Il 27 Settembre 2007 a Roma, si è dato ufficialmente l’avvio in Italia al Programma di apprendimento permanente, ormai conosciuto da tutti anche come Lifelong Learning Programme o LLP, il programma che è andato a sostituire i vecchi Socrates e Leonardo da Vinci e che accompagnerà il cammino di tutti coloro che sono impegnati nel mondo dell’istruzione e della formazione in dimensione europea per il periodo 2007-2013.
Nel nuovo programma, istruzione e formazione sono riunite: la testimonianza della ferma volontà di lavorare insieme l’hanno data, in maniera concreta, i direttori generali del Ministero dell’Istruzione, del Lavoro e dell’Università, responsabili insieme del Programma ai livelli nazionali, ciascuno per la parte di sua competenza, indicando lo spazio che la dimensione europea va occupando nelle politiche e nelle strategie nazionali; lo hanno mostrato i direttori delle Agenzie nazionali, con le loro riflessioni sui risultati di questo primo anno, luci, ombre e prospettive; lo ha fatto il direttore dell’Unità che coordina il programma alla Direzione generale della Commissione europea.
In apertura dei lavori, Vera Marincioni, Dirigente del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, ha delineato il contesto politico e strategico del programma comunitario, inquadrandolo nella Strategia di Lisbona e nella nuova logica di apprendimento lungo tutto l’arco della vita – volta alla valorizzazione del ruolo dei cittadini e allo sviluppo delle conoscenze – ed evidenziandone la volontà di razionalizzare una serie di dispositivi di accompagnamento e sostegno alla mobilità. Priorità, dunque, all’integrazione tra le politiche – obiettivo in parte già raggiunto – alla valorizzazione dei risultati e al trasferimento dell’innovazione. A livello nazionale la volontà di integrazione politica e amministrativa rappresenta una sfida ed un banco di prova per i tre Ministeri, che verrà raccolta implementando una modalità di lavoro sinergica ed integrata, già definita in un decreto interministeriale (leggi la Relazione introduttiva di Vera Marincioni).
Ospite d’onore della giornata era Sergio Corti, capo della Unità che presso la Commissione europea coordina il LLP, che con grande ottimismo e attraverso una teoria di date augurali – 1957 Trattati di Roma, 1987 avvio di Erasmus, 2007 lancio del LLP – ha predetto un brillante futuro per la cooperazione europea in materia di istruzione e formazione, grazie alla quale “i giovani saranno meglio attrezzati per vivere e lavorare in Europa e i sistemi e pratiche di apprendimento permanente diventeranno più efficaci per aiutare a competere in un mondo globalizzato”. Per Corti, i contenuti e i processi salienti di LLP dal punto di vista teorico sono: la cooperazione volontaria in domini di competenza nazionale; l’autonomia di implementazione (con coordinamento e valutazione a livello europeo) e l’equilibrio fra diversità nazionali e convergenza Europea. Nella pratica: la cooperazione fra gli stati partecipanti, le parti sociali, le ONG e le organizzazioni internazionali; l’identificazione condivisa di aree prioritarie e di obiettivi quantificati, l’inventario delle esperienze esistenti e i gruppi di lavoro tematici. (visualizza la presentazione di Sergio Corti). Vogliamo ringraziarlo, infine, per le parole di apprezzamento espresse per il lavoro svolto dalle due Agenzie nazionali italiane, confermando dal canto nostro la volontà di mantenere alti gli standard dei servizi offerti (Visualizza la Presentazione di Sergio Corti).
Le priorità 2008-2010 negli indirizzi e nelle strategie nazionali sono state illustrate, a turno, dai rappresentanti dei tre Ministeri di competenza. Antonio Giunta La Spada, direttore generale della DG Affari internazionali del Ministero della Pubblica istruzione, ha parlato del rapporto sempre più stretto tra scuola e Europa, e di come anche a livello nazionale ci si stia muovendo con inisziative diverse per permettere un'apertura sempre maggiore alla dimensione europea.
