La comunicazione ribadisce la centralità dell’istruzione e la formazione nell’ambito di cambiamenti economici e sociali che stanno attraversando l’Europa e al contempo pone l’accento sull’apprendimento permanente, non solo come veicolo per aggiornare le competenze dei cittadini, ma anche come strumento a sostegno della creatività e dell’innovazione per partecipare a pieno alla vita economica e sociale.

Gli obiettivi posti dal programma di lavoro
Istruzione e formazione 2010 sono molto ambiziosi e per
monitorare i progressi e le criticità nell’ambito delle riforme dei sistemi di
istruzione e formazione il Consiglio e la Commissione elaborano una relazione congiunta biennale. La
comunicazione appena pubblicata rappresenta la terza relazione congiunta e
individua una serie di interventi specifici: elevare il livello delle
competenze, sviluppare strategie di apprendimento permanente, garantendo
l’attuazione delle riforme, promuovere il “triangolo della conoscenza”
(istruzione, ricerca e innovazione), che svolge un ruolo essenziale nel
promuovere la crescita e l’occupazione in Europa.
Nel documento vengono evidenziati i progressi che si sono ottenuti in ambito europeo; la maggior parte dei paesi ha infatti elaborato strategie esplicite di apprendimento permanente, che comprende tutti i tipi ed i livelli di istruzione e formazione. Al contempo si sta rafforzando la base delle conoscenze su cui fondare le politiche di istruzione e formazione, sono in via di elaborazione quadri nazionali delle qualifiche, connessi al Quadro europeo, e la convalida dell’apprendimento non formale ed informale. Fra gli altri progressi menzionati: il riconoscimento dell’istruzione pre-primaria come passaggio fondamentale nell’apprendimento; l’ammodernamento dell’istruzione terziaria, essenziale nel triangolo della conoscenza e l’ingresso dell’istruzione e formazione nel contesto più ambio della politica comunitaria.
Pur riconoscendo i passi avanti fatti fino ad ora,
la comunicazione resta critica nei settori dove i
progressi sono insufficienti. Primo fra tutti l’attuazione
dell’apprendimento permanente, spesso penalizzata da una spesa pubblica
nazionale non sempre adeguata. Fra gli altri ambiti problematici: gli abbandoni
scolastici prematuri, i risultati del ciclo secondario superiore e le competenze
cruciali, ancora lontani dai traguardi 2010 di riferimento. Altri problemi si
registrano nell’ambito della formazione e nello sviluppo professionale per gli
insegnanti, mentre c’è ancora parecchio da fare per ottenere l’eccellenza negli
istituti di istruzione terziaria, dove è essenziale concentrarsi
sull’istruzione, la ricerca e il trasferimento delle conoscenze, oltre a
prevedere investimenti adeguati. Altro punto critico: la partecipazione degli
adulti al lifelong learning. Se fino al 2005 il numero degli adulti che
partecipava ad attività di istruzione e formazione era in crescita, nel 2006 il
livello è leggermente calato. Gli ultimi due problemi riguardano
l’attrattività e la pertinenza dell’istruzione e della formazione professionali,
ancora scarse, ed il numero limitato di discenti che effettuano mobilità
transnazionali.
A fronte di tante criticità, quali sono le prospettive
future? La comunicazione insiste sull’importanza di attuare
l’apprendimento permanente per ottenere efficienza ed equità e sprona gli stati
membri a mettere in pratica misure politiche ed orientare risorse. Viene data
grande importanza all’innovazione e alla creatività, nella convinzione che tali
elementi vadano potenziati in tutti i sistemi e a tutti i livelli di istruzione
e formazione, per raggiungere la crescita e l’occupazione.
Infine, la
comunicazione fornisce agli stati membri una serie di indicazioni sul come
applicare in modo ottimale i risultati del programma Istruzione e formazione
2010. Tuttavia, il documento mantiene un approccio realista quando riconosce le
difficoltà nel raggiungimento di risultati concreti, che necessitano di tempi
lunghi e richiedono da subito un programma di lavoro per il periodo successivo
al 2010.
Per scaricare la
comunicazione:
http://eurlex.europa.eu/LexUriServ/site/it/com/2007/com2007_0703it01.pdf
