L'idea di un campus transfrontaliero
La caduta dei valichi di frontiera nel dicembre 2007 ha determinato una svolta epocale nell’ambito sociale e culturale delle Regioni di confine, per cui la scuola deve farsi parte attiva nell’approfondimento e nella discussione di tematiche cruciali, offrendo ai giovani opportunità di scambio e di confronto. Da questi presupposti è nata l'idea di un Campus studentesco itinerante tra realtà transfrontaliere caratterizzato fortemente dalla partecipazione attiva di molteplici soggetti del territorio, istituzionali e non, per la valorizzazione delle diverse identità, nella dimensione ambientale, storico culturale, linguistica, economica e sociale.
Beyond Borders è una delle iniziative realizzate nell'ambito di Europa dell'istruzione con il proposito forte di contribuire alla diffusione della dimensione europea dell’educazione e della formazione in una Regione già da tempo nel cuore dell’Europa e, come ha ricordato Patrizia Pavatti, - referente regionale per l'USR Friuli Venezia Giulia - nella giornata di apertura dei lavori, per creare uno spazio d'incontro e di condivisione per i giovani dei diversi Paesi coinvolti.
L'iniziativa è stata organizzata dall'USR Friuli Venezia Giulia in collaborazione con la Direzione Generale Affari internazionali del MPI, la Regione FVG – Assessorato alle Relazioni internazionali e alle Autonomie locali, l'Assessorato Istruzione, Cultura, Sport e Pace, il Consolato Generale d’Italia a Capodistria, la Provincia di Gorizia, la Provincia di Trieste, il CORECOM FVG; RAI Trieste; Tele Capodistria; Antenna Europe Direct; Comune di Trieste, RAI sede regionale per il Friuli Venezia Giulia, RTV Slovenia Centro Regionale RTV Koper Capodistria, Liceo Galilei Trieste, e con il supporto logistico dell’Istituto per l’Educazione della Repubblica di Slovenia.
Altre menti, non altrimenti
Il titolo dell'intervento di Peter Brown sulle migrazioni, le frontiere, le lingu, che ha aperto i lavori in plenaria dopo i saluti delle molte autorità, dà bene l'idea dello spirito generale di Beyond Borders.
Come abbattere le frontiere è stato il filo conduttore delle tematiche di dibattito del campus, che si è articolato in diversi workshop, dei gruppi di lavoro formati da studenti internazionali ai quali è stato richiesto di progettare dei piani d’azione che potessero renderli protagonisti di un cambiamento in termini di cooperazione, dialogo e integrazione nella regione transfrontaliera.
I quattro workshop paralleli hanno rappresentato un momento importante di riflessione sulle opportunità offerte dalla caduta dei valichi di confine tra Italia e Slovenia per favorire il dialogo interculturale, la delineazione di nuovi progetti di collaborazione tra scuole transfrontaliere o di nuovi piani di networking per una migliore e più efficace condivisione di valori, idee, opinioni e informazioni, a partire da quattro tematiche chiave:
- Che cosa si aspettano i giovani dalla caduta dei valichi nell'ambito del dialogo interculturale
- Quali rapporti si possono instaurare tra scuole transfrontaliere
- Quali piani d'azione concreti si possono proporre ai decisori politici
- Come realizzare reti di comunicazione
I lavori di gruppo si sono trasformati in degli straordinari forum di dibattito dove i giovani operavano sinergicamente nell’orientare la discussione verso soluzioni concrete e applicabili anche nel proprio ambiente scolastico.
Il format dei workshop è stato sicuramente una scelta determinante e vincente per impostare il processo di apprendimento su un approccio partecipativo soprattutto attraverso la funzione dei peer-tutor, degli studenti-facilitatori con precedenti esperienze di campus, che hanno contribuito a creare un ambiente di apprendimento non formale, condizione che meglio sviluppa l’humus culturale adatto per la pacifica convivenza della diversità.
Studente-docente: nuovi profili
Nei workshop, oltre ad un nuovo profilo dello studente, si è designato un nuovo profilo del docente.
L’insegnante assume nel contesto di questi gruppi di lavoro le sembianze di un moderatore culturale, attento ad accogliere le opinioni di tutti e ad aiutare il gruppo a costruire sulla molteplicità e diversità delle proposte e dei compiti. La convenzionale struttura della lezione si sconvolge, il docente non impartisce frontalmente nozioni, ma si disimpegna dall’ansia della prestazione e si focalizza di più sul processo che non sull’esito.
Il dibattito ha rappresentato un momento di crescita, di consapevolezza e di pratica di cittadinanza attiva e per molti è stato una ispirazione al cambiamento in termini di maturità personale. Nelle discussioni c’è stato sicuramente un confronto positivo, produttivo e di mutuo beneficio in cui gli studenti hanno imparato a conoscersi, a dar voce alle loro esigenze e a negoziare i punti di vista. Hanno avuto quindi l’occasione di mettere in pratica delle abilità trasversali valide in qualsiasi contesto: la mediazione, la flessibilità, le competenze comunicative, le dinamiche di gruppo, il dialogo ragionato e che genera valore.
Spesso la formazione scolastica e la didattica tradizionale trascurano le potenzialità dell’apprendimento tra pari e dell’apprendimento attraverso l’esperienza. Le attività del campus hanno fatto di questi i loro punti cardine per creare dei percorsi di formazione dell’Europa dal basso, attraverso l’iniziativa collettiva transfrontaliera per abbattere insieme le “barriere della mente e dell’anima” anche con il supporto delle istituzioni.
Un progetto ambizioso...
Tra le varie proposte sorte durante i lavori, è emersa a più voci quella di un rapporto più interdipendente tra giovani e istituzioni e la fondazione di un YIP, Youth Interregional Panel, un Gruppo transfrontaliero di discussione tra giovani, un laboratorio di consulta in cui gli studenti hanno la possibilità di esprimere a pieno il loro punto di vista sulle problematiche più scottanti nella nostra realtà transfrontaliera.
Un ambizioso progetto a lungo termine che però è da stimolo per i giovani a trasferire l’esperienza del campus nelle loro scuole e nelle comunità in cui vivono.
...e un modello a cui ispirarsi
Il campus ha fornito ai giovani un modello cui ispirarsi. Un modello rispettoso del loro ruolo di cittadini, della loro personalità e della loro voglia di coinvolgersi. In pochi giorni di intensa attività è stato dato spazio a quelle voci che spesso non vengono ascoltate in sedi scolastiche e questo ha segnato l’inizio di un processo di rinnovamento delle modalità di interazione tra ragazzi in una regione transfrontaliera.
Un processo che parte da una ricognizione delle risorse e del capitale umano, stabilisce dei validi punti di contatto e di riferimento e infine edifica, tassello per tassello, un nuovo ambiente di apprendimento più dinamico in cui i giovani possano anche divertirsi, disinibirsi e esprimere se stessi con passione ed entusiasmo, proprio come è avvenuto durante quelle eccezionali giornate di “Beyond Broders”.
di Ludovine Tarsia
Liceo Galileo Galilei, Trieste