Antonello Masia, Direttore generale per l’Università al MiUR, nel suo articolato intervento ha toccato temi fondamentali quali: i risultati della conferenza di Londra (tappa più recente del Processo di Bologna), la riforma degli ordinamenti didattici, la creazione dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR), la formazione permanente nel settore dell’istruzione superiore e i suoi obiettivi prioritari per il 2008-2010. Dalla conferenza di Londra è emerso il messaggio che la mobilità deve inserirsi in uno scenario in cui l’istruzione è un sistema incentrato sull’apprendimento piuttosto che sull’insegnamento; per favorirla occorre dunque un’adeguata applicazione del Sistema di trasferimeto crediti (ECTS) che si basi, appunto, sui risultati dell’apprendimento, occorre inoltre creare curricola flessibili, rimuovere gli ostacoli al riconoscimento, fornire un adeguato supporto economico e, infine, monitorare e valutare la mobilità (v. anche Registro europeo delle Agenzie per il controllo della qualità). Dopo un accenno alle ultime riforme del settore universitario, delle quali è stata evidenziata la funzione di impulso al processo di razionalizzazione del sistema formativo, e la menzione dell’ANVUR, la parte centrale dell’intervento è stata dedicata alle strategie ministeriali nel settore della formazione permanente: “la formazione permanente è destinata rapidamente a diventare un compito istituzionale dell’Università, a completamento della sua missione di soggetto fondamentale della ricerca e della formazione superiore rivolta ai giovani”. In particolare per quanto riguarda il LLP, ha aggiunto Masia, l’attività si concentrerà sugli obiettivi fissati dalla Commissione europea in modo da migliorare la qualità della mobilità, secondi principi della Carta europea di qualità per la mobilità. Per concludere, dal quadro sinottico delineato dal relatore circa le sfide cui far fronte sul versante dell’internazionalizzazione, ci piace segnalare l’accenno all’implementazione delle azioni di placement attraverso un’offerta ampia di stage e periodi di formazioni presso le imprese (leggi l’ntervento di Antonello Masia).
Vera Marincioni, nel suo secondo intervento, questa volta dedicato alle “Priorità 2008-2010 negli indirizzi e strategie nazionali” ha parlato della nascente strategia complessiva sul lifelong learning e di come in Italia tutte le azioni specifiche che rientrano nei sistemi dell’istruzione e della formazione, siano implementate in una logica di apprendimento permanente, seppur ancora non sia pienamente a regime un sistema LLL coerente ed omogeneo. In primis, il disegno di legge in materia di lifelong learning, che configura per la prima volta il sistema nazionale di apprendimento permanente, con particolare riferimento a: l’apprendimento nei contesti formali, non formali ed informali; il riconoscimento dei crediti formativi e la certificazione degli apprendimento comunque acquisiti; il sistema nazionali di orientamento professionale, le misure a sostegno dell’apprendimento dei lavoratori. La promozione e il miglioramento delle competenze delle persone sono infatti, secondo Marincioni, la condizione necessaria per aumentare la partecipazione al mercato del lavoro, l’inclusione sociale e la competitività dei sistemi produttivi. A livello nazionale, la priorità fondamentale del Ministero del Lavoro è costituita dalla realizzazione di sistemi integrati di istruzione, formazione e lavoro che consenta, alle persone di acquisire nuove conoscenze, aggiornare le proprie competenze, e soprattutto poterle spendere efficacemente nel mercato del lavoro. I target prioritari sono i giovani, gli over 55 e le categorie più a rischio di disoccupazione. Le aree tematiche in cui il Ministero sta investendo particolarmente sono: l’Area trasparenza, con la recente costituzione del Tavolo Tecnico per la costruzione di un sistema nazionale di standard minimi professionali e formativi e di certificazione delle competenze; l’Area Fabbisogni Formativi, con il sistema di osservazione permanente dei fabbisogni formativi e professionali supportato dal MLPS; l’Area accreditamento delle Strutture, con la revisione del sistema nazionale di accreditamento che sarà implementato nella programmazione 2007-2013 del FSE, per razionalizzare ulteriormente il variegato quadro di sedi formative accreditate (da una rilevazione dell’Isfol del febbraio 2007 risultano essere ben 8.454); l’Area Orientamento, che coniughi il concetto di lifelong learning con quello di lifelong guidance; e l’Area Transnazionalità, che inserisca questa dimensione in tutti i Programmi Operativi - PON, POR, LLP – in particolare creando circuiti di diffusione dei risultati e accompagnando i progetti di mobilità. [Leggi l'Intervento di Vera Marincioni]
Dal canto loro, i responsabili delle due agenzie nazionali si sono concentrati sulle priorità dei relativi programmi settoriali e hanno espresso alcune considerazioni generali riferite all’esperienza della valutazione della Call 2007. Marina Rozera, coordinatrice dell’Agenzia Leonardo da Vinci presso l’Isfol, nella sua relazione “Il 2007 un anno di transizione costruttiva”, ha parlato inizialmente del passaggio dai Progetti Pilota ai Progetti multilaterali di Trasferimento dell’Innovazione o “TOI”, per i quali la messa a regime dei risultati o il pieno utilizzo dei prodotti sviluppati sperimentalmente non appare più solo auspicata, ma deve essere concretamente realizzata e dimostrata da indicatori certi e misurabili, passando poi a illustrare: i possibili contenuti dei progetti, le azioni previste per il trasferimento, gli obiettivi specifici e operativi del Programma Leonardo e le priorità 2008. È seguita poi un’analisi dei dati sulla distribuzione regionale, la tipologia di organismo dei promotori e dei partner, nonché sui settori di riferimento, le aree tematiche e l’origine del prodotto da trasferire. La stessa disanima è stata effettuata per quanto riguarda la mobilità, soffermandosi poi sull’analisi di alcuni elementi di criticità nelle proposte presentate nell’Invito 2007: quali l’ambiguità nella definizione dei target, la mancata focalizzazione rispetto alle priorità del bando e la scarsa innovatività, lo scarso potenziale d’impatto, lo scarso livello dei contenuti formativi, l’assenza di strategie di valutazione ex-ante del progetto, le deboli attività di follow-up e il non corretto utilizzo dei massimali. Per contro, in conclusione, sono stati illustrati gli Indicatori di qualità di un’azione di mobilità per passare poi ad una carrellata sulle priorità del programma Leonardo da Vinci nel bando 2008. [Visualizza la Presentazione di Marina Rozera]
Prendendo la parola al posto del direttore Giovanni Biondi (impossibilitato a partecipare per impegni dell'ultim'ora), Fiora Imberciadori, coordinatrice dell’Agenzia Comenius, Erasmus, Grundtvig e Visite di studio, ha analizzato il passaggio da Socrates a LLP, focalizzando l’attenzione sulle priorità proposte a livello europeo nel 2007 e su come queste erano state recepite a livello nazionale nelle candidature ricevute, per verificare l’impatto reale del programma per la promozione della strategia di Lisbona. Dal momento che la tematica prioritaria nel 2007 era il Dialogo Interculturale, in preparazione del 2008, anno europeo dedicato a questo tema, risulta che quasi la metà dei partenariati Comenius hanno indicato questa come tematica principale – seguita nell’ordine da lingue straniere, cittadinanza europea, storia e tradizioni, tecnologie dell’informazione, ambiente/ecologia – mentre per i partenariati Grundtvig lo hanno fatto addirittura il 64% - seguiti da facilitare lo sviluppo e il trasferimento di pratiche innovative nel settore dell’educazione degli adulti, la cittadinanza attiva, i paesi dell’unione europea, le TIC, le competenze di base e da arte, musica e cultura - il che permette di affermare che la priorità è stata ampiamente recepita. Per la formazione in servizio, tra le motivazioni più gettonate si trovano: intraprendere una ricerca di metodi e approcci di insegnamento (573); implementare il CLIL (244) e l’insegnamento olistico della lingua a scuola (138), il metodo di osservazione e riflessione (367), l’insegnamento collaborativi (277) e l’insegnare in classe miste (per abilità, lingua materna e cultura) (177). Per quanto riguarda Erasmus, il trend Italia mostra come aree disciplinari con maggiore mobilità studenti: lingue e filologia, scienze sociali, discipline ad indirizzo economico, ingegneria e tecnologia, mentre per i docenti: lingue e filologia, arte e design, ingegneria e tecnologia, scienze sociali. Per quanto riguarda i paesi di destinazione la mobilità studenti si è diretta principalmente verso: Spagna, Francia, Germania e Regno Unito, più o meno gli stessi paesi scelti dai docenti (Spagna, Francia, Germania e Polonia). [Visualizza la Presentazione di Giovanni Biondi]
Nel pomeriggio si è dato spazio ai protagonisti - da scuole, università, istituti di edicazione degli adulti, punti informativi, Uffici scolastici regionali - nei workshop paralleli riferiti ai sottoprogrammi Comenius, Grundtvig, Erasmus, Leonardo da Vinci, coordinati e gestiti dalle Agenzie Nazionali ISFOL e Agenzia Scuola. Numerose sono state le domande poste dagli intervenuti e tanti i punti toccati, sia sul piano concreto delle modalità di partecipazione e dei finanziamenti, sia da un punto di vista dell'innovazione didattica, su come meglio implementare le attività in modo da poter ottenere la massima ricaduta. Si profila, quindi, un 2008 nel segno di un vivo interesse per l'Europa.
Lorenza Venturi, ufficio comunicazione Agenzia LLP Firenze