei nuovi posti di lavoro richiederà persone altamente qualificate e un aumento del livello generale degli studenti europei porterebbe un contributo significativo al miglioramento della competitività dell’Ue: una responsabilità non da poco per i sistemi scolastici.

Insegnanti, protagonisti del cambiamento
In tutto questo la Commissione europea assegna agli insegnanti il ruolo di protagonisti. Sono gli insegnanti a mediare tra un mondo in rapida evoluzione e gli allievi che stanno per entrarvi, affrontando quotidianamente richieste sempre più impegnative, dall’esigenze di operare in modo efficace in gruppi classe caratterizzati da eterogeneità culturale, di avvalersi delle opportunità offerte dalle tecnologie, alla necessità di rispondere alla domanda d'insegnamento personalizzato e di accompagnare gli alunni verso percorsi autonomi di apprendimento permanente.

Emerge come questione centrale nella cooperazione fra Stati membri,  la qualità della formazione degli insegnanti stessi e le modalità per offrire loro sostegno e riconoscimento.
“Dobbiamo fare in modo che l'UE disponga di insegnanti di qualità elevata se vogliamo che le riforme del sistema scolastico intraprese dagli Stati membri abbiano un esito positivo” ha dichiarato Ján Figel’, Commissario europeo per l’istruzione, la formazione, la cultura e i giovani, presentando lo scorso 3 agosto, la Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo Improving the quality of teacher education

Pronti a partecipare?
La consultazione si conclude con una serie di domande aperte e di spunti di riflessione che, siamo sicuri, incontreranno la partecipazione di quanti sono già impegnati in esperienze di cooperazione, di formazione, di apprendimento in chiave europea.
Nell’ultimo anno come Agenzia nazionale abbiamo più volte ricevuto segnali della spinta ad intervenire direttamente nel processo di modernizzazione dell’istruzione da parte di insegnanti, dirigenti, enti locali e studenti in prima persona: ne sono un esempio i risultati  dei forum insegnanti e studenti della campagna Istruzione e formazione 2010, il Manifesto degli studenti, le domande e le idee raccolte nei vari momenti di incontro sul Lifelong Learning Programme.
I risultati della consultazione rappresenteranno per l’Agenzia LLP  e per l'Autorità nazionale un punto di riferimento importante per la creazione di nuovi spazi di scambio e interazione e per l’avvio di nuovi percorsi da costruire insieme, dalle proposte alle esperienze!

Come rispondere all'Europa?
Si può partecipare illustrando le proprie opinioni in risposta ad una o più domande tra quelle riportate nella consultazione, semplicemente riempiendo un documento di testo (Word o formato compatibile non oltre 4 pagine A4)
E’ necessario scrivere in una delle lingue ufficiali dell’UE  indicando chiaramente nome e cognome, eventualmente l'organizzazione rappresentata e il motivo di interesse per la politica scolastica e inviare il testo per posta elettronica al seguente indirizzo: eac-schools-consult@ec.europa.eu 
Vi invitiamo ad inviare il documento anche all'indirizzo redazionellp@indire.it
La scadenza è stata posticipata al 15 dicembre 2007.


Scarica il documento in pdf

Valentina Riboldi
Agenzia nazionale LLP


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