Eurobiographia:un libro per consevare i tesori della memoria
La pubblicazione
multilingue “Eurobiographia, Raccontare l’Europa” è stata presentata il 15 settembre scorso dall’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano (AR) nell’ambito della rassegna Memorie in Piazza. Il testo è il risultato del progetto europeo Grundtvig 2 "Raccontare l’Europa" e raccoglie gli scritti custoditi negli archivi di memorie individuali (diari, espistolari, autobiografie), i testi autobiografici prodotti nell’ambito delle attività del progetto, nonché interviste e storie di vita raccolte dai partecipanti.
La cultura della memoria è al centro del libro
“Eurobiographia, Raccontare l’Europa”,
un testo multilingue pubblicato dall’
Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano (AR) e presentato lo scorso 15 settembre nell’ambito della rassegna
Memorie in Piazza. La pubblicazione è il risultato del progetto europeo
Grundtvig 2 -
Raccontare l’Europa al quale hanno preso parte sette organizzazioni di quattro diversi paesi europei: l’Italia, con l'
Upter, Università Popolare di Roma (coordinatrice del progetto), la Fondazione Archivio Diaristico Nazionale (Pieve Santo Stefano - Arezzo) e l’Università Popolare di Melfi (Melfi – Potenza), la Germania, con il Museo Civico di Treptow (Berlino), la Spagna, con l’Archivio della memoria popolare di La Roca del Vallès, l’Università di Lleida, e il Belgio, con l’Associazione per l’Autobiografia e il Patrimonio Autobiografico del Belgio (Bruxelles).
Il partenariato Grundtvig 2Il progetto, che si è svolto tra l’agosto 2004 e luglio 2007, aveva l’obiettivo di
raccontare il sentimento e l’esperienza personali dell’Europa attraverso i racconti e le scritture di sé; le nostre fonti sono state, infatti, i testi custoditi negli archivi di memorie individuali (diari, espistolari, autobiografie), come anche testi autobiografici prodotti nell’ambito delle attività del progetto, nonché interviste e storie di vita raccolte dai partecipanti.
In realtà sono tantissime le cose realizzate in questi tre anni di lavoro: come il
Concorso autobiografico Raccontare l’Europa, i cui vincitori sono pubblicati in questo libro, il
Laboratorio di teatro interculturale Raccontare l’Europa, svoltosi a Roma, e che ha dato poi luogo a uno
spettacolo molto riuscito, una
mostra fotografica , il
sito del progetto, un
documentario , la partecipazione a un
programma radiofonico di Radio-Rai International, e diversi incontri pubblici realizzati a Roma, Pieve Santo Stefano, Berlino, Bruxelles, Lleida e Melfi; nonché – e soprattutto – la realizzazione di
ricerche e raccolte di testi prodotti dai singoli gruppi di lavoro presso ogni partner, e la loro traduzione in italiano, tedesco spagnolo e francese, in gran parte frutto del lavoro volontario di studenti adulti di lingue, con la supervisione dei docenti partecipanti al progetto.
Raccontare l’Europa è anche un progetto premiato: riceve infatti nel 2005 il
Grundtvig Award, indetto dall’EAEA, European Association for the Education of Adults, per il miglior progetto Grundtvig 2 in Europa nell’ambito della cittadinanza attiva.
I nuovi archivi europeiNon meno importanti alcuni altri
eventi “collaterali” scaturiti dal progetto, come la nascita di un
Archivio di diari e ricordi presso il
Museo Civico di Treptow, nella ex Berlino Est, ispirato dalla conoscenza – durante il primo meeting di progetto – del lavoro svolto presso l’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano (che – non molti sanno - è il primo archivio autobiografico europeo); o come il
gemellaggio fra i Comuni di Pieve Santo Stefano e de La Roca del Vallès, in nome della stessa passione per la raccolta di memorie.
Importante sottolineare, però, che tutto ciò lo si è potuto realizzare grazie al contributo di ogni organizzazione e di ognuno dei partecipanti. Ed è questo, infatti, lo
spirito dei progetti Grundtvig 2, ispirati al nome di un famoso pedagogista danese di educazione degli adulti, che hanno come obiettivo quello di far incontrare e lavorare insieme persone adulte di diversi paesi europei. Il progetto Raccontare l’Europa nasce, senza ombra di dubbio, proprio da questo
incontrarsi e condividere, dai momenti di lavoro comune come dai momenti conviviali, in cui avevamo la possibilità di conoscere la cultura, la storia, la lingua e i luoghi del paese che ospitava il meeting, attraverso la guida attenta dei nostri amici partner del progetto.

Dal progetto al libroLa pratica del progetto Raccontare l’Europa è stata, in primo luogo, quella di una educazione reciproca all’Europa, da cui sono nati i diversi frutti citati, e che abbiamo in parte raccolto in questo libro.
La suddivisione dei capitoli ripercorre in qualche modo le diverse tappe e attività realizzate nel progetto, dove le sezioni si riconoscono dai colori che le contraddistinguono, come una sorta di catalogo da sfogliare.
Importante precisare che solo una piccola parte di quanto prodotto si è potuta pubblicare. Quello che non è entrato nel libro lo potrete trovare nel sito internet
www.europestories.org, dove – sempre grazie al lavoro volontario dei partecipanti – si stanno inserendo man mano i numerosi testi.
Soprattutto vogliamo sottolineare che questa pubblicazione, così come l’abbiamo pensata, si lega ad un
intento di sensibilizzazione ed educativo, se non “didattico”. Saremmo felici, infatti, di contribuire – attraverso il libro – ad
incentivare i laboratori di scrittura autobiografica finalizzati a esplorare la dimensione dell’incontro tra culture, o l’identità europea; come anche ci piacerebbe offrire un contributo utile agli studenti di lingue, sia offrendo loro un testo di lettura multilingue, sia nell’invito a cimentarsi in traduzioni che poi potranno essere confrontate con quelle pubblicate nel sito (per questo scopo nell’ultimo capitolo del libro i testi sono presenti solo nella lingua di origine). Sappiamo, infatti, come la conoscenza delle lingue sia un grande ponte verso la costruzione di un’Europa delle persone.
Attraverso questo progetto e i prodotti cui ha dato vita – come il presente volume – vorremmo contribuire quindi, per quanto possibile, alla diffusione del senso e di una pratica dell’essere “cittadini d’Europa”, proprio grazie al racconto di coloro che hanno sperimentato ciò, nel sentimento, nel pensiero e nell’azione.
Da qui il senso del portare alla luce queste storie, e lasciare che esse possano emozionarci, insegnarci, ricordarci qualcosa che forse noi stessi abbiamo vissuto; episodi di vita che appartengono a quella moltitudine di esperienze che costituiscono l’Europa, come entità geografica e politica, ma soprattutto culturale e simbolica.
di Andrea Ciantar
Upter - Università Popolare di Roma
editing a cura di Elena Maddalena
Agenzia LLP