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Prevedere il futuro: quali competenze per i lavoratori europei?

Uno studio del Cedefop analizza, elabora e prevede l'evoluzione delle competenze per i lavoratori europei da qui al 2015.

Lisbona 2010: la meta è vicina. L’Unione europea, per sua propria natura, guarda lontano, e così la prospettiva europea ormai spazia fino al 2015…questo è il caso del recente studio messo a punto dal Cedefop, il Centro europeo per lo sviluppo della Formazione professionale, dal titolo “Future skill needs in Europe: medium-term forecast”. Oggetto di indagine e di previsione sono 25 Paesi membri (Romania e Bulgaria escluse), Norvegia e Svizzera; il messaggio chiave è il seguente: la domanda di competenze e titoli è cresciuta ed è destinata a crescere, per gran parte delle occupazioni, anche per i lavori scarsamente qualificati.

 

Lo studio è frutto di un lungo percorso di ricerca: già dal 2001, il Cedefop in collaborazione con Istituti di ricerca in diversi Stati membri, iniziò ad identificare le competenze richieste ai lavoratori europei, quindi nel 2004 è stato fondato “Skillsnet”, un network europeo per l’identificazione precoce delle competenze attraverso l’Europa, concepito soprattutto come piattaforma di dialogo e per lo scambio di informazioni. In particolare la sua azione ha assolto ad una duplice funzione: in primo luogo per l’identificazione precoce di nuove abilità emergenti ed in secondo luogo per l’anticipazione delle competenze e la previsione sulle strade da perseguire per essere in grado, come sistema Europa, di rispondere a questi nuovi bisogni.

 

L’obiettivo finale è stato stabilito: l’Unione europea deve svilupparsi come società basata sulla conoscenza. L’obiettivo è ambizioso, per raggiungerlo non è sufficiente che l’Unione, i suoi cittadini ed i governi si impegnino in settori considerati strategici, è essenziale che l’azione di ciascuno degli attori sia guidata e calibrata sulla società europea in evoluzione. Questo è il motivo per cui studi come quello realizzato dal Cedefop sono fondamentali: indicano la rotta da seguire e danno chiavi di lettura utili per capire una società in continuo mutamento. A questo si aggiunga che, la stessa necessità di aumentare la trasparenza nel mercato del lavoro europeo, fa aumentare i livelli di preparazione e abilità richieste per entrarvi e per seguirne il corso in modo consapevole ed attivo.

 

Nuove competenze rappresentano una sfida per il “policy-making” europeo, per raggiungere una maggiore coesione sociale da una parte, e gli obiettivi economici di competitività dall’altra. La mancanza di informazioni sulle future competenze necessarie è stata per lungo tempo motivo di preoccupazione nell’Unione, con lo studio “Future skill needs in Europe: medium-term forecast” il Cedefop dà una risposta concreta ad una mancanza che può diventare nel lungo periodo una diseconomia. La necessità di anticipare gli avvenimenti nel mondo del lavoro europeo e di rispondere in modo pro-attivo ai bisogni occupazionali futuri, è da decenni presente nella storia europea: già nel Trattato di Maastricht se ne trova traccia, e così pure in quello di Helsinki. Lo studio del Cedefop, per la prima volta, presenta una previsione complessiva sulle tendenze di medio e lungo termine su impiego e competenze richieste, nell’intera Europa. Precoce identificazione delle abilità che saranno richieste dal mercato del lavoro futuro significa ricercare ed analizzare i livelli di occupazione su base nazionale regionale e locale, il tutto senza dimenticare che nel 2004 l’Unione con l’Allargamento ad Est ha aumentato, complessivamente, i livelli di diversità in ambito sociale. Nel dettaglio, sono presentate proiezioni macroeconomiche e scenari alternativi per ogni Stato membro e risultati aggregati a livello europeo.

 

E’ importante sottolineare uno dei dati più significativi che lo studio pone in luce: nonostante la società del XXI secolo sia la società dei servizi e del terziario, il settore primario e quello manifatturiero conserveranno la loro importanza a livello occupazionale – anche questi due settori saranno, però, interessati da cambiamenti significativi - In dettaglio, entro il 2015 circa 10 milioni di lavoratori saranno impegnati nel settore primario, e 35 milioni nel settore secondario. Tra il 2006 ed il 2015 l’occupazione in Europa crescerà di oltre 13 milioni di persone, mentre i lavori che richiedono abilità medio-basse diminuiranno di 8,5 milioni di unità.

 

I politici europei e nazionali, ed i Ministeri dell’Istruzione degli Stati membri è bene che siano consapevoli di questo dato: agricoltura e manifattura avranno ancora uno spazio cruciale nelle economie dei paesi europei, essi rappresenteranno ancora un valido sbocco nel mondo del lavoro per i giovani, le competenze necessarie non saranno, però, le stesse che contraddistinguono oggi il mercato del lavoro. Uso delle tecnologie, globalizzazione, competitività, ed altre variabili determineranno l’evoluzione delle competenze richieste ai lavoratori europei, per questo saranno richiesti aggiornamenti e formazione continui e mirati per le singole professioni.

 

 

di Silvia Dell'Acqua


